Nella ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio non possiamo farci mancare l’originale  biografia a fumetti dedicata all’artista ed edita da BeccoGiallo.

La casa editrice veneta con questo lavoro conferma la sua vocazione al racconto divulgativo e alla sperimentazione in ambito illustrativo. Precedentemente infatti aveva  proposto originali albi ispirati a personaggi come De Andrè e Lucio Dalla, imperdibili biografie come quella di Maradona e John Belushi e libri che illustrano alcuni misteri d’Italia o eventi di cronaca che per nessun motivo devono cadere nell’oblio. Ernesto Anderle e Chiara Stigliani, i due autori, sono riusciti nell’intento, non facile, di raccontare la ricchissima, seppur breve, vicenda biografica di Raffaello facendosi aiutare da Giorgio Vasari e dal suo citato  “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettonico” e soprattutto dalle lettere e dai versi dello stesso Raffaello, che come le rockstar fu segnato dal destino del live fast, die young. Vai al libro

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Pittore, poeta, architetto, disegnatore: solo la morte avrebbe potuto fermare la vitalità di questo genio dell’arte e delle pubbliche relazioni, come si direbbe oggi.  Discepolo del Perugino, giovane amico del Pinturicchio, ammiratore di Leonardo (che probabilmente incontrò a Firenze) e di Michelangelo entrambi co-protagonisti del fumetto, che per inciso è anche un’ode al Rinascimento, il Raffaello del libro è un giovane curioso, ostinato e che davanti ai giganti dell’arte, che ha fortunatamente incontrato, non si è impaurito, ma rispettosamente si è messo ad imparare per poter ambire a traguardi sempre più importanti. E poi, nonostante la giovane età, fu capace di conquistare e mantenere la fiducia di papi e nobili le cui richieste erano sempre più assidue. (vai al libro)

Per questo in molti concordano che fu tra i fondatori di una nuova concezione di studio d’artista che come lo ha definito Berger in uno dei suoi scritti “non era una bottega artigiana dove il maestro è affiancato da qualche assistente. Somigliava piuttosto a una Hollywood per la produzione di dipinti, affreschi e cartoni”. (vai al libro)

Il punto debole  di Raffaello era la sua anima “amorosa et afezionata alle donne” tant’è che il fumetto si apre proprio con un suo sonetto e i seguenti versi “tanto ardo, che né mari né fiumi potrebbero spegnare quel fuoco”. Purtroppo a soli 37 anni. con molta probabilità proprio a causa dei suoi eccessi amorosi, una malattia stroncò la sua esuberanza artistica ma non ha spento la fiamma della sua arte. Succede solo a pochissimi artisti: Raffaello è uno di questi da 500 anni. (vai al libro)