L’archeologia futurista di Daniel Arsham alla Biennale di Venezia 

In occasione della 60esima Biennale di Venezia, l’artista americano Daniel Arsham presenta il progetto “Venice 3024” presso la Chiesa di Santa Caterina. 

Foto di Daniel Arsham.

Artista visionario, viaggiatore in mondi in cui si alterano i confini tra passato, presente e futuro, Daniel Arsham lavora attorno ai concetti di “archeologia immaginaria”. Lavorando tra scultura, architettura e disegno, spesso in collaborazione con brand del design e della moda, crea opere d’arte e spazi immersivi che definisce “future reliquie del presente”. 

Come nel caso della serie di sculture presentate a Venezia alla Cattedrale di Santa Caterina, ispirate alle opere d’arte dell’antichità e realizzate in collaborazione con lo storico Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais (RMN), un atelier francese di stampa anche 3D con 200 anni di attività, dove Arsham ha potuto utilizzare stampi e scansioni di alcune delle opere più iconiche delle collezioni del Musée du Louvre di Parigi, Museo dell’Acropoli di Atene, Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Arsham ricrea queste opere storiche con i suoi caratteristici materiali geologici come sabbia, selenite o cenere vulcanica affinché appaiano come se fossero appena portate alla luce dopo essere state sepolti per secoli. Calchi erosi di opere classiche (come la Venere Italica di Antonio Canova) e di figure contemporanee, spesso iconiche nelle loro associazioni improbabili. Alcuni soggetti che trasforma in pietra si riferiscono infatti a personaggi della fine del XX secolo o della nostra era, come tentativo di contrastare l’obsolescenza tecnologica che sta accelerando la smaterializzazione digitale del nostro mondo. 

È il caso dei personaggi iconici della serie Star Wars, come lo Stormtrooper e C-3PO, realizzati con i minerali distintivi dell’artista come quarzo rosa, calcite blu e idropietra. Inoltre, Arsham espone l’ultima della sua serie di automobili funzionali e veicoli sportivi a motore, come la moto MV Augusta Superveloce 800,  “Eroded Blue Calcite Superveloce 800”, presentata di recente all’Art Basel Miami Beach 2023. Arsham ha complicato ulteriormente la storia del leggendario marchio, aggiungendo erosioni personalizzate e cristallizzazioni, come se la moto fosse stata scoperta tra mille anni nel futuro.

In questa mostra, l’artista ha introdotto nuove tecniche nella sua serie scultorea “Fractured Idols”. Situata nell’abside della Chiesa di Santa Caterina, una scultura  in bronzo e acciaio inossidabile di grandi dimensioni ci introduce la dicotomia tra una divinità del passato e la sua attualizzazione contemporanea.

Alle pareti un corpus di lavori realizzati con tessere di mosaico in vetro, in collaborazione con l’azienda italiana Bisazza, in cui l’artista unisce personaggi apparentemente riconoscibili provenienti sia dagli anime, dai cartoni animati che dall’antichità, trasformando le immagini attraverso l’Intelligenza Artificiale e ricreando e giustapponendo questi ritratti romanzati. 

Nato a Cleveland nel 1980, cresciuto a Miami, dove fonda con un gruppo d’artisti lo spazio indipendente The House, grazie al quale conosce il gallerista Emmanuel Perrotin con cui lavora dal 2005, Arsham è un artista “che ha frantumato i confini fra arte, architettura, design e fashion” come scrisse di lui Virgil Abloh nell’introduzione a una sua monografia, pubblicata da Rizzoli nel 2018. 

Acclamato dai Millenials e dai giovani della Generazione Z (alla preview della mostra veneziana file di fans erano in attesa di fare una foto con lui o di ottenere un suo autografo) Daniel Arsham sperimenta l’atemporalità e la nostalgia visionaria di alcuni simboli e gesti della contemporaneità attraverso un surfing continuo tra le culture, mentre presente, futuro e passato si scontrano poeticamente nelle sue visioni inquietanti ma giocose tra romanticismo e pop art.

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Chiara Canali
Chiara Canali
Critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Dottore di ricerca (PhD) in “Scienze Umane” presso l’Università degli Studi di Perugia, è autrice del libro “Tecno-socialità. Partecipazione e interattività nell’arte contemporanea” (edito da Postmediabooks nel 2020). Dall’inizio della sua attività professionale ad oggi ha ricoperto incarichi di direzione e coordinamento, maturando una notevole esperienza nella ideazione e curatela di mostre e manifestazioni a carattere pubblico e istituzionale, collaborando con Musei, Comuni, Fondazioni, enti e istituzioni pubbliche, Festival ed enti privati. È tra i curatori-tutor del Premio Artivisive San Fedele, promosso dalla Fondazione Culturale San Fedele, ed è membro del Comitato scientifico di Var Digital Art Award, premio dedicato all’arte digitale. È Direttore Artistico e curatore del festival PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, evento diffuso dedicato alle arti visive promosso dal Comune di Parma. È membro del Comitato Scientifico del Centro di Ricerca PRISMA dell’Università degli Studi eCampus. Insegna Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi eCampus e l’Accademia del Lusso di Milano.

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