Performance e installazioni immersive: Farout è il nuovo festival di BASE

Luke Jerram. Courtesy BASE e ddlArts

BASE lancia la prima edizione di FAROUT: 45 giorni di festival, 38 tra artisti e collettivi nazionali e internazionali, 7 Paesi coinvolti, 7 prime nazionali.

Dal 10 giugno al 24 luglio 2021 BASE presenta la prima edizione di FAROUTfestival dedicato alla creazione contemporanea45 giorni di performing art e installazioni38 artisti e collettivi nazionali e internazionali, innumerevoli punti di vista per osservare la Terra da lontano, per spostare la prospettiva e immaginare un futuro di convivenza e co-creazione.

Ad inaugurare la prima edizione, giovedì 10 giugno, l’artista britannico Luke Jerram, conosciuto in tutto il mondo per le sue installazioni uniche e suggestive e Terraforma, lo storico festival internazionale di musica elettronica dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale. In occasione di FAROUT, Jerram porta per la prima volta a Milano, all’interno delle atmosfere post-industriali di BASE, Gaiala sua installazione della Terra, del diametro di 6 metri, sospesa e illuminata dall’interno, che, circondata da una vera e propria foresta allestita in collaborazione con il progetto Forestami, crea un nuovo luogo di co-abitazione e stimola lo spettatore nel cercare nuove relazioni e prospettive con il nostro pianeta.

Tra gli artisti coinvolti nella prima edizione del festival: Anna Rispoli, Corps Citoyen, DOM_, Effetto Larsen, Elisabetta Consonni / Aiep, Extragarbo, Francesca Grilli, Giorgia Ohanesian Nardin, Lotte van der Berg, NONE Collective, Ruggero Franceschini & Zelda Soussan, Seth Honnor / Kaleider e Terraforma.

Molto lontano, non convenzionale, non abituale: il festival ideato da BASE prende il nome proprio da Farout, il pianeta più distante del sistema solare scoperto ad oggi, perché decidere di fare un festival nel 2021 vuol dire partire per un viaggio verso un altro pianeta, un luogo sconosciuto, dove tutte le regole saltano, dove ci si affaccia sul bordo delle cose che abbiamo sempre fatto per imparare a farne di nuove. La sfida per gli spazi culturali come BASE non si limita infatti a uscire indenni dalla pandemia, ma include la comprensione del presente e la trasformazione dei formati tradizionali in esperimenti di futuro.

Con Farout, BASE invita a riflettere su nuovi modelli di co-abitazione, co-creazione e co-esistenza tra artisti, natura, città e comunità. Linea guida nella curatela del festival, l’interdisciplinarietà di generi artistici, progetti e sperimentazioni tesi a superare le categorie tradizionali, integrando sempre di più̀ scena, corpo, testo e musica, spaziando fino ai linguaggi connessi alle nuove tecnologie. Farout cerca e rimette in circolo nuove estetiche, nuove forme di pensiero del mondo contemporaneo.

Cover Photo Credits: Luke Jerram. Courtesy BASE e ddlArts

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BASE lancia la prima edizione di FAROUT: 45 giorni di festival, 38 tra artisti e collettivi nazionali e internazionali, 7 Paesi coinvolti, 7 prime nazionali.

Dal 10 giugno al 24 luglio 2021 BASE presenta la prima edizione di FAROUTfestival dedicato alla creazione contemporanea45 giorni di performing art e installazioni38 artisti e collettivi nazionali e internazionali, innumerevoli punti di vista per osservare la Terra da lontano, per spostare la prospettiva e immaginare un futuro di convivenza e co-creazione.

Ad inaugurare la prima edizione, giovedì 10 giugno, l’artista britannico Luke Jerram, conosciuto in tutto il mondo per le sue installazioni uniche e suggestive e Terraforma, lo storico festival internazionale di musica elettronica dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale. In occasione di FAROUT, Jerram porta per la prima volta a Milano, all’interno delle atmosfere post-industriali di BASE, Gaiala sua installazione della Terra, del diametro di 6 metri, sospesa e illuminata dall’interno, che, circondata da una vera e propria foresta allestita in collaborazione con il progetto Forestami, crea un nuovo luogo di co-abitazione e stimola lo spettatore nel cercare nuove relazioni e prospettive con il nostro pianeta.

