Francesca Calzà

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Francesca Calzà (Rovereto, 1998), consegue la laurea triennale in Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Firenze. Si trasferisce poi a Bologna, dove completa il corso di laurea magistrale in Arti visive, specializzandosi sul Seicento bolognese. Durante gli studi inizia una collaborazione con la testata giornalistica online The Soundcheck, occupandosi prevalentemente di arte contemporanea, musica e moda. Successivamente prosegue il suo percorso nelle arti visive come curatrice della mostra «Time capsule. (In)finita misura delle cose», premiata come miglior progetto espositivo della sezione Nice & Fair presso Paratissima, e poi fornendo il suo contributo critico alla piattaforma T.O.E Art Market, per la quale realizza articoli, testi critici e con il ruolo di art advisor si occupa della ricerca di nuovi talenti, oltre a curare la promozione degli artisti iscritti alla piattaforma. Attualmente continua la sua carriera come curatrice indipendente e articolista.

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Graphic Japan arriva a Bologna: il segno nipponico che ha cambiato l’arte occidentale

Proprio in onore di tali evoluzioni espressive, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenta Graphic Japan. Da Hokusai al Manga, che ripercorre visivamente le principali tappe della grafica giapponese, partendo dall’epoca Edo (1603-1868) per arrivare alla produzione artigianale e industriale in era Meiji (1868-1912), fino alla contemporaneità. L’esibizione, visibile dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026

Eugene Berman in mostra al MART: oltre 200 opere per riscoprire un classico moderno

Un ponte invisibile ma dalle solide fondamenta unisce l’immaginario eclettico e sognante dei Nabis, perennemente sospeso tra antiche profezie e moderni componimenti poetici, la struggente malinconia della pittura romantica, e l’inesauribile fantasia surrealista costruttrice di mitologie nuove tratte direttamente dall’onirico

Memoria, natura e visioni future: Bologna accoglie Il Giardino delle Risonanze tra Pinacoteca e MAMbo

Servendosi di quell’incredibile strumento poetico che è l'epifania, la mostra Il Giardino delle Risonanze, che dal 27 giugno al 14 settembre 2025 connette le collezioni della Pinacoteca Nazionale di Bologna e del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, trasformando le due istituzioni in un unico organismo narrativo.

Musei impreparati e visitatori distratti: quando l’arte paga il prezzo

I musei vivono oggi in un equilibrio fragile tra contemplazione e presenza pubblica. Luoghi progettati per custodire la memoria e sollecitare lo sguardo, diventano sempre più spesso teatro di incidenti che riflettono una tensione crescente tra opera d’arte e pubblico.

Breve storia del saluto romano, dalle origini a Elon Musk

C’era una volta un gesto semplice, di origine militare. Un braccio teso con il palmo rivolto verso il basso. In principio nella Roma antica era usuale per un console o un imperatore elevare un braccio,