Il “girl power” si sta affermando sempre di più anche nel mondo dell’arte, settore storicamente in mano agli uomini. A capo di musei e gallerie, nelle accademie, nelle fiere, nell’ambito della curatela e del collezionismo ci sono sempre più donne alla ribalta.

Un segnale positivo di mutamento sociale e di mentalità ci arriva dritto dal mondo dell’arte contemporanea: sono infatti sempre di più le donne a ricoprire ruoli di alto profilo all’interno del settore. La crescita in tal senso si sta verificando tanto a livello globale quanto locale. Anche in Italia infatti sono sempre più numerose le “signore dell’arte”, a capo di musei, grandi gallerie, fondazioni e molto altro. Vediamo allora chi sono le 5 donne più potenti dell’arte contemporanea italiana.

Le 5 donne più potenti dell’arte contemporanea italiana

Cecilia Alemani

Cecilia Alemani via Art Basel

Cecilia Alemani è un nome ultra noto del settore a livello internazionale. Cecilia vanta un percorso disseminato di record, primo tra questi, quello di essere stata la prima under 40 ad aver ottenuto nel 2011 la carica di direttrice artistica dell’High Line Art di New York, il famoso parco cittadino dedicato all’arte. Dal 2011 ha lavorato con più di 200 artisti internazionali, tra cui El Anatsui, John Baldessari, Carol Bove, Olafur Eliasson (per citarne alcuni) e ha collaborato con molti musei, istituzioni e fondazioni, oltre a seguire anche iniziative meno convenzionali in spazi non-profit e progetti indipendenti. Nel 2017 si piazza direttamente al 78esimo posto come new entry nella classifica dei Power 100 di Art Review a proposito delle personalità più influenti nel mondo dell’arte. Dopo aver curato il padiglione Italia alla 57° Biennale di Venezia, Cecilia ha diretto Art Basel City Project.

Lia Rumma

Lia Rumma (Dx) con Vanessa Beecroft via Instagram

Lia Rumma è senza dubbio una delle figure più influenti dell’arte contemporanea italiana degli ultimi vent’anni. Rinomata gallerista, Lia Rumma ha aperto due sedi in Italia: una a Napoli, sua terra d’origine, e una a Milano. Vanta nella sua scuderia artisti del calibro di Anselm Kiefer, Marina Abramovic, Alberto Burri, Vanessa Beecroft, Michelangelo Pistoletto e molti altri. Intuito e lungimiranza, le caratteristiche vincenti del gallerista tipo, non sono mancati a Lia Rumma, donna instancabile che ha saputo portare avanti con successo la sua galleria accettando le sfide del mercato e guardando ai linguaggi internazionali dell’arte.

Pepi Marchetti Franchi

Pepi Marchetti Franchi via Dagospia

Pepi Marchetti Franchi è la direttrice della galleria Gagosian a Roma. Larry Gagosian la conobbe al museo Guggenheim di Bilbao nel 2005, in occasione dell’inaugurazione di The Matter of Time di Richard Serra. Le affidò in seguito la direzione della sua nuova galleria romana, concedendole sempre molta libertà e autonomia nella gestione delle sua sede. Di fatto è stata lei a dar vita alla galleria di gagosian a Roma, scegliendo lo spazio e lo staff, e organizzando il lancio. Di sua responsabilità è tutta la programmazione della galleria, il rapporto con gli artisti e con i collezionisti, e con Gagosian stesso. Insomma, una vera donna #neverstop.

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Patrizia Sandretto (Dx) con Marina Abramović via Instagram

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è collezionista e presidente di Fondazione Sandretto, un’istituzione no profit nata a Torino, dove ha il suo quartier generale, che sostiene i giovani artisti e si impegna a promuove l’arte contemporanea nel mondo. Patrizia Sandretto è stata tra gli altri insignita dell’Apollo Award 2017 come “Personality of the year for 2017”; figura nella ARTnews Top 200 Collectors 2018, la classifica dei più importanti 200 collezionisti al mondo pubblicata da ARTnews . Nell’ambito della XIV edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile, è stata insignita del “Premio Ipazia alla Donna Eccellente 2018”, prestigioso riconoscimento per le donne che si sono distinte con il proprio operato nei campi dell’arte e della cultura, contribuendo al miglioramento del proprio Paese e al miglioramento della condizione femminile.

Sara Cosulich

Sara Cosulich con Yuri Ancarani e Maurizio Cattelan via Instagram

Dal 2017 Sarah Cosulich è il Direttore Artistico della Fondazione La Quadriennale di Roma. Ha collaborato con istituzioni museali e manifestazioni internazionali tra le quali la 50a Biennale di Venezia di Francesco Bonami nel 2003; dal 2004 al 2008 è stata curatrice al Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin e dal 2012 al 2017 ha diretto Artissima a Torino. Inoltre è stata consulente allo sviluppo per Manifesta12 a Palermo e collabora con Mutina, azienda per la quale ha creato un programma di sostegno, produzione e presentazione dell’Arte contemporanea. Nel momento della nomina a direttrice de La Quadriennale dichiarò all’Ansa: “”Voglio portare l’Italia fuori e l’internazionalizzazione dentro al paese. Seguirò una strategia centripeta che parte dall’esterno e si avvicina all’interno, valorizzando l’arte italiana e anche il territorio di Roma”. E ha aggiunto: “Oggi le donne nel mondo artistico hanno conquistato importanza, ma nelle prime Quadriennali per esempio non c’erano: io spero di fare un buon lavoro e riuscire a rappresentare la figura femminile in modo corretto anche seguendo tematiche specifiche”.

Vi abbiamo parlato delle 5 donne più potenti dell’arte contemporanea italiana. E a livello globale? Ecco il nostro articolo.