Dopo la rapida espansione legata agli NFT e alla nascita di nuove piattaforme di vendita, il biennio 2024–2025 ha segnato un passaggio verso modelli più selettivi, sostenuti da collezionisti più informati, da un coinvolgimento crescente delle istituzioni e da una progressiva integrazione del digitale all’interno delle pratiche di collezionismo tradizionale.
A partire dal 5 marzo 2026, il museo introduce sei video in LIS – Lingua dei Segni Italiana, realizzati in collaborazione con Ad Artem. I contenuti sono integrati nella webapp del museo e disponibili anche su YouTube, con l’obiettivo di ampliare le modalità di accesso alla collezione permanente e offrire nuove possibilità di lettura delle opere.
La presenza della Russia alla Biennale Arte 2026 è diventata in poche ore un caso politico. Non tanto per la partecipazione in sé – che di per sé rientra nella tradizione della mostra veneziana, storicamente costruita come piattaforma globale – quanto per il cortocircuito istituzionale che si è aperto tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.
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