Il nuovo “albero” di Banksy è già stato deturpato

E’ durata meno di 3 giorni l’ultima opera dello street artist misterioso. Infatti, il suo “albero”, (di cui abbiamo già parlato qui), realizzato in un edificio residenziale nel nord di Londra a Islington, è stato deturpato nella notte con vernice bianca, nonostante fosse protetta da una recinzione metallica. Banksy aveva ancora una volta sfruttato astutamente l’ambiente circostante integrando ampie pennellate di vernice verde su un muro che si trova esattamente dietro un albero vicino, simulando così l’aspetto delle foglie, che cadono a pioggia sullo stencil di una persona.

Banksy stesso, come sempre, ha rivendicato la proprietà del murale lunedì attraverso il suo profilo Instagram, dopo che aveva scatenato ampie speculazioni e attirato folle desiderose di vederlo. La comunità locale ha espresso delusione per l’atto vandalico, sottolineando il significato “ambientalista” del murale, attirando l’attenzione su una parte di Londra spesso trascurata.

Lo street artist Joe Epstein, intervenuto nel podcast della BBC “The Banksy Story”, ha riferito che gli artisti di graffiti talvolta si impegnano in “guerre territoriali” (turf wars), che portano a casi in cui le opere d’arte vengono deturpate dai rivali. Questo aspetto della cultura dell’arte di strada potrebbe potenzialmente spiegare questa “cancellazione”, sebbene la persona responsabile della deturpazione del murale di Banksy non sia stata identificata.

Prima dell’atto vandalico, il consiglio comunale di Islington aveva riconosciuto il murale e deciso di non rimuoverlo. Il consiglio ha anche spiegato che l’albero di ciliegio, scelto da Banksy ha circa 40-50 anni ed è visibilmente malato. L’albero infatti, era stato potato significativamente in una pratica nota come capitozzatura, mirata a prolungarne la vita e garantire la sicurezza. Questo metodo di potatura, sebbene benefico per l’albero, è diventato anche una parte integrante dell’opera d’arte di Banksy, aggiungendo un altro strato di significato al pezzo.

Ora un’ulteriore domanda si aggiunge alle precedenti: chi ha vandalizzato l’opera, e perché? Attendiamo i prossimi sviluppi.

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