André Butzer, a Firenze i dipinti all’insegna di amore, fede e speranza

Dal primo marzo fino al 9 giugno 2024 le sale espositive del piano terra, del loggiato coperto e dell’ex-cappella del Museo Novecento di Firenze ospitano la prima mostra personale di André Butzer (Stoccarda, 1973) allestita da e inun’istituzione pubblica italiana. “Liebe, Glaube und Hoffnung” (Amore, fede e speranza) è il titolo della mostra che ripercorre l’intera carriera dell’artista attraverso alcune delle sue opere più identificative. In seguito a questa accurata selezione è possibile rintracciare gli elementi significativi del suo stile: la forte tensione spirituale e l’affinità con il mondo romantico di Novalis e Hölderlin, e l’ammirazione per i disegni animati eseguiti a mano da Walt Disney, così come per le aperture al mondo dell’arte infantile e dei folli di Klee, Dubuffet e Pollock. Dai dipinti di carattere espressionista del primo periodo sono nati i personaggi della Donna, del Viandante (Wanderer) e del Siemens della Pace.

Siemens della pace V, 2000-01.

In particolare, Butzer si immedesima nel viandante, figura protagonista della cultura romantica, ponendosi come moderno avventuriero dello spirito alla ricerca di un’immagine di arte universale. Il personaggio del viandante è tradotto in un individuo con un volto dai tratti essenziali, con grandi occhi vitrei e un sorriso raggiante simile ad un’astrazione infantile, a tratti inquietante. 

Viandante 2 (Nelle montagne della pace), 2001.

Alle opere figurative dei primi anni 2000, si affiancano quelle astratte: alcune caratterizzate da campi monocromi interrotti da figure geometriche minimali, altre contraddistinte da un linguaggio indefinito dominato da superfici dense, luminosissime, con fondi grigi e filamenti di colore leggeri che corrono sulla tela quasi a richiamare le forme della natura. 

La crescente spinta astratta si cristallizza in composizioni di elementi verticali e orizzontali, considerabili quasi come delle composizioni architettoniche, sempre più potenti nella cromia e nella forma. 

Senza titolo (Pittura monocromatica), 2007.

Sulla scia di questi dipinti irrompono nella produzione di Butzer i cosiddetti N-Paintings (Dipinti N): immagini utopiche che rappresentano visioni dell’universo NASAHEIM, un non-luogo iperuranico che, racchiudendo tutti i contrasti dell’esistenza, permette la ricerca e il raggiungimento della pittura nella sua essenza più pura e veritiera.

N-Vita, 2005.

La mostra presenta infine i lavori più recenti dell’artista, in cui tornano figure e volti. Tra queste troviamo le donne-bambine dall’aspetto familiare e infantile, ma al tempo stesso grottesco, che rimandano al mondo delle favole e dei cartoni animati. Sono figure descritte attraverso sorrisi, grandi occhi, vestiti e guanti, contornate da linee definite e riempite da colori sgargianti che presentano un nuovo grado di astrazione immaginifica. In alcuni casi queste figure vengono stilizzate al punto di assomigliare ad ambigue emoji.

Senza titolo (Paula), 2018.

In occasione della mostra, André Butzer ha realizzato Madonna delle stelle (2023) per la pala d’altare dell’ex-cappella. L’iconografia, cara all’artista, evoca un’immagine devozionale dal sapore fiabesco: questa donna-bambina è raffigurata con un semplice vestitino rosso sgargiante e con due grandi occhi blu pervasi da tanta tenerezza.

Abdré Butzer. Liebe, Glaube und Hoffnung, Installation View, 2024, Courtesy Museo Novecento, Firenze and the artist. Foto Ela Bialkowska OKNO studio.

La seconda parte dell’esposizione è visitabile presso il museo Stefano Bardini dal 22 marzo fino al 9 giugno 2024, con il titolo “…und der Tod ist auch ein Leben“.

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Syria Braggiotti
Syria Braggiotti
Ho 22 anni e mi sono laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese nell'arte e nello spettacolo. Amo l'arte e passo la maggior parte del mio tempo libero a visitare mostre e a documentarmi su artisti e opere. Da "grande" mi piacerebbe fare la curatrice; una prima esperienza in questo ambito l'ho fatta nel novembre 2022, curando una mia prima personale esposizione intitolata Le temps revient.

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