GALLERIES TO KNOW | La galleria Monitor, Roma/Lisbona

La galleria Monitor continua a essere una delle poche gallerie italiane che non si accontenta di promuovere artisti, ma si mette in moto per scoprirli.

The Soul Paints Itself In Machines, 2018, installation view at Monitor, Rome. Courtesy of Monitor Gallery

 

GALLERIA / Una breve presentazione della galleria

Monitor nasce a roma nel 2003 in un piccolo spazio all’interno di un cortile a viale delle mura aurelie. Sin da subito la galleria ha mostrato un forte interesse per il linguaggio video che solo negli ultimi cinque anni si è affiancato all’attenzione per la pittura figurativa e ad artisti attivi negli ’70, che pur avendo sviluppato una solida ricerca sono ancora sottostimati e poco conosciuti dalla critica e dal mercato.

SEDI / La galleria ha due sedi: una a Roma e l’altra a Lisbona. Ci sono differenze nella gestione delle due sedi? Perché avete scelto proprio queste due città per ospitare i vostri spazi?

La galleria nasce a Roma per puri motivi autobiografici, essendo la città di appartenenza della sua fondatrice. Lisbona è stata scelta dopo un’attenta analisi della situazione portoghese ed una frequentazione assidua durata alcuni mesi. E’ stato preso in analisi tutto: dal vibe artistico, piuttosto raccolto ma ricco di ottimi spunti, alla qualità della vita cittadina. Lisbona vive una stagione meravigliosa ed è interessante far parte di questo momento.

SEDI / Il mercato e il panorama artistico portoghese e quello italiano: quali le differenze?

Direi che sia l’Italia che il Portogallo possono vantare ottimi artisti, seri, che non scendono a compromessi. Entrambi i paesi però hanno difficoltà ad esportarli,  a farli conoscere e internazionalizzarli. La differenza però è che il Portogallo supporta i suoi artisti moltissimo sia dal punto di vista del collezionismo privato sia attraverso le istituzioni  mentre l’Italia, principalmente, no.

ARTISTI / In base a quali criteri avviene la scelta degli artisti rappresentati e di quelli esposti?

E’ una questione di gusto. Ogni galleria privata lo è, checchè se ne dica.

ARTISTI / Tra gli artisti rappresentati figurano più artisti stranieri: come mai? Quale nazionalità è la più rappresentata?

22 artisti, di cui 7 italiani (tra cui un trio, ZimmerFrei). Collaboriamo con diversi artisti americani o che vivono negli Stati Uniti. Non c’è una ragione precisa. Come si diceva prima è questione di scelte che si riferiscono principalmente ad un gusto.

FIERE / A quali fiere partecipate solitamente? E a quali ambite di partecipare?

Artissima (la galleria è nel comitato) Miart, Arco Madrid, Arco Lisbona, Liste, FIAC.

Abbiamo partecipato per diversi anni all’Armory Show ma quest’anno abbiamo deciso di avere una pausa, considerando l’investimento fatto su Lisbona preferiamo dedicarvi il massimo delle energie.

PROGETTI / Sul vostro sito appare la sezione “outdoor projects”: in cosa consistono? Ci potete fare un esempio?

Si tratta di progetti al di fuori della galleria in cui la galleria ha coinvolgimento diretto a livello organizzativo e curatoriale. Tra questi si possono trovare personali degli artisti da noi rappresentati o progetti più articolati, come Straperetana a Pereto in Abruzzo dove vengono coinvolti anche artisti non rappresentati da Monitor e che quest’anno è alla sua seconda edizione.

COLLEZIONISMO / Descriveteci il collezionista tipo della galleria Monitor

Interessato, interessante, attento non solo alle dinamiche del mercato ma alla ricerca e alla sostanza dell’opera d’arte.

MOSTRE / Quali mostre sono attualmente in corso e quali sono i vostri progetti futuri?

Al momento nella sede di Roma abbiamo la personale di Ursula Mayer cui seguirà il rientro sulle scene di un artista cui teniamo molto: Ian Tweedy. Nello spazio di Lisbona si inaugura venerdì una collettiva di artisti portoghesi ed internazionali (tra gli altri Wilfredo Prieto e Vanessa Safrasi) ed a seguire la personale di un duo portoghese estremamente promettente Francisco Quemadela and Mariana Calò.

Land and Purpose, 2018, installation view at Monitor Lisbon. Courtesy of the Monitor Gallery