Il nuovo trend delle gallerie? Lanciare le proprie residenze d’artista!

Negli ultimi anni, molte gallerie han  lanciato nuovi programmi di residenza per artisti, sia per dar loro la possibilità di creare nuovi lavori sia per ottenere un vantaggio in un panorama di gallerie sempre più competitivo.

I programmi di residenza, in genere gestiti da artisti, patroni privati, organizzazioni non profit o istituzioni, offrono agli artisti l’opportunità di vivere e lavorare temporaneamente in ambienti nuovi e sconosciuti, spesso circondati da altri artisti. E mentre le residenze sono proliferate in tutto il mondo negli ultimi decenni, fino a poco tempo fa era raro trovare tali programmi avviati dalle gallerie. Le residenze sono dunque l’ultimo trend che le gallerie stanno testando per dare ai loro programmi più dinamismo in un mercato dell’arte in evoluzione.

Hauser & Wirth’s studio in Bruton. Courtesy of the gallery

La mega-galleria Hauser & Wirth è stata una delle prime a lanciare una residenza nel 2015, offrendo ai suoi artisti, da uno a tre mesi, uno studio e un appartamento nella città inglese di Bruton, vicino alla Somerset Gallery. “La residenza di Hauser & Wirth è stata sempre pensata come parte della galleria Somerset”, ha dichiarato Alice Workman, senior director di Hauser & Wirth. Non ci sono specifici requisiti d’ammissione per gli artisti e alcuni di essi hanno la possibilità di esporre i lavori che creano durante la loro residenza presso la galleria Somerset – come nel caso di Creed e Rashid Johnson.

Ma non solo le mega-gallerie possono offrire queste opportunità. Alla fine del 2017,  la nota galleria londinese Thomas Dane ha dichiarato che ospiterà artisti nel loro nuovo spazio espositivo a Napoli. La giovane galleria di New York Catinca Tabacaru è al terzo anno del suo programma, CTG Collective Residency . Le residenze della galleria, in genere, si differenziano dai tradizionali programmi di residenza perché spesso sono dedicate a gruppi di artisti e forniscono un vero sollievo al trambusto delle città, in cui molti artisti vivono e lavorano. I partecipanti, infatti, si recano in destinazioni che li tolgono dalla loro vita quotidiana, come lo Zimbabwe, il Canada, e la Serbia. Ogni residenza collettiva culmina poi  in una mostra che riflette la diversità del gruppo di artisti e delle loro esperienze in uno stesso contesto di produzione artistica.

Justin Orvis Steimer, Gatekeepers of the North, Newfoundland, 2016. © Catinca Tabacaru and CTG Collective

Nelle residenze di galleria, inoltre, gli artisti sono liberi di lavorare senza avere preoccupazioni finanziarie. Le gallerie, infatti, pagano  loro vitto, alloggio e costi di viaggio. Ma non finisce qui. La galleria Tabacaru, ad esempio, può beneficiare delle donazioni di collezionisti desiderosi di aiutare a coprire i costi delle residenze che altrimenti sarebbero troppo costose per una giovane galleria. Ad esempio, in vista di questa estate, un collezionista sta acquistando voli per la residenza in Serbia e in Zimbabwe.

Hauser & Wirth utilizza il suo programma di residenza per coinvolgere giovani artisti al di fuori del suo roster. Ad esempio, la galleria offre una residenza per studenti post-MFA presso CalArts, Bath School of Art and Design, nella sede di Somerset. Infine da due anni la galleria offre una residenza in collaborazione con  la University of the Arts London (UAL) che si concentra sull’arte ambientale.

 

Fonte: Artsy.net