Il MuSaBa di Nik Spatari e Hiske Maas: il Parco Museo calabrese

Nel cuore della Calabria, protetto dall’Aspromonte si trova uno dei più interessati parchi musei d’Italia: il Musaba. Nato per essere un tempio dell’arte si integra a pieno con la natura tramite un rigoroso gioco di volumi e colore.

A Santa Barbara, in un sito distante pochi chilometri da Mammola (RC), sorge il Musaba: un parco museo che si scansa dall’essere la tipica istituzione artistica ma che è una zona franca per l’espressione.

Nel 1969, due giovani artisti, Nik Spatari e Hiske Maas approdarono nella Vallata del Torbido e pur trovandosi in mezzo alla natura impervia, che ospitava ruderi di una grangia certosina e l’ex stazione Calabro-Lucana, proiettarono su quel paesaggio incontaminato l’idea di un progetto in progress che continua da oltre cinquant’anni.       

I fondatori, olandese lei, calabrese lui, si conobbero nella florida Parigi dove Spatari si era presentato alla critica internazionale e aveva conosciuto e lavorato al fianco di personalità affermate: la città gli consentì di ampliare la propria visione artistica tanto da avviarsi anche all’Informale. 

Fu con il trasferimento a Milano nel 1966, dove il duo Spatari/Mass aprì la Galleria Studio Hiske, che il tratto spatariano divenne riconoscibilità artistica: essenzialità espressiva, segno che diventa quasi graffito e che esalta il colore. Tuttavia, dopo aver conquistato giudizi e opinioni, l’artista avvertì la necessità di un sentire più profondo e fece ritorno nella sua terra.                                                                                                               

Con l’aiuto di giovani locali e con svariate difficoltà, prese corpo il Museo Santa Barbara: Spatari, reduce dell’apprendistato presso Le Corbusier divenne architetto e riuscì ad inglobare l’area antica accentuandone l’essenza tramite l’intreccio di volumi, luce e colore piegati alla ricerca spaziale e funzionale.

Le architetture custodiscono al loro interno il vero magma dell’opera: la chiesa ristrutturata nasconde in 14×6 metri il dispiegarsi dei corpi che narrano il Sogno di Giacobbe; la Foresteria, pensata per ospitare gli artisti, accoglie il mosaico monumentale e la Rosa dei Venti, progettata da Spatari nel 2008 per essere spazio espositivo e abitazione.                                                                                                                                                                             

Il Musaba, massima espressione artistica di Spatari, è un centro culturale dove i linguaggi che non seguono regole e dinamiche di mercato diventano opere uniche e irripetibili. 

Gli artisti accolti con le loro opere site specific hanno la possibilità di lavorare liberamente innestando la propria visione senza ledere la natura. In questo luogo, in cui l’indomabile natura e l’arte fanno a gara di bellezza, è disseminata a scapito del tempo, l’arte e l’anima del singolare artista Nik Spatari.  

Cover Photo Credits: Courtesy MuSaBa

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Il MuSaBa di Nik Spatari e Hiske Maas: il Parco Museo calabrese

Nel cuore della Calabria, protetto dall’Aspromonte si trova uno dei più interessati parchi musei d’Italia: il Musaba. Nato per essere un tempio dell’arte si integra a pieno con la natura tramite un rigoroso gioco di volumi e colore.

A Santa Barbara, in un sito distante pochi chilometri da Mammola (RC), sorge il Musaba: un parco museo che si scansa dall’essere la tipica istituzione artistica ma che è una zona franca per l’espressione.

Nel 1969, due giovani artisti, Nik Spatari e Hiske Maas approdarono nella Vallata del Torbido e pur trovandosi in mezzo alla natura impervia, che ospitava ruderi di una grangia certosina e l’ex stazione Calabro-Lucana, proiettarono su quel paesaggio incontaminato l’idea di un progetto in progress che continua da oltre cinquant’anni.       

I fondatori, olandese lei, calabrese lui, si conobbero nella florida Parigi dove Spatari si era presentato alla critica internazionale e aveva conosciuto e lavorato al fianco di personalità affermate: la città gli consentì di ampliare la propria visione artistica tanto da avviarsi anche all’Informale. 

