Si conclude a Giugno il periodo di docenza di Ai Weiwei all’University of Arts di Berlino. L’artista ha finalmente rivelato i suoi criteri di ammissione al corso d’arte più ambito di sempre.

La Einstein Foundation è una fondazione pubblica berlinese fondata nel 2009, che ha l’obiettivo di promuovere eccellenze accademiche e progetti di ricerca in tutti i campi del sapere: scienza, tecnologia, discipline umanistiche e ovviamente anche arte. Tra le varie iniziative una borsa di studio messa a disposizione dell’Università di Berlino per selezionare personalità prestigiose disposte a tenere un corso triennale come Visiting Professor. E se nel dipartimento di scienze si è scatenata la corsa ai Premi Nobel, in quello d’Arte il nome non poteva essere che uno: Ai Weiwei. Il contatto tra l’università e l’artista avviene nel 2010, primo anno di stanziamento dei fondi, e l’artista accetta con entusiasmo. L’anno successivo tuttavia, il governo cinese decide di incarcerarlo per dissidenza al regime e, dopo 81 giorni di reclusione, di sequestrargli il passaporto impedendogli l’espatrio fino al 2015. L’accordo finisce in stallo e nel frattempo artisti del calibro di Vivienne Westwood e Olafur Eliasson prendono il suo posto. Ma Ai Weiwei non dimentica, e nel 2015 sale su un aereo alla volta di Berlino, pronto ad inaugurare il corso d’arte più ambito di sempre e che tristemente si concluderà questo giugno. Per tre anni, dal 2015 al 2018, ogni settembre gli studenti d’arte di tutto l’ateneo (circa 3.600) si sono accampati davanti alla segreteria dell’università disposti a tutto e a pagare qualunque cifra pur di collaborare con la star dell’arte mondiale. Ma il processo di selezione è tosto: dalle 3.600 candidatura l’artista ne seleziona 100 per un’intervista frontale, che porterà alla lista definitiva dei 16 studenti ammessi al corso.Giunti alla conclusione della sua esperienza come Visiting Professor, Ai Weiwei ha deciso di rivelare i suoi criteri di selezione. “Durante le interviste, valuto l’atteggiamento degli studenti, le loro capacità e la loro comprensione dei media. Ma chiedo anche loro di parlarmi del loro background, di cosa fanno nel tempo libero, delle loro famiglie e della loro vita.” Ecco dunque tutti i criteri tramite cui l’artista decide chi entra e chi no, chi ha del talento e chi no.

Sunflower Seed, Installazione di Ai Weiwei

Devi avere un lavoro.

“Cosa fai per mantenerti gli studi?” la prima domanda secca appena entrati al colloquio. Secondo l’artista dividersi tra studio e lavoro è prova di determinazione, capacità di sopportazione, indipendenza e concentrazione. “Frequentare il mio corso richiede un grosso sforzo sia in termini di tempo che di attenzione. Chi già dimostra di riuscire a reggere l’impegno e ad essere determinato a farlo parte da una posizione preferenziale”

Devi avere capacità speciali.

“L’apprendimento ha bisogno di molto tempo”, ha detto Weiwei. “Ho bisogno che i miei studenti investano il maggior tempo possibile sulla ricerca che portiamo avanti in classe.” Il possesso di abilità innate, osserva, è un aspetto importante nella scelta degli studenti. “Considerando che già hanno un lavoro part-time devono avere capacità speciali come una tendenza quasi innata ad esprimersi, tramite l’arte o qualsiasi altra disciplina.”

Devi essere in grado di insegnare qualcosa ad Ai Weiwei.

Durante una conferenza stampa all’Università di Berlino un giornalista ha chiesto ad Ai Weiwei come pensasse di ispirare gli studenti  “Sarò uno di loro, prenderò parte all’esperienza a 360°. Per me l’insegnamento è prima di tutto apprendimento”.

L’obiettivo è non avere obiettivi.

“Quando faccio arte non mi pongo degli obiettivi, ma seguo il senso e le sensazioni. L’arte come mezzo per raggiungere un obiettivo non è la mia. Chi desidera lavorare in quella direzione è fuori”

Dimentica il successo.

Gli studenti interessati ai “segreti del successo” di Weiwei sono stati fatti fuori. “Una volta vennero due studenti che mi chiesero quale fosse il segreto del mio successo.Ho escluso questi studenti perché non credo in tali domande. Ho davvero successo? ”

Devi sentirti a tuo agio con il chaos

“Io sono una persona caotica, il processo di ispirazione è caotico, la realizzazione è caotica. I miei studenti devono potersi muovere coscientemente, liberamente e sentirsi a proprio agio nel chaos”

Devi essere intuitivo ed empatico

“Ho selezionato 16 studenti per la loro comprensione dei media, del design e della moda, ma anche per la loro capacità di comprendere le cose in maniera rapida e quasi naturale. La loro identità è importante, ma si tratta più del loro atteggiamento e di come comprendono la vita”

Devi piacergli

“Suonerà come una brutta cosa, ma gli studenti devono piacermi, e devono piacersi tra di loro. Solo così si può creare un’armonia creativa in classe”

Devi essere originale

“L’enfasi è sulle capacità, quindi non incoraggio gli studenti a essere come me. L’arte è un momento e un’attività che crea qualcosa di diverso, diverso anche da quello che fa il tuo insegnante”.