Szymon Brodziak, What you see is who you are

Nato in Polonia nel 1979, Szymon Brodziak, ospite fino al 10 gennaio 2024 a Galleria Vik Milano con una mostra personale dal titolo “What you see is who you are” che riunisce una trentina di fotografie, tutte rigorosamente in bianco e nero, ha già raggiunto in pochi anni le vette della fotografia mondiale, con numerosi premi prestigiosi alle spalle. Dal Prix de la Photographie Paris a quello di Fashion TV come miglior fotografo al mondo di campagne pubblicitarie in bianco e nero fino al Johnnie Walker Keep Walking Award, la sua stella è decollata nel 2015, quando è stato scelto per esporre le sue opere alla Fondazione Helmut Newton di Berlino, cosa che lo ha consacrato, ancora molto giovane, come l’erede naturale del maestro.

La mostra a Galleria Vik Milano lo consacra non solamente come grande fotografo pubblicitario e di fashion, ma anche come un formidabile narratore di storie. Le sue foto sono infatti, come lui stesso ha detto, dei “fotogrammi di film che nessuno ha mai realizzato”. Ogni scatto è un piccolo capolavoro formale e narrativo: c’è un luogo, sempre fortemente suggestivo e insolito, dove l’azione si svolge, un personaggio (quasi sempre una donna), che si muove in maniera spesso imprevedibile, dinamica, anticonvenzionale (con atteggiamenti dai tratti quasi surreali), e molti dettagli, che danno forza e costituiscono l’ossatura della scena: abiti, accessori, gioielli, ma anche mobili, arredi, oggetti di design, automobili, motociclette, scarpe, suppellettili. “Dio è nei dettagli”, diceva un grande narratore, Gustave Flaubert, intendendo che proprio nei minuscoli particolari di una scena si cela il segreto della grande arte. E un grande regista come Alfred Hitchcock, maestro indiscusso del cinema noir, lo aveva intuito, costruendo scenari impeccabili che funzionavano come perfette macchine per creare suspence

Anche Szymon Brodziak mette in scena delle perfette macchine per creare emozioni, suspence, mistero, adrenalina nello spettatore: guardare le sue fotografie è come trovarsi di fronte a un fotogramma di un film aperto, di cui noi stessi siamo chiamati a scrivere il finale. “Ogni mio scatto”, dice infatti l’artista, “è un film incompiuto, e spetta allo spettatore colmare le lacune. Tutto è negli occhi di chi guarda. Al centro del mio universo in bianco e nero c’è una donna, ma la cosa più importante non è quello che vedo io, ma quello che vede lo spettatore”. Le foto di Szymon Brodziak sono degli straordinari acceleratori di emozioni, dei perfetti ordigni narrativi, in grado di scatenare in noi che le osserviamo uno scatto di immaginazione, di fantasia, di mistero per aprire porte di cui non sapevamo neppure noi stessi di possedere la chiave.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Alessandro Riva
Alessandro Riva
Alessandro Riva, critico d’arte e curatore, è nato a Milano nel 1964. Tra le sue mostre principali, ricordiamo: Sui generis - la ridefinizione del genere nella nuova arte italiana (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2001), Totemica (Casa del Mantegna, Mantova, 2001), Italian Factory, The New Italian art scene (Biennale Internazionale d’arte, Venice, Strasburg and Turin, 2003), Street Art Sweet Art (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2007), Crossover (Venezia, Arsenale, 2013), Pop Up Revolution! (Milano, 2015), Unknownmonk (Mosca, 2015), Pop Up Italian Show (Hubei Museum of Arts, Wuhan, China, 2015). Ha collaborato con artisti italiani e stranieri nella realizzazione di progetti sia in Italia che all’estero, curato festival internazionali, libri e monografie su artisti. Tra gli ultimi ricordiamo il volume “Primary Form in Re-idol” di Yue Minjun e “Nicola Samorì” per Liaoning Fine Arts Publishing House. Ha collaborato con Rai2 e Rai3 con il programma “Blu Notte”, e con diverse radio e web tv come giornalista culturale e conduttore di programmi dedicati all’arte. Come giornalista d’arte, ha collaborato con molte testate nazionali, specializzate e non, e ha diretto riviste di settore, come “Italian Factory Magazine” e “Arte In”.

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