Un esercizio ideato dal docente di Art21 Joseph Iacona aiuta gli studenti a prendere coscienza di sè stessi tramite un Selfie.

Il tema dell’autoritratto, quindi della percezione di se stessi, è un tema difficile da sviluppare con studenti di tutte le età: dai più piccoli fino agli adulti. Oggi, grazie ai social media, ai blog, alla “presenza online”, siamo convinti di riuscire ad avere il controllo sul modo in cui veniamo percepiti dal mondo esterno. La realtà è che (forse proprio a causa della vita digitale) molte persone, specialmente tra gli adolescenti, trovano difficoltà nel rispondere a banali domande come: Chi sei? Come ti percepisci? Come ti percepiscono gli altri?. In alcuni casi un laboratorio sull’autoritratto può risultare addirittura intimidatorio. Partendo da questa riflessione Joseph Iacona, artista e docente presso l’Art21 Education Department (bio in fondo all’articolo), ha pensato ad un esercizio per esplorare i temi dell’empatia e della percezione di sè attraverso l’autoritratto.

Il lavoro di uno degli studenti d Iacona via art21

Autoritratto = Selfie

Avendo a che fare con studenti giovani, il primo passo è sempre metterli a proprio agio utilizzando un linguaggio e dei canali che possano comprendere con facilità, e che gli permettano di esprimersi agilmente. Parlando di autoritratto si capisce subito che il terreno di gioco è il Selfie. Il selfie è il primo e forse unico strumento tramite cui le nuove generazioni si auto raccontano e per questo è stato scelto per questa esercitazione.

Le domande da porsi

Per preparare il terreno di gioco, il primo passo da compiere è far capire agli studenti il significato e le implicazioni di un semplice gesto come scattarsi un selfie. Per fare questo può tornar utile ragionare insieme alla classe su domande del tipo: Chi sei tu?  Chi sei per il tuo insegnante? Chi per il tuo amico? Chi per il tuo nemico? Chi per i tuoi genitori? Chi per un estraneo?Con ogni persona,come cambia il tuo ruolo o la percezione che hai di te? Ti trasformi quando ti racconti? Chi sono per te? Come mi vedi? Puoi o dovresti vedermi diversamente? Cos’è un ritratto? Cosa significa ritrarre o rappresentare qualcuno?È onesto, preciso, il modo in cui vediamo il mondo? E il modo in cui vediamo una persona? Questo esercizio può essere fatto a coppie, oppure scritto, o semplicemente discutendo tutti insieme.

I lavori di alcuni degli studenti di Iacona via art21

Case study: il lavoro di Carrie Mae Weems

La seconda fase dell’esercizio consiste nell’analizzare il lavoro di qualcuno che ha cercato di rispondere a queste domande tramite un atto artistico. Per fare questo Joseph Iacona sceglie l’artista e fotografa afroamericana Carrie Mae Weems. I suoi lavori più celebri sono delle serie di scatti di persone di varia estrazione sociale, etnia, livello d’istruzione e reddito, accompagnate da una striscia di testo. Nelle opere della Weems fotografia e testo concorrono, si completano o si contrastano, nella definizione del personaggio rappresentato. Tramite i due medium utilizzati, l’artista riesce a racchiudere in una singola opera la percezione “oggettiva” di un personaggio (lo scatto) e quella che lei ha di lui (il testo).  La struttura di un post sui social network è esattamente questa: foto+testo. Il selfie fornisce al pubblico uno strumento per interpretarci, il testo è un suggerimento su come noi stessi ci interpretiamo.

Il collage

Ispirandosi al lavoro di Carrie Mae Weems chiediamo ai ragazzi di creare un loro autoritratto con un collage di fotografie Polaroid e testi. L’obiettivo del progetto è aiutare gli studenti ad esprimere la propria identità e il proprio senso di sé, per aiutarli ad accrescere la fiducia che hanno in se stessi. “E’ importante” scrive Iacona “ che  gli studenti individuino chi sono nel mondo. Questo si può fare anche attraverso qualcosa di semplice come un selfie. Il cambiamento inizia con piccoli passi.”  Per creare una condizione in cui gli studenti potessero esplorare se stessi apertamente, il docente ha permesso che il progetto venisse fatto in via anonima, un aspetto importante per consentire loro di esprimere idee vulnerabili. Nei ritratti gli studenti hanno mantenuto le loro identità al sicuro, spesso nascondendo i volti attraverso il posizionamento strategico della fotocamera, ma tramite i testi che hanno scelto sono riusciti a rivelare i loro pensieri, intuizioni e riflessioni su chi sono e come si percepiscono.

Il lavoro di uno degli studenti d Iacona via art21

Joseph Iacona è un artista ed insegnante di Philadelphia. Attraverso l’arte introduce gli adolescenti a nuovi modi di pensare, coinvolgendoli in progetti pubblici e opportunità educative. Lavora con giovani che hanno subito traumi, violenze, che vivono per la strada o in condizioni di preacarietà. Per diversi anni è stato direttore del Lead Teaching Artist for Mural Arts Philadelphia’s Youth Restorative Justice Program Attualmente è educatore e coordinatore del programma Delphi al Philadelphia Museum of Art. Collabora con il dipartimento educazione di Art21