Salvator Mundi: il quadro più costoso al mondo

Preview del Salvator Mundi, Courtesy Christie’s

Le misteriose vicende dell’opera attribuita a Leonardo da Vinci tra cifre da capogiro, documentari, rumors e Crypto Art.

É il 15 novembre 2017 e Christie’s, una delle più famose case d’asta al mondo, batte all’asta  al Rockefeller Plaza di New York l’opera Salvator Mundi di Leonardo da Vinci per una cifra da capogiro: 450,3 milioni di dollari.

Partito da una base d’asta di 75 milioni di dollari, in pochi minuti il dipinto è diventato il quadro più costoso mai acquistato al mondo. Ad aggiudicarselo sarebbe stato il principe dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman per conto del Dipartimento della Cultura e del Turismo (DCT) di Abu Dhabi

Una vendita da guinnes dei primati che ha ancor più dell’incredibile se si pensa che nel 1651, in Inghilterra, l’opera facente parte della collezione d’arte di Carlo I stuart era stata messa all’asta dopo la sua morte ed era stata venduta per sole 30.00 sterline

Dopo essere stato venduto, il dipinto non ha smesso di far parlare di sè. Numerose sono infatti le vicende misteriose che lo vedono come protagonista e oggi il mondo intero si chiede: dov’è finito il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci

Dal Louvre di Abu Dhabi al Louvre di Parigi

Tutto ha inizio con il Louvre di Abu Dhabi che, dopo aver acquistato l’opera, aveva in programma di esporla a partire da settembre 2018

Il Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi però, a due settimane dalla presunta inaugurazione dell’esposizione, ne aveva misteriosamente annunciato il rinvio a data da destinarsi, senza dare alcuna spiegazione. 

Per lungo tempo l’opera non ha preso parte agli eventi espositivi in programma e, agli inizi del 2019, il mistero iniziò a infittirsi: il Salvator Mundi risultava disperso.


Le notizie del periodo riportano che anche il Louvre di Parigi non sarebbe stato in grado di rintracciarlo. Il museo francese era infatti coinvolto nella ricerca perché interessato a esporre l’opera attribuita a Leonardo da Vinci in occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte dell’artista previsti per quello stesso autunno.

Salvator Mundi, la stupefacente questione dell’ultimo da Vinci, docu-film made in France di Antoine Vitkine


L’inchiesta-documentario Salvator Mundi, la stupefacente questione dell’ultimo da Vinci realizzata dal giornalista e scrittore Antoine Vitkine, ha provato a fare chiarezza sul perché nel 2019 l’opera più costosa al mondo non sia stata esposta a Parigi.

Andato in onda il 13 aprile 2021 su France 5, il docu-film racconta la curiosa vicenda del Salvator Mundi a partire dalle testimonianze di persone coinvolte che compaiono con il volto coperto, come nei migliori intrighi polizieschi, identificati come alti funzionari francesi. 

L’inchiesta di Antoine Vitkine avrebbe sostenuto l’ipotesi che in verità lo stesso Louvre di Parigi non voleva esporre l’opera, perché la paternità di Leonardo sarebbe stata messa in discussione dagli esperti.

Con la messa in onda del documentario, non hanno tardato ad arrivare numerose polemiche e con loro sono arrivate anche le prime smentite. Prima su tutte, il Laboratorio di ricerca e restauro del Louvre avrebbe rilasciato un attestato d’autenticità del Salvator Mundi


Questo documento sarebbe stato redatto quando l’Arabia Saudita aveva chiesto alla Francia di visionare l’opera, come previsto dalla procedura di prestito. L’attestato avrebbe reso nota anche della giacenza di tre mesi dell’opera presso i laboratori di Parigi, prevista in occasione della retrospettiva dedicata a Leonardo. Un mistero sembrava ormai svelato, ma sfortunatamente solo in quella circostanza.

Infatti, risolto l’enigma dell’episodio parigino, la domanda rimane la stessa: dove è finito il Salvator Mundi? Rumors riferiscono che potrebbe trovarsi a bordo del Serene, lo yacht del principe saudita Bin Salman, altri ipotizzano invece che essere al sicuro nel caveau di una banca. 