Tra gli artisti coinvolti nella prima edizione del festival: Anna Rispoli, Corps Citoyen, DOM_, Effetto Larsen, Elisabetta Consonni / Aiep, Extragarbo, Francesca Grilli, Giorgia Ohanesian Nardin, Lotte van der Berg, NONE Collective, Ruggero Franceschini & Zelda Soussan, Seth Honnor / Kaleider e Terraforma.

Molto lontano, non convenzionale, non abituale: il festival ideato da BASE prende il nome proprio da Farout, il pianeta più distante del sistema solare scoperto ad oggi, perché decidere di fare un festival nel 2021 vuol dire partire per un viaggio verso un altro pianeta, un luogo sconosciuto, dove tutte le regole saltano, dove ci si affaccia sul bordo delle cose che abbiamo sempre fatto per imparare a farne di nuove. La sfida per gli spazi culturali come BASE non si limita infatti a uscire indenni dalla pandemia, ma include la comprensione del presente e la trasformazione dei formati tradizionali in esperimenti di futuro.

Con Farout, BASE invita a riflettere su nuovi modelli di co-abitazione, co-creazione e co-esistenza tra artisti, natura, città e comunità. Linea guida nella curatela del festival, l’interdisciplinarietà di generi artistici, progetti e sperimentazioni tesi a superare le categorie tradizionali, integrando sempre di più̀ scena, corpo, testo e musica, spaziando fino ai linguaggi connessi alle nuove tecnologie. Farout cerca e rimette in circolo nuove estetiche, nuove forme di pensiero del mondo contemporaneo.

Cover Photo Credits: Luke Jerram. Courtesy BASE e ddlArts

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Luke Jerram. Courtesy BASE e ddlArts

BASE lancia la prima edizione di FAROUT: 45 giorni di festival, 38 tra artisti e collettivi nazionali e internazionali, 7 Paesi coinvolti, 7 prime nazionali.

Dal 10 giugno al 24 luglio 2021 BASE presenta la prima edizione di FAROUTfestival dedicato alla creazione contemporanea45 giorni di performing art e installazioni38 artisti e collettivi nazionali e internazionali, innumerevoli punti di vista per osservare la Terra da lontano, per spostare la prospettiva e immaginare un futuro di convivenza e co-creazione.

Ad inaugurare la prima edizione, giovedì 10 giugno, l’artista britannico Luke Jerram, conosciuto in tutto il mondo per le sue installazioni uniche e suggestive e Terraforma, lo storico festival internazionale di musica elettronica dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale. In occasione di FAROUT, Jerram porta per la prima volta a Milano, all’interno delle atmosfere post-industriali di BASE, Gaiala sua installazione della Terra, del diametro di 6 metri, sospesa e illuminata dall’interno, che, circondata da una vera e propria foresta allestita in collaborazione con il progetto Forestami, crea un nuovo luogo di co-abitazione e stimola lo spettatore nel cercare nuove relazioni e prospettive con il nostro pianeta.

Tra gli artisti coinvolti nella prima edizione del festival: Anna Rispoli, Corps Citoyen, DOM_, Effetto Larsen, Elisabetta Consonni / Aiep, Extragarbo, Francesca Grilli, Giorgia Ohanesian Nardin, Lotte van der Berg, NONE Collective, Ruggero Franceschini & Zelda Soussan, Seth Honnor / Kaleider e Terraforma.

Molto lontano, non convenzionale, non abituale: il festival ideato da BASE prende il nome proprio da Farout, il pianeta più distante del sistema solare scoperto ad oggi, perché decidere di fare un festival nel 2021 vuol dire partire per un viaggio verso un altro pianeta, un luogo sconosciuto, dove tutte le regole saltano, dove ci si affaccia sul bordo delle cose che abbiamo sempre fatto per imparare a farne di nuove. La sfida per gli spazi culturali come BASE non si limita infatti a uscire indenni dalla pandemia, ma include la comprensione del presente e la trasformazione dei formati tradizionali in esperimenti di futuro.

Con Farout, BASE invita a riflettere su nuovi modelli di co-abitazione, co-creazione e co-esistenza tra artisti, natura, città e comunità. Linea guida nella curatela del festival, l’interdisciplinarietà di generi artistici, progetti e sperimentazioni tesi a superare le categorie tradizionali, integrando sempre di più̀ scena, corpo, testo e musica, spaziando fino ai linguaggi connessi alle nuove tecnologie. Farout cerca e rimette in circolo nuove estetiche, nuove forme di pensiero del mondo contemporaneo.

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