Mohammed Salem Vince Il World Press Photo 2024

È il fotografo dell’agenzia stampa Reuters, Mohammed Salem, ad aggiudicarsi il prestigioso premio del Word Press Photo of the Year con il lacerante scatto che riprende una donna palestinese mentre culla il corpo della giovane nipote, uccisa assieme alla madre e alla sorella quando un missile iraniano ha colpito la loro casa. L’immagine è stata scattata il 17 ottobre del 2023 all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza e mostra Inas Abu Maamar, 36 anni, che tiene in braccio il corpo della piccola Sally di 5 anni. “Ho sentito che la foto riassume il senso più ampio di ciò che stava accadendo nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato Salem. “Le persone erano confuse, correvano da un posto all’altro, ansiose di conoscere il destino dei loro cari, e questa donna ha catturato la mia attenzione perché teneva il corpo della bambina e si rifiutava di lasciarlo andare”. La presidente della giuria, Fiona Shelds, ha sottolineato la cura e il rispetto dello scatto di Mohammed Salem che offre “uno sguardo metaforico e letterale a una perdita inimmaginabile”.

Mohammed Salem è nato a Gaza nel 1985 ed è entrato a far parte dell’agenzia Reuters nel 2003 occupandosi delle notizie sugli scontri tra palestinesi e israeliani nella Striscia di Gaza. Ma anche nel 2010 Salem si è aggiudicato il premio per Word Press Photo con la foto che mostra le bombe al fosforo bianco lanciate da Isarele durante la guerra a Gaza nel 2009, ed è stata la prima testimonianza dell’uso di queste bombe.

Lee-Ann Olwage, Valim-babema.

Nelle altre tre categorie globali, la sudafricana Lee-Ann Olwage ha vinto il premio Photo Story of the Year per la commovente serie “Valim-babema” pubblicata dalla rivista Geo. Nella serie la fotografa si è concentrata sul tema della demenza in Madagascar e sulla stigmatizzazione delle persone che convivono con la perdita di memoria. Nella serie “Dada” Paul, che convive con la demenza da 11 anni, è amorevolmente accudito dalla figlia Fara ed è ripreso in quei momenti di calore e tenerezza tra le mille sfide della demenza.

Lee-Ann Olwage, swerie “Dada”: Paul Rakotazandriny, 91 anni, affetto da demenza.

Alejandro Caregarra, migrato dal suo Paese d’origine, il Venezuela, in Messico nel 2017, vince il premio Long Time Proejct Award termine con “The Two Walls” pubblicato sia dal New York Times che da Bloomberg. Il progetto di Caregarra, cominciato nel 2018, si concentra sul cambiamento delle politiche di immigrazione in Messico, che, dall’apertura, sono invece passate a norme severe soprattutto al confine meridionale.

Julia Kochetova, War is personal.

La giuria ha dichiarato che il punto di vista del fotografo in quanto migrante, gli ha conferito una prospettiva sensibile e proiettata sull’uomo. Proseguendo, vince il Word Press Photo Open Format Award la serie War is Personal di Julia Kochetova, che si è distinta per lo sguardo personale sulla dura realtà della guerra in corso, mentre il Word Press Photo Africa Regional Winner categoria Open Format è stato assegnato all’Associated Press con la storia multimediale “Adrift” ad opera dei giornalisti Renata Brio e Felipe Dana. Una storia che indaga sulla sorte dei migranti che decidono di partire dall’Africa occidentale per raggiungere l’Europa attraverso l’insidiosa rotta atlantica ma sono approdati a una nave fantasma scoperta al largo di Tobago.

Infine il Word Press Photo categoria Asia Series vede premiata la serie “Afghanistan on the Edge”, ad opera di Ebrahim Noroozi, dell’Associated Press, che documenta il momento in cui i Talebani hanno preso il potere nell’agosto 2021.  Word Press Photo è un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro, fondata nel 1955, con sede nei Paesi Bassi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

“Hair” torna in scena: libertà, identità e pacifismo per una nuova generazione. Intervista al regista e al cast del musical cult

Oggi, come allora, esistono ancora tanti Vietnam… e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società. Hair, spettacolo cult fine anni ’60, è più che mai l’ideale manifesto delle nuove generazioni che cantano l’alba dell’era dell’Acquario. HAIR, the Tribal Love-Rock Musical

Artuu Newsletter

Scelti per te

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Hito Steyerl rimappa l’immaginario contemporaneo con “The Island” all’Osservatorio Prada

È l’approdo all’isola-che-non-c’è il nuovo progetto che Hito Steyerl porta all’Osservatorio di Fondazione Prada di Milano. La sua “The Island” è un’isola felice di pura sperimentazione e creazione nel mare di una stagione espositiva cittadina (ad eccezione di un paio di mostre: Nan Goldin al Pirelli Hangar Bicocca e Fata Morgana a Palazzo Morando) che non brilla per originalità sul fronte del contemporaneo.

Una banca, un museo, una mostra: PORTOFRANCO rilegge gli spazi attraverso 23 artisti

Una scala unisce due edifici di fronte al torrente Muson dei Sassi. Siamo alle porte della città medievale murata di Castelfranco Veneto, nella dimora settecentesca di Palazzo Soranzo Novello che, con il palazzo a fianco dall’interno modernista con gli arredi della vecchia banca in legno, granito e vetro, diventerà il futuro Museo Civico cittadino. Nell’attesa, si apre alla contemporaneità ospitando la mostra PORTOFRANCO curata da Rossella Farinotti.

Seguici su Instagram ogni giorno