Nuove linee guida dell’Austria per il rimpatrio di opere d’arte

Le opere acquistate in un contesto coloniale avranno le loro regole di restituzione

L’Austria ha istituito il primo comitato per gestire al meglio le opere d’arte entrate all’interno dei propri musei in epoca coloniale. Il ministero ha affermato che spera di “dare un contributo rilevante al dibattito internazionale”.

A guida del comitato ci sarà la presenza di Jonathan Fine, il direttore del Weltmuseum di Vienna, che avrà il compito di portare all’attivo una nuova legislazione per salvaguardare e restituire tutti gli oggetti coloniali.

Courtesy Weltmuseum

“Non si tratta solo di come affrontare il patrimonio museale coloniale, ma anche di museologia postcoloniale e cultura della memoria”, ha affermato Andrea Mayer, segretario di Stato per le arti e la cultura.

Sebbene l’Austria non sia mai stata una potenza coloniale molto invasiva, alcune delle sue collezioni provengono da scambi commerciali non del tutto limpidi con l’Africa orientale.

Un’iniziativa che sarà  d’esempio  per tutte le realtà museali che tutt’oggi fanno i conti con le proprie collezioni ricche di opere coloniali.

Cover Photo Credits: Courtesy © KHM-Museumsverband

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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