2024: l’anno di Louise Bourgeois in Italia

A quattordici anni dalla scomparsa della grande artista quattro mostre ne celebrano carriera e vita

Si parte da Firenze dove, dal 22 giugno al 22 ottobre 2024, il progetto “Louise Bourgeois in Florence” apre le porte al pubblico al Museo Novecento e al Museo degli Innocenti.

Per la prima volta nel capoluogo toscano giungono quasi cento opere dell’artista nel complesso delle Ex Leopoldine, gestito per secoli da comunità interamente femminili. Una scelta non casuale quella dei curatori Philip Larratt-Smith, che per ben trent’anni ha lavorato fianco a fianco a Bourgeois, e Sergio Risaliti che hanno incentrato la mostra “Do Not Abandon Me” sul rapporto madre-figlio.

Un argomento centrale per l’artista, nata alle porte di Parigi nel 1921 in una famiglia di restauratori di arazzi. La sua è un’infanzia segnata da un rapporto complicato con i genitori espresso poi nella poetica artistica, sia nelle produzioni degli inizi che in quelle più tarde. Come accaduto a partire dagli Anni Novanta quando nell’universo simbolico di Louise Bourgeois compare la figura del ragno, emblema della maternità caratterizzata al tempo stesso da cura, protezione, ma anche aggressività.


Installation view of “Louise Bourgeois, Do Not Abandon Me” Museo Novecento, 2024. Photo by Ela Bialkowska OKNO studio
© The Easton Foundation/Licensed by S.I.A.E., Italy and VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY

Così nel Chiostro del Museo fiorentino compare la scultura in bronzo “Spider Couple” (2003), fulcro tematico da cui prende vita l’intero percorso espositivo. La mostra “Do Not Abandon Me”, la cui progettazione è cominciata ben sei anni fa, presenta poi, al piano terra e al primo piano del complesso, la più estesa e importante rassegna di gouaches rosse dell’artista: una sorta di esorcizzazione della paura dell’abbandono come anche il titolo ricorda.

Realizzate negli ultimi cinque anni della lunghissima carriera di Louise Bourgeois, esplorano i cicli della vita fianco a fianco alle sedici stampe digitali su tessuto nate dalla collaborazione con un’altra grande artista: Tracey Emin. Completano il percorso anche sculture e installazioni in una varietà di materiali quali marmo, stoffa e bronzo. Tra queste spiccano “Spider” (2000), mai presentata prima al pubblico, e “Peaux de Lapins, Chiffons Ferrailles à Vendre “ (2006), una delle famose celle dell’artista. Esposta per la prima volta nel 1991 a Pittsburgh, il suo titolo rimanda a ricordi d’infanzia, come gli oggetti inseriti all’interno: sacchi di stoffa e pelli di coniglio che, rinchiusi nella grande struttura metallica, ci ricordano come essa stessa sia al contempo sinonimo di elemento vitale (cellula corporea) o di prigione, (cella carceraria).

Installation view of “Louise Bourgeois, Do Not Abandon Me” Museo Novecento, 2024. Photo by Ela Bialkowska OKNO studio © The Easton Foundation/Licensed by S.I.A.E., Italy and VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY

Fa parte della stessa seria anche l’opera “Cell XVIII (Portrait)” (2000), esposta al Museo degli Innocenti a rinnovo della collaborazione tra le istituzioni già in essere da due anni.

In un’atmosfera caratterizzata da una forte oscurità, il lavoro di Louise Bourgeois sembra reinterpretare l’iconografia della Madonna della Misericordia, dialogando con le altre opere presenti e soprattutto con lo spazio che la ospita, una volta adibito al ricovero di una numerosa comunità femminile.

Installation view of “Louise Bourgeois, Do Not Abandon Me” Museo Novecento, 2024. Photo by Ela Bialkowska OKNO studio © The Easton Foundation/Licensed by S.I.A.E., Italy and VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY

Grazie ad una straordinaria molteplicità ricchezza di mezzi espressivi e di tecniche impiegate Louise Bourgeois ha saputo indagare le complesse dinamiche della psiche per tutto il corso del Novecento ed il primo decennio del nuovo millennio, ponendo sempre lo spettatore dinnanzi al confronto con temi basilari dell’esistenza umana quali la dipendenza emotiva, la coppia e l’unità familiare.  

Inutile sottolineare che una tal figura della storia dell’arte meritava un omaggio approfondito e così anche altre due città italiane hanno seguito le orme di Firenze. Si tratta di Roma e Napoli.

Installation view of “Louise Bourgeois, Do Not Abandon Me” Museo Novecento, 2024. Photo by Ela Bialkowska OKNO studio © The Easton Foundation/Licensed by S.I.A.E., Italy and VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY

Nella Capitale, fino al 15 settembre 2024, Galleria Borghese ospiterà l’esposizione “L’inconscio della memoria”, mentre a Villa Medici si terrà la mostra “No Exit”. Invece nel capoluogo partenopeo la galleria Studio Trisorio presenterà 35 disegni dell’artista.

Oltretutto Louise Bourgeois ha sempre avuto uno stretto legame con il nostro Paese, a cominciare dal soggiorno proprio in Toscana dal 1967 al 1972.

Era quindi giunto il momento di ricambiarle la testimonianza di stima.

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