Vero ribelle e spirito libero, Edvard Munch  raccolse nel corso migliaia di appunti, spunti e meditazioni. Artsy ne ha estrapolato 4 importanti consigli per utili per gli artisti di oggi.

Edvard Munch, artista eclettico e spirito libero del panorama artistico norvegese di fine Ottocento, amava scrivere diari in cui annotava appunti, spunti e meditazioni utili per gli artisti di ogni tempo. In un articolo del maggio di quest’anno il Magazine di Artsy ha divulgato le 4 lezioni sull’essere artista di Munch. Trovandole di estremo interesse specialmente per i giovani artisti che ci seguono, abbiamo deciso di condividerle con voi. A fine pagina il link all’articolo originale e non tradotto.

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Munch era un vero ribelle. Lo dimostra il fatto che, nonostante il clima gelido norvegese, amasse dipingere sulla spiaggia. In perizioma! Artisticamente durante la sua vita spaziò dal Naturalismo all’Impressionismo, dal simbolismo fino all’Espressionismo, suo vero “marchio di fabbrica”. Famosi sono i diari dell’artista, dove per anni Munch annotò scene, visioni, storie e meditazioni. Ecco 4 preziosi consigli destinati agli artisti in cerca di creatività.

Edvard Munch, Evening on Karl Johan street, 1892 via flickr.com

Lezione 1 – Non aver paura di scoprire la tua anima

Come scrisse in un diario nel 1907, l’arte viene dall’interno dell’uomo, dai ricordi, dalle emozioni, della sua psiche. “Nelle immagini il pittore dà ciò che per lui ha più valore: dà la sua anima, il suo dolore, la sua gioia, dà il sangue del suo stesso cuore”, scrisse nei suoi diari. Munch visse un’esistenza di sofferenze e alcolismo, e le sue opere non fanno che esprimere il suo malessere.

Lezione 2 – Dipingi ciò che hai visto, non ciò che vedi

“Non dipingo quello che vedo ma quello che ho visto”: con questa celebre affermazione Munch ha spronato i pittori dopo di lui a dipingere utilizzando la memoria e il sentimento come filtri per interpretare la realtà attraverso una lente personale.

Edvard Munch, Moonlight by the Mediterranean via fineartamerica.com

 

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 Lezione n. 3 – Il colore dovrebbe essere applicato emotivamente, non in modo realistico

Una faccia è verde quando deve esprimere paura. Un cielo è rosso quando deve trasmettere disagio. Munch considerava il colore come un mezzo espressivo potente, in grado di esprimere in maniera forte e immediata tutte le percezioni, sensazioni e sentimenti dell’essere umano.

Lezione 4 – Non cercare la perfezione, ostacolerà solo il tuo lavoro

Munch credeva nel potere della confusione. Per lui, pennellate azzardate, corpi deformati e colori sgradevoli trasmettevano autenticità. Munch celebrava le imperfezioni, perché queste esprimevano “il fuoco dell’arte”, ovvero la sua forza, energia e vita. Come pittore, l’obiettivo di Munch non fu mai l’immortalità delle proprie opere, piuttosto dell’idea e del pensiero che sta dietro alla loro realizzazione. “Le migliori opere di Leonardo da Vinci sono state distrutte. Ma in realtà  non muoiono mai, perché un pensiero ingegnoso vive per sempre “, ha osservato.

Edvard Munch, Det syke barn (The Sick Child) via Artsy.net

 

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Ecco l’articolo originale di Artsy. How to Be an Artist, According to…