A Lecce Tramacere racconta il “disastro naturale” degli ulivi

Dal 7 marzo 2024 le porte del Museo Castromediano – viale Gallipoli, 28, a Lecce – sono aperte per accogliere chiunque voglia visitare la mostra “Loro. Dalla Fotografia al Progetto di Comunità” dell’artista Ulderico Tramacere.

Dopo aver ospitato la raccolta fotografica “Xylella Studies” del fotografo canadese Edward Burtynsky, vincitore della XXV edizione del Premio Pino Pascali, sui disastrosi effetti dell’agente patogeno Xylella nel territorio salentino, gli spazi del museo ospiteranno, fino al 5 maggio, le opere di Ulderico Tramacere, artista noto per l’uso della fotografia come mezzo di denuncia e linguaggio d’arte contemporanea.

Al centro, ancora una volta, l’ulivo. La mostra rappresenta l’ultima tappa di un percorso di ricerca artistica, cominciato nel 2013, e portato avanti da Tramacere per oltre dieci anni. È il 2013, infatti, l’anno in cui la Xylella fastidiosa comincia a infestare le campagne salentine, mostrando quanto la sua azione fosse incontenibile e aggressiva e le sue conseguenze gravi, al punto di essere quasi inimmaginabili.

Consacrati “monumenti naturali” da una legge regionale del 2007, gli ulivi sono da sempre simbolo di resistenza e sacralità, tanto da non sembrare fuori luogo quando lo scrittore Daniele Rielli, nel libro Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale, li definisce come cattedrali, istituzioni territoriali che “nessuno reputa in grado di morire, ma che muoiono uno dopo l’altro” e a cui non si pensava di dover essere costretti a rinunciare.

Nello stesso 2013, anche Ulderico Tramacere – nato nel 1975 in un piccolo villaggio (come lo definisce lui stesso) del sud Italia – comincia a lavorare al progetto del Parco dei giganti: un campo esteso un ettaro, adibito a monumento alla memoria, i cui alberi, circa un centinaio, tutti attaccati dalla Xylella, sono stati ricoperti di calce, imbiancati, a simboleggiare un metaforico ritorno alla purezza, tipica delle sculture classiche, nel desiderio di una rinascita.

Il Campo dei Giganti

La mostra, con un allestimento diffuso tra le sale della sezione archeologica del Museo Castromediano, porta in scena le immagini di un decennio, in cui l’autore non si è limitato ad immortalare il cambiamento, ma si è dato lo scopo di raccontare, immedesimarsi e comprendere la tragedia e la ricostruzione di un territorio, invitando a riflettere sull’importanza e sulla necessità dell’intervento e incitando ognuno a compiere la propria parte.

Dice un poeta, “La vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire”.  Il poeta è Roberto Vecchioni in Sogna, ragazzo, sogna. Il messaggio può valere per chiunque.

Il titolo dell’esposizione “Loro” riprende, infatti, non solo l’epiteto di oro verde che si attribuiva alle olive, considerate ancora oggi un bene preziosissimo, ma anche il pronome plurale “loro”, non “noi”, a richiamare un senso di estraneità rispetto alla scomparsa di centinaia di ettari di alberi secolari e al dramma di coltivatori e lavoratori del sistema agricolo che, da un anno all’altro, si sono ritrovati davanti agli occhi un paesaggio spettrale e un futuro disperato.

Ulderico Tramacere, direzione artistica del Campo dei Giganti

Per spiegare la filosofia di Tramacere, sono sufficienti le sue parole: “Sono un fotografo; con la stessa dedizione che avrei avuto nel fare il pilota, il pompiere, il palombaro, l’inventore, il poeta, il pittore. Faccio fotografie e non voglio informare; mi piace invece pensare che le mie immagini creino, stimolando il desiderio dell’informazione”.

 “Loro. Dalla Fotografia al Progetto di Comunità” nasce dal dialogo tra il Polo Biblio-museale di Lecce e l’associazione culturale Il Campo dei Giganti, in collaborazione con il Comune di Nardò, Assessorato alla Cultura, Ambiente e Istruzione.

Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale, riassume quanto significativa sia la mostra per l’identità del territorio: “Siamo felici di ospitare il progetto di Ulderico Tramacere, che da anni compie un lavoro di investigazione sulle metamorfosi del paesaggio senza mai cadere in una visione estetizzante. Il suo Campo dei Giganti evidenzia proprio uno dei temi cardinali dell’operato del Polo biblio-museale di Lecce, ovvero l’idea di uno spazio aperto alle comunità, che dal basso accoglie artisti, pensatori, cittadini, associazioni e passanti, per concepire progettualità dilatate in grado di essere pregnanti e di custodire pensiero”.  

Oltre all’artista Ulderico Tramacere hanno collaborato alla realizzazione della mostra: Annalucia Tempesta, archeologa del Museo Castromediano e co-curatrice della mostra; Lorenzo Madaro, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Brera di Milano e co-curatore della mostra e Chiara Agagiù, in qualità di coordinatrice del progetto.

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