«The Lost Leonardo», il documentario sul Salvator Mundi di Leonardo da Vinci
diretto da Andreas Koefoed

The Lost Leonardo, locandina del film di Andreas Koefoed, Courtesy Sony Pictures Classics

Dati i numerosi enigmi che caratterizzano la storia dell’opera, il mondo del cinema ha trovato diverse chiavi di lettura per raccontarne le vicende.

Da segnalare è The Lost Leonardo, documentario realizzato dal regista Andreas Koefoed in collaborazione con Sony Pictures e con la media partnership della testata The Art Newspaper. 


Il docu-film è stato presentato al Tribeca Film Festival di New York, ed è uscito nelle sale americane lo scorso agosto.

Andreas Koefoed racconta la storia del quadro a partire dalla sua riscoperta nel 2005, la dibattuta questione della sua paternità e le sue vicende collezionistiche, tutto questo attraverso le testimonianze di alcuni degli attori principali di questa incredibile storia che intrigano lo spettatore già a partire dal trailer.

Per citarne alcuni, Alexander Parish, uno dei mercanti d’arte responsabili della riscoperta dell’opera e Dianne Dwyer Modestin, restauratrice che fa parte del team che negli anni si è preso cura della tela.

Il Crypto Leonardo e il «Salvator Metaversi»

Salvator Metaversi, Courtesy OpenSea and Ben Lewis


Altra curiosità che ha puntato i riflettori sull’opera risale allo scorso aprile: il Salvator Mundi è andato nuovamente all’asta, ma questa volta in versione NFT (Non Fungible Token).

L’autore della versione digitale dell’opera ribattezzata Salvator Metaversi è Crypto Leonardo, presudonimo dello storico d’arte Ben Lewis.

L’opera Crypto ha però un dettaglio che la differenzia dall’originale: Cristo tiene nella mano sinistra un pugno di dollari anziché la sfera del mondo.

Il messaggio che Lewis ha voluto lanciare con questa modifica, esclusi gli interessi economici sulla vendita, è molto profondo: “se non vende, voglio almeno attirare l’attenzione sui folli eccessi e ingiustizie del mercato dell’arte dove le famiglie, che non sono consapevoli delle complessità del mercato dell’arte, vendono cimeli per piccoli spiccioli e non ricevono commissioni di rivendita”. 

Venduta a una cifra da capogiro, dispersa, ritrovata e poi trasformata in digitale; non si può negare che le vicende di quest’opera siano davvero appassionanti, a prescindere che l’opera sia stata dipinta o meno dal grande Leonardo da Vinci o dalla sua Bottega. Ora non resta che aspettare per vedere quale sarà il prossimo capitolo di questa incredibile storia!

Cover Photo Credits: Salvator Mundi, Courtesy Wikipedia

- Artuu crede in -

spot_img

Ti potrebbe interessare...

Salvator Mundi: il quadro più costoso al mondo

Preview del Salvator Mundi, Courtesy Christie’s

Le misteriose vicende dell’opera attribuita a Leonardo da Vinci tra cifre da capogiro, documentari, rumors e Crypto Art.

É il 15 novembre 2017 e Christie’s, una delle più famose case d’asta al mondo, batte all’asta  al Rockefeller Plaza di New York l’opera Salvator Mundi di Leonardo da Vinci per una cifra da capogiro: 450,3 milioni di dollari.

Partito da una base d’asta di 75 milioni di dollari, in pochi minuti il dipinto è diventato il quadro più costoso mai acquistato al mondo. Ad aggiudicarselo sarebbe stato il principe dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman per conto del Dipartimento della Cultura e del Turismo (DCT) di Abu Dhabi

Una vendita da guinnes dei primati che ha ancor più dell’incredibile se si pensa che nel 1651, in Inghilterra, l’opera facente parte della collezione d’arte di Carlo I stuart era stata messa all’asta dopo la sua morte ed era stata venduta per sole 30.00 sterline

Dopo essere stato venduto, il dipinto non ha smesso di far parlare di sè. Numerose sono infatti le vicende misteriose che lo vedono come protagonista e oggi il mondo intero si chiede: dov’è finito il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci

Dal Louvre di Abu Dhabi al Louvre di Parigi

Tutto ha inizio con il Louvre di Abu Dhabi che, dopo aver acquistato l’opera, aveva in programma di esporla a partire da settembre 2018

Il Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi però, a due settimane dalla presunta inaugurazione dell’esposizione, ne aveva misteriosamente annunciato il rinvio a data da destinarsi, senza dare alcuna spiegazione. 

