Giovedì 7 giugno ha inaugurato alla galleria Ex Elettrofonica, Urban Vision 2.0, la prima personale in Italia del duo austriaco studio ASYNCHROME. Un’occasione per pensare all’Utopia come strumento per lavorare in maniera critica e artistica, in uno scambio tra arte, architettura e quotidiano.

“Roma è una città eterna” , si sa, ma delle volte è giusto precisare che non è antiquata. La Capitale tiene ancora nascosti dei piccoli vasi di Pandora, scrigni di arte contemporanea, tutti da scoprire. Uno di questi è l’Ex Elettrofonica, galleria d’arte e spazio espositivo inaugurato nel 2009 in Vicolo Sant’Onofrio, luogo di interazione tra arti visive e architettura che segna una mutazione del concetto architettonico di spazio espositivo. Il programma espositivo della galleria, infatti, si è determinato nell’individuare artisti eterogenei, sia per origine ed età, ma anche per pratica artistica e tipologia formale dei lavori, accomunati però da una visione condivisa dell’arte vista, non come fine, ma come processo. Su questo filone inaugura giovedì 7 giugno Urban Vision 2.0, la prima personale in Italia del duo austriaco Studio ASYNCHROME (Marleen Leitner e Michael Schitnig), a cura di Manuela Pacella.

La Locandina dell’evento via Galleria Ex-Elettrofonica

Le opere di Studio ASYNCHROME, duo multimediale e multidisciplinare fondato a Graz nel 2013 dagli architetti, disegnatori, fotografi e pittori Marleen Leitner (1986) e Michael Schitnig (1986), sono state esposte in diverse mostre e istituzioni, tra le quali: Bruseum alla Neue Galerie di Graz, la Biennale di Vienna, Centro per l’arte contemporanea di Graz, il Museo Nazionale di Arte, Architettura e Design di Oslo, la Settimana del design di Pechino. L’idea di creare uno scambio tra lo spazio architettonicamente complesso della galleria e il lavoro dei due artisti, premette già un confronto su diversi livelli, l’apertura necessaria quanto autentica di un dialogo dove architettura ed arte sono obbligate e destinate ad interagire. A questo si aggiunge Roma, vista con gli occhi del visitatore/ricercatore straniero che arriva già formato da pregiudizi, luoghi comuni e romanticismi. Urban Vision 2.0, infatti si presenta come progetto finale elaborato dallo Studio ASYNCHROME a seguito di un periodo di ricerca svolto a Roma nel novembre del 2017, durante il quale gli artisti non solo hanno visitato la città (dai luoghi storici alle periferie), ma hanno dialogato con alcuni interlocutori (artisti, storici, curatori) a cui hanno posto domande generatici di ulteriori interrogativi. Il risultato si pone in una zona di confine tra architettura, arte e ricerca urbanistica con vari disegni su carta e su muro, affrontando alcune tematiche cardine, tra cui l’Utopia.

studio ASYNCHROME, Der Weltbaumeister / The World´s Master Builder, 2014 Animation Film, 7:55 min. [still from video] via Galleria Ex-Elettrofonica
L’Utopia appare come uno strumento per lavorare in maniera critica e artistica, un mezzo e non un fine. La mostra fa riferimento, nel titolo, al nome della famosa società leader nel settore dei restauri sponsorizzati di edifici e monumenti – Urban Vision – e ironizza sul concetto di 2.0 e di come Roma possa essere aggiornata quando il dialogo tra i diversi attori è in continuo movimento.
E’ in questo scenario che si estende Roma, città/ caos, simbolo per eccellenza della contraddizione, non solo urbanistica, in un continuo paradosso tra esperienza comune e principi elementari della logica, una città dove solo un certo tipo di atteggiamento ed intuizione sembra possibile. La Mostra dello Studio ASYNCHROME, Urban Vision 2.0, mettendo l’accento su una visione dell’Utopia come strumento, può offrirci una chiave di lettura per tutti quelli che ogni giorno popolano le strade della città Eterna.

studio ASYNCHROME, Future Space, 2018 mixed media on paper 59,4 x 84,1 cm via Galleria Ex-Elettrofonica