L’installazione dell’artista e attivista cubana Tania Bruguera ha fatto riflettere sul tema della migrazione e sugli effetti di questo fenomeno sulle vite di tutti. Il titolo era tragicamente in continuo aggiornamento.

Nell’ambito della partnership tra la Hyundai Motor Commission 2018 e Tate Modern di Londra, alla Turbine Hall, dal 2 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, è stata allestita l’installazione installazione site-specific dell’attivista cubana Tania Bruguera. La Turbine Hall è tra gli spazi espositivi più prestigiosi al mondo e solitamente ospita installazioni dal forte impatto formale ed emotivo. Anche in questo caso la tradizione è stata rispettata, dal momento che la Bruguera è nota per le sue opere strettamente legate a questioni politiche e umanitarie.

Immagine di copertina Facebook Andrew Dunkley / Tate

La Turbine Hall alla Tate Modern di Londra

Il titolo del lavoro corrisponde al numero di migranti morti nel mondo, ed è pertanto in costante aggiornamento (il dato è fornito da IOM’s Missing migrants project). Emblematica è stata la pavimentazione dell’installazione alla Turbine Hall: una superficie color antracite nascondeva un pavimento termosensibile, sul quale i visitatori potevano sedersi, sdraiarsi e lasciare delle impronte temporanee. Quando un numero consistente di persone (circa 300) si riuniva sul pavimento compariva il volto di Yusuf, un giovane emigrato dalla Siria nel 2011 per arrivare a Londra, dove ha fondato l’ organizzazione benefica SE1 United. L’installazione comprendeva anche una piccola sala illuminata da una luce bianca, a cui si accedeva solo dopo essere stati timbrati con un numero progressivo. All’interno della stanza veniva diffuso un composto organico che portava il visitatore inevitabilmente a piangere.

La scelta di tutti questi elementi hanno dato una connotazione provocatoria all’ installazione, che ha invitato a riflettere sul tema dell’immigrazione e sul dramma dei profughi che quotidianamente si consuma sotto gli occhi indifferenti di tutti. Con la sua opera Tania Bruguera ha criticato non solo l’insensibilità di ognuno di noi davanti a questo fenomeno, ma anche l’assenza di umanità che connota le politiche migratorie dei paesi occidentali. Oltre all’installazione Tania Bruguera ha sviluppato un progetto che vuole mettere in evidenza il ruolo civico che un museo deve svolgere, a fianco di quello culturale. L’artista ha riunito un gruppo di 21 persone che vivono e lavorano nell’area del museo, proponendo loro di contribuire alla riflessione sul tema dell’integrazione all’interno della comunità locale. Come esito del progetto i partecipanti hanno deciso di dedicare per un anno la Boiler House (area espositiva adiacente alla Turbine Hall) all’attivista locale Natalie Bell, il cui nome compare a grandi lettere all’ingresso dell’area.

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Tania Bruguera

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