Celebre e chiacchierata, Peggy Guggenheim ha diviso la sua vita tra arte, amore e sofferenze. Ecco qualcosa che forse ancora non sapevi sul suo conto.

La storia di Peggy Guggenheim è leggendaria, una donna celebre e chiacchierata che ha dedicato tutta la sua vita a sostegno degli artisti e alla promozione dell’arte. Una collezionista dalla tempra d’acciaio, determinata, astuta e con un grande fiuto per gli affari. La sua vita, densa di avvenimenti, è segnata da grandi drammi che la rendono sia tenace che fragile: dietro al suo aspetto eccentrico si cela sofferenza, solitudine e timore. Si abbandona all’amore sostenendo la libertà da ogni senso critico, ha una fama da “mangiatrice di uomini” ma in fondo è un’inguaribile romantica. Ecco 5 curiosità su Peggy Guggenheim che forse ancora non conoscevi.

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Peggy Guggenheim e Alexander Calder

Ecco 5 curiosità su Peggy Guggenheim.

1 Fin da giovane Peggy Guggenheim vuole affermare economicamente la sua emancipazione dalla famiglia. Si presta a qualche lavoretto in città, dapprima come segretaria del suo dentista, poi come contabile presso la Sunwise Turn, la libreria d’avanguardia del cugino Harold Loeb. Tra gli assidui frequentatori della libreria vi sono intellettuali, scrittori e pittori. Un giorno conosce Laurence Vail, un ragazzo dall’accento francese, colto e affascinante. Peggy ammaliata dalla libertà del giovane bohémien se ne innamora. Laurence diventerà presto suo primo marito e padre dei suoi figli Sindbad e Pegeen.

2 Famosa curiosità su Peggy Guggenheim quella che riguarda la morte del padre. Benjamin Guggenheim, padre di Peggy, muore prematuramente: per una serie di coincidenze si trova in viaggio sul noto transatlantico Titanic in dolce compagnia. Il 4 aprile del 1912 i giornali invadono le strade di New York annunciando l’affondamento della più lussuosa e imponente imbarcazione di tutti i tempi. Benjamin muore eroicamente cedendo il posto sulla scialuppa a donne e bambini, attende la tragica fine a bordo della nave ancora in smoking e bevendo champagne. La scena viene fedelmente ricostruita anche nel colossal di James Cameron.

3 Peggy era sempre scortata da una fila di cagnolini che la seguivano per tutta Venezia. Trascorreva molto tempo a curarli e coccolarli, tutti appartenenti alla razza tibetana Terrier Lhasa Apsos. Erano fedeli amici dal nome stravagante, Sir Herbert, il suo preferito, finiva spesso nei canali a causa della sua anzianità e sbadataggine. Oggi giacciono tutti accanto alla sepoltura della loro padrona nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni.

4 La collezione di Peggy Guggenheim viene presentata per la prima volta a Venezia in occasione della Biennale del 1948. Non avendo ancora acquistato una dimora le viene proposto di esporre al padiglione della Grecia. La ricca collezione riscuote grande successo permettendo ai visitatori di aggiornarsi sulle avanguardie internazionali e di conoscere gli artisti americani.

5 Tra le curiosità si Peggy Guggenheim una non poteva non riguardare il suo rapporto da cittadina con la sua amata Venezia, diventata vera patria adottiva di Peggy. Nel 1962 con grande gioia viene proclamata cittadina onoraria, e l’amore per questa città viene finalmente ricambiato.

Collezione Peggy Guggenheim Venezia

La collezione, Venezia, le sofferenze. Marcel Duchamp la introduce ad artisti, intellettuali e scrittori del panorama culturale europeo. La collezione d’opere d’arte di Peggy inizia a crescere in concomitanza con lo scoppio della guerra, quando apre Art of This Century a New York nel 1942. All’epoca ossiede già opere di Giorgio De Chirico, Paul Klee, Jean Arp, Marcel Duchamp, Alberto Giacometti, Joan Mirò, Kazimir Malevič e molti altri. Negli stessi anni, con grande intuizione, coglie il potenziale di Jackson Pollock finanziando il suo lavoro, dedicandogli alcune personali in galleria e organizzando mostre a livello internazionale. La collezionista nel dicembre del 1949, a Venezia, acquista un meraviglioso edificio settecentesco incompiuto affacciato al Canal Grande: Palazzo Venier dei Leoni. La sua dimora diviene scenario di feste, spettacoli e salotto di incontri tra intellettuali internazionali che bazzicano in laguna alla ricerca di ispirazione. Inoltre, rende il Palazzo un museo permettendo l’accesso ai visitatori diversi giorni alla settimana, anticipa quel che sarà poi la Collezione Peggy Guggenheim. Perde interesse verso l’arte contemporanea con l’avvento della pop art: “un’arte degenerata fatta da grafici pubblicitari”*. Durante i trent’anni trascorsi in laguna si immerge nella realtà artistica locale sostenendo artisti come Edmondo Bacci e Tancredi Parmeggiani. Peggy è spesso protagonista di pettegolezzi, la gente a volte la descrive come un’eccentrica miliardaria, goliardica e frivola. Oltre alle apparenze, invece, si nasconde il vuoto e lo strazio della perdita che in maniera ricorrente la perseguita. La morte del padre, del grande amore John Holms e l’adorata figlia Pegeen consumano indelebilmente il suo sorriso. È una donna impaziente e difficile ma anche ammaliante ed estrema. Visitare la sua casa significa vedere per un attimo Venezia con i suoi occhi, ci si innamora dei riflessi dell’acqua e della luce al tramonto, si è catapultati in una dimensione fuori dal tempo.

*P. Guggenheim in P. Barozzi, Con Peggy Guggenheim, tra storia e memoria, Milano, 2001, p. 193.