Per lungo tempo l’opera non ha preso parte agli eventi espositivi in programma e, agli inizi del 2019, il mistero iniziò a infittirsi: il Salvator Mundi risultava disperso.


Le notizie del periodo riportano che anche il Louvre di Parigi non sarebbe stato in grado di rintracciarlo. Il museo francese era infatti coinvolto nella ricerca perché interessato a esporre l’opera attribuita a Leonardo da Vinci in occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte dell’artista previsti per quello stesso autunno.

Salvator Mundi, la stupefacente questione dell’ultimo da Vinci, docu-film made in France di Antoine Vitkine


L’inchiesta-documentario Salvator Mundi, la stupefacente questione dell’ultimo da Vinci realizzata dal giornalista e scrittore Antoine Vitkine, ha provato a fare chiarezza sul perché nel 2019 l’opera più costosa al mondo non sia stata esposta a Parigi.

Andato in onda il 13 aprile 2021 su France 5, il docu-film racconta la curiosa vicenda del Salvator Mundi a partire dalle testimonianze di persone coinvolte che compaiono con il volto coperto, come nei migliori intrighi polizieschi, identificati come alti funzionari francesi. 

L’inchiesta di Antoine Vitkine avrebbe sostenuto l’ipotesi che in verità lo stesso Louvre di Parigi non voleva esporre l’opera, perché la paternità di Leonardo sarebbe stata messa in discussione dagli esperti.

Con la messa in onda del documentario, non hanno tardato ad arrivare numerose polemiche e con loro sono arrivate anche le prime smentite. Prima su tutte, il Laboratorio di ricerca e restauro del Louvre avrebbe rilasciato un attestato d’autenticità del Salvator Mundi


Questo documento sarebbe stato redatto quando l’Arabia Saudita aveva chiesto alla Francia di visionare l’opera, come previsto dalla procedura di prestito. L’attestato avrebbe reso nota anche della giacenza di tre mesi dell’opera presso i laboratori di Parigi, prevista in occasione della retrospettiva dedicata a Leonardo. Un mistero sembrava ormai svelato, ma sfortunatamente solo in quella circostanza.

Infatti, risolto l’enigma dell’episodio parigino, la domanda rimane la stessa: dove è finito il Salvator Mundi? Rumors riferiscono che potrebbe trovarsi a bordo del Serene, lo yacht del principe saudita Bin Salman, altri ipotizzano invece che essere al sicuro nel caveau di una banca. 

«The Lost Leonardo», il documentario sul Salvator Mundi di Leonardo da Vinci
diretto da Andreas Koefoed

The Lost Leonardo, locandina del film di Andreas Koefoed, Courtesy Sony Pictures Classics

Dati i numerosi enigmi che caratterizzano la storia dell’opera, il mondo del cinema ha trovato diverse chiavi di lettura per raccontarne le vicende.

Da segnalare è The Lost Leonardo, documentario realizzato dal regista Andreas Koefoed in collaborazione con Sony Pictures e con la media partnership della testata The Art Newspaper. 


Il docu-film è stato presentato al Tribeca Film Festival di New York, ed è uscito nelle sale americane lo scorso agosto.

Andreas Koefoed racconta la storia del quadro a partire dalla sua riscoperta nel 2005, la dibattuta questione della sua paternità e le sue vicende collezionistiche, tutto questo attraverso le testimonianze di alcuni degli attori principali di questa incredibile storia che intrigano lo spettatore già a partire dal trailer.

