Fino al 12 Maggio negli spazi dell’Ex-Mattatoio a Roma le opere luminose e sonore di Quite Ensemble, il duo artistico che indaga rapporto tra tecnologia, realtà e interazione.

Out-Door è il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. Quest’anno, focalizza la propria attenzione su “Heritage” , una riflessione su cosa oggi rappresenta il patrimonio culturale. Vediamo come il duo artistico Quite Ensemble ha interpretato il tema del festival
Il padiglione Arte di Outdoor Festival, a cura di Antonella di Lullo e Christian Omodeo,  si pone come obiettivo di porre lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza attraverso quattro percorsi.  Disobedience, Total Recall, Speedlight e Rotromania, sono le quattro sezioni offerte dal festival che permettono allo spettatore di fruire in maniera libera ed anticonvenzionale delle diverse modalità di confrontarsi su cosa oggi è il patrimonio culturale.

Dopo avervi parlato di Kid Acne, vogliamo approfondire il lavoro del duo artistico Quite Ensemble le cui opere (insieme a quelle di Kid, Motorefisico e Uno) sono esposte in Speedlight, il percorso che più degli altri delinea un approccio diverso rispetto al passato, con un forte balzo verso il futuro.

Nato nel 2009 dall’incontro tra esperienze diverse, in arte Quite Ensemble, formato da Fabio Di Salvo che si dedica alla sperimentazione e all’ideazione di opere video interattive utilizzando moderni software e  Bernardo Vercelli laureato in scenografia teatrale in Norvegia e che oggi lavora come light designer a Copenhagen, Danimarca. Insieme sviluppano un interesse rivolto alla contaminazione, come risposta alla crisi delle visioni universalistiche, nella ricerca di un punto d’incontro tra casualità e controllo, tra concreto e astratto, dando significato e significante ad elementi  piccoli e meravigliosi, come il suono degli alberi o il movimento di una mosca. L’installazione presentata per Outdoor, Profòrma, si allaccia a quell’interesse, già sviluppato nel lavoro dei due artisti, per il settore delle nuove tecnologie che esplorano le possibilità estetiche e concettuali di raffigurare la realtà attraverso un aspetto di queste fondamentale quale l’interattività. Il risultato è a dir poco strabiliante, davanti all’installazione presentata dagli artisti, si perde la percezione temporale per essere trascinati verso una compressione e dilatazione del flusso temporale, così come della loro installazione.  E’ una rinnovata visione del futuro, quella presentata dai due artisti, che lavorando al rapporto tra immagine e suono, in relazione all’ambiente specifico, varca i confini comunemente intesi delle discipline artistiche verso un senso più ampio, un’esperienza più autentica.

 

Un curriculum ricco di successi quello di Quiet Ensemble, che hanno esposto a Roma, Milano, ma anche Berlino e Atene, rendendo,  insieme agli altri artisti, Outdoor un festival di altissima qualità e assolutamente imperdibile.