A Parigi c’è l’unica fiera dedicata esculsivamente all’Asia

Dal 17 al 20 ottobre, alla Monnaie di Parigi, sulla riva sinistra della Senna, si svolge Asia NOW. Si tratta dell’unica fiera in Europa che attraverso gallerie internazionali presenta artisti storici ed emergenti provenienti da 28 territori dell’Asia: Asia centrale, Asia-Pacifico, Asia occidentale, meridionale, sudorientale e orientale, insieme al suo processo diasporico.

Fondata e diretta da Alexandra Fain, dal 2015 Asia NOW è un evento centrale all’interno del programma del mese dell’arte di Parigi. Si tratta di una piattaforma che presenta una selezione di gallerie internazionali, con artisti legati al mondo asiatico, accompagnati da un ambizioso programma pubblico, con ospiti, installazioni site-specific, performance, conversazioni e workshop d’artista.

documenta fifteen: PAKGHOR- the social kitchen, Britto Arts Trust, 2022, documenta Halle, Kassel, 18. Juni 2022, Foto: Nils Klinger

Per la sua decima edizione, la direzione artistica di Asia NOW è affidata alla Cooperativa Internazionale Radicants, un modello cooperativo che ha la missione di offrire mostre e valorizzare artisti emergenti, spesso trascurati dalla storia dell’arte. All’interno del gruppo curatoriale della cooperativa, i curatori e scrittori Nicolas Bourriaud e Alexander Burenkov si occupano in particolare della direzione artistica dell’evento.

Nel cuore dell’Ile de la cité di Parigi, Asia NOW  si sviluppa all’interno della Monnaie su differenti piani e padiglioni, in cui si diramano le gallerie e una mostra principale intitolata Ceremony, con quale Radicans mette in dialogo più di settanta gallerie internazionali, tra cui gallerie emergenti come Esther Schipper, Selasar Sunaryo Art Space, WINDOW PROJECT e gallerie storiche, tra cui Mou Projects e Yeo Workshop. 

Intento di Radicants e di guardare all’Asia non solo come una geografia, ma anche per il suo spirito comunitario, una metodologia multicentrica che si evince attraverso le sue pratiche collettive. Secondo questo desiderio Ceremony si propone come rassegna artistica che fonde il sacro e il mondano, dai rituali culinari all’esuberanza comunitaria dei festival

La commemorazione dei rituali è esplorata da Radicants con 22 artistɜ, affiancatɜ da altrettante gallerie, Bobby Yu Shuk Pui (VI, VII), Charwei Tsai, Marcos Kueh (Ron Mandos), Leelee Chan (Capsule Shanghai / Klemm’s ), Zadie Xa (Thaddaeus Ropac), Trevor Yeung (Galerie Allen), Nil Yalter, Minja Gu (NIKA Project Space), Qian Qian ( Richard Saltoun) , Özlem Altın (The Pill), Yohan Han, Natsuko Uchino (Galerie Allen), Ariuna Bulutova, Isaac Chong Wai (Zilberman gallery), Mohammad AlFaraj (ATHR Gallery), Faina Yunusova (Jean-Claude Maier), Ming Wong, Nina Jayasuriya (Kamel Mennour).

Ceremony e gli artisti coinvolti, attraverso pratiche diverse, sembrano cercare di mettere in luce il tema del rituale e della sua forza unificante tra gli stand delle gallerie. Infatti, come suggerito nel testo curatoriale, l’edizione di quest’anno di Asia NOW “testimonia la necessità di cerimonie che favoriscano empatia, resilienza e una visione di un’esistenza più interconnessa”. In questo senso all’interno del circuito espositivo Radicants commissiona due installazioni a due realtà artistiche non convenzionali per il contesto di Asia NOW.

documenta fifteen: PAKGHOR- the social kitchen, Britto Arts Trust, 2022, documenta Halle, Kassel, 18. Juni 2022, Foto: Nils Klinger

Britto Arts Trust è un’organizzazione artistica non-profit con sede a Dhaka, che esplora le questioni socio-politiche, la storia e le culture del Bangladesh. Recentemente ha partecipato a documenta 15 e alla Biennale d’arte contemporanea di Diriyah del 2024. Per Ceremony, Britto Arts Trust presenta l’installazione site specific Palan & Pakghor (L’orto e la cucina sociale): Una cucina e un giardino all’aperto –  ispirato alle strutture del palan bengalese e del pakghor – dove le persone si riuniscono per cucinare, raccontare storie e servire cibo, spuntini e bevande realizzati con ricette che rappresentano delle diverse comunità che vivono a Riyadh. 

Tra le installazioni non convenzionali, inoltre, è presente il lavoro di SumayyaVally, fondatrice e direttrice di Counterspace, che espone l’opera L’Eau dans une main et le Feu dans l’autre. L’installazione a carattere performativo, commissionata da Radicants, è curata da Kathy Alliou in collaborazione con il MTO Sufi Art and Culture Museum. Si tratta di un’installazione costituita da giare di argilla cotte e non cotte, distribuite circolarmente, che andranno ad essere modificate attraverso l’azione naturale del tempo, del clima e delle interazioni umane susseguite durante le giornate di mostra. 

Kenyalang Circus Nenek Moyang_httpsronmandosnlart_fairasia-now-2024index=3section=installation

“HOMO, HOSPITALITY” è l’epigrafe ricamata sull’opera Kenyalang Circus: Nenek Moyang, un imponente arazzo che accoglie lɜ visitatorɜ all’ingresso della mostra del palazzo della Monnaie. Realizzata con tessuti industriali riciclati, l’opera è del giovane artista malese Marcos Kueh, attualmente basato nei Paesi Bassi, dove conduce una ricerca incentrata su tematiche coloniali, affrontate dal punto di vista di chi abita in Occidente.

Nella mostra Ceremony, termini come ritualità, ospitalità e convivialità emergono come concetti criticabili e stranianti, poiché associati a un evento il cui scopo principale è la vendita di opere che, a priori, si distaccano da una logica non lucrativa e collettiva. Tuttavia, se è fondamentale dare visibilità a proposte artistiche emergentɜ, che necessariamente richiedono risonanza mediatica e risorse economiche per continuare il loro lavoro, sorge domandarsi come e se il tema della cerimonia e alcune personalità artistiche coinvolte possano interagire e integrarsi, concretamente, in un contesto simile. Che connotazioni assume il tema dell’ospitalità – in quanto principio di accoglienza – in questo evento?

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