Fu con il trasferimento a Milano nel 1966, dove il duo Spatari/Mass aprì la Galleria Studio Hiske, che il tratto spatariano divenne riconoscibilità artistica: essenzialità espressiva, segno che diventa quasi graffito e che esalta il colore. Tuttavia, dopo aver conquistato giudizi e opinioni, l’artista avvertì la necessità di un sentire più profondo e fece ritorno nella sua terra.                                                                                                               

Con l’aiuto di giovani locali e con svariate difficoltà, prese corpo il Museo Santa Barbara: Spatari, reduce dell’apprendistato presso Le Corbusier divenne architetto e riuscì ad inglobare l’area antica accentuandone l’essenza tramite l’intreccio di volumi, luce e colore piegati alla ricerca spaziale e funzionale.

Le architetture custodiscono al loro interno il vero magma dell’opera: la chiesa ristrutturata nasconde in 14×6 metri il dispiegarsi dei corpi che narrano il Sogno di Giacobbe; la Foresteria, pensata per ospitare gli artisti, accoglie il mosaico monumentale e la Rosa dei Venti, progettata da Spatari nel 2008 per essere spazio espositivo e abitazione.                                                                                                                                                                             

Il Musaba, massima espressione artistica di Spatari, è un centro culturale dove i linguaggi che non seguono regole e dinamiche di mercato diventano opere uniche e irripetibili. 

Gli artisti accolti con le loro opere site specific hanno la possibilità di lavorare liberamente innestando la propria visione senza ledere la natura. In questo luogo, in cui l’indomabile natura e l’arte fanno a gara di bellezza, è disseminata a scapito del tempo, l’arte e l’anima del singolare artista Nik Spatari.  

Cover Photo Credits: Courtesy MuSaBa

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Nel cuore della Calabria, protetto dall’Aspromonte si trova uno dei più interessati parchi musei d’Italia: il Musaba. Nato per essere un tempio dell’arte si integra a pieno con la natura tramite un rigoroso gioco di volumi e colore.

A Santa Barbara, in un sito distante pochi chilometri da Mammola (RC), sorge il Musaba: un parco museo che si scansa dall’essere la tipica istituzione artistica ma che è una zona franca per l’espressione.

Nel 1969, due giovani artisti, Nik Spatari e Hiske Maas approdarono nella Vallata del Torbido e pur trovandosi in mezzo alla natura impervia, che ospitava ruderi di una grangia certosina e l’ex stazione Calabro-Lucana, proiettarono su quel paesaggio incontaminato l’idea di un progetto in progress che continua da oltre cinquant’anni.       

I fondatori, olandese lei, calabrese lui, si conobbero nella florida Parigi dove Spatari si era presentato alla critica internazionale e aveva conosciuto e lavorato al fianco di personalità affermate: la città gli consentì di ampliare la propria visione artistica tanto da avviarsi anche all’Informale. 

Fu con il trasferimento a Milano nel 1966, dove il duo Spatari/Mass aprì la Galleria Studio Hiske, che il tratto spatariano divenne riconoscibilità artistica: essenzialità espressiva, segno che diventa quasi graffito e che esalta il colore. Tuttavia, dopo aver conquistato giudizi e opinioni, l’artista avvertì la necessità di un sentire più profondo e fece ritorno nella sua terra.                                                                                                               

Con l’aiuto di giovani locali e con svariate difficoltà, prese corpo il Museo Santa Barbara: Spatari, reduce dell’apprendistato presso Le Corbusier divenne architetto e riuscì ad inglobare l’area antica accentuandone l’essenza tramite l’intreccio di volumi, luce e colore piegati alla ricerca spaziale e funzionale.

Le architetture custodiscono al loro interno il vero magma dell’opera: la chiesa ristrutturata nasconde in 14×6 metri il dispiegarsi dei corpi che narrano il Sogno di Giacobbe; la Foresteria, pensata per ospitare gli artisti, accoglie il mosaico monumentale e la Rosa dei Venti, progettata da Spatari nel 2008 per essere spazio espositivo e abitazione.                                                                                                                                                                             

Il Musaba, massima espressione artistica di Spatari, è un centro culturale dove i linguaggi che non seguono regole e dinamiche di mercato diventano opere uniche e irripetibili. 

Gli artisti accolti con le loro opere site specific hanno la possibilità di lavorare liberamente innestando la propria visione senza ledere la natura. In questo luogo, in cui l’indomabile natura e l’arte fanno a gara di bellezza, è disseminata a scapito del tempo, l’arte e l’anima del singolare artista Nik Spatari.  

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