Lorena Bucur (Cremona, 1996) lavora su ciò che esiste. Interviene nello spazio con discrezione, quasi come se l'opera fosse sempre stata lì, attaccata alle pareti, mostrando le imperfezioni e i paesaggi frantumati nell'incontro con la materia. La stessa frammentazione delle immagini impresse nella memoria è soggetta a propria temporalità tra dimenticanza, spazi vuoti e oblio.
Una processione, nel Sud Italia, non è mai soltanto una processione. È un rito religioso, certo, ma anche una forma antica di teatro collettivo, un attraversamento del paese, una liturgia civile in cui il sacro e il quotidiano, la...
Michele Mari ha vinto il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi, imponendosi in una finale che sembrava già scritta e che invece, nelle ultime settimane, si era trasformata in un piccolo processo pubblico. Lo...
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