Per citarne alcuni, Alexander Parish, uno dei mercanti d’arte responsabili della riscoperta dell’opera e Dianne Dwyer Modestin, restauratrice che fa parte del team che negli anni si è preso cura della tela.

Il Crypto Leonardo e il «Salvator Metaversi»

Salvator Metaversi, Courtesy OpenSea and Ben Lewis


Altra curiosità che ha puntato i riflettori sull’opera risale allo scorso aprile: il Salvator Mundi è andato nuovamente all’asta, ma questa volta in versione NFT (Non Fungible Token).

L’autore della versione digitale dell’opera ribattezzata Salvator Metaversi è Crypto Leonardo, presudonimo dello storico d’arte Ben Lewis.

L’opera Crypto ha però un dettaglio che la differenzia dall’originale: Cristo tiene nella mano sinistra un pugno di dollari anziché la sfera del mondo.

Il messaggio che Lewis ha voluto lanciare con questa modifica, esclusi gli interessi economici sulla vendita, è molto profondo: “se non vende, voglio almeno attirare l’attenzione sui folli eccessi e ingiustizie del mercato dell’arte dove le famiglie, che non sono consapevoli delle complessità del mercato dell’arte, vendono cimeli per piccoli spiccioli e non ricevono commissioni di rivendita”. 

Venduta a una cifra da capogiro, dispersa, ritrovata e poi trasformata in digitale; non si può negare che le vicende di quest’opera siano davvero appassionanti, a prescindere che l’opera sia stata dipinta o meno dal grande Leonardo da Vinci o dalla sua Bottega. Ora non resta che aspettare per vedere quale sarà il prossimo capitolo di questa incredibile storia!

Cover Photo Credits: Salvator Mundi, Courtesy Wikipedia

- Artuu crede in -

spot_img

Ti potrebbe interessare...

Salvator Mundi: il quadro più costoso al mondo

Preview del Salvator Mundi, Courtesy Christie’s

Le misteriose vicende dell’opera attribuita a Leonardo da Vinci tra cifre da capogiro, documentari, rumors e Crypto Art.

É il 15 novembre 2017 e Christie’s, una delle più famose case d’asta al mondo, batte all’asta  al Rockefeller Plaza di New York l’opera Salvator Mundi di Leonardo da Vinci per una cifra da capogiro: 450,3 milioni di dollari.

Partito da una base d’asta di 75 milioni di dollari, in pochi minuti il dipinto è diventato il quadro più costoso mai acquistato al mondo. Ad aggiudicarselo sarebbe stato il principe dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman per conto del Dipartimento della Cultura e del Turismo (DCT) di Abu Dhabi

Una vendita da guinnes dei primati che ha ancor più dell’incredibile se si pensa che nel 1651, in Inghilterra, l’opera facente parte della collezione d’arte di Carlo I stuart era stata messa all’asta dopo la sua morte ed era stata venduta per sole 30.00 sterline

Dopo essere stato venduto, il dipinto non ha smesso di far parlare di sè. Numerose sono infatti le vicende misteriose che lo vedono come protagonista e oggi il mondo intero si chiede: dov’è finito il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci

Dal Louvre di Abu Dhabi al Louvre di Parigi

Tutto ha inizio con il Louvre di Abu Dhabi che, dopo aver acquistato l’opera, aveva in programma di esporla a partire da settembre 2018

Il Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi però, a due settimane dalla presunta inaugurazione dell’esposizione, ne aveva misteriosamente annunciato il rinvio a data da destinarsi, senza dare alcuna spiegazione. 

Per lungo tempo l’opera non ha preso parte agli eventi espositivi in programma e, agli inizi del 2019, il mistero iniziò a infittirsi: il Salvator Mundi risultava disperso.


Le notizie del periodo riportano che anche il Louvre di Parigi non sarebbe stato in grado di rintracciarlo. Il museo francese era infatti coinvolto nella ricerca perché interessato a esporre l’opera attribuita a Leonardo da Vinci in occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte dell’artista previsti per quello stesso autunno.

Salvator Mundi, la stupefacente questione dell’ultimo da Vinci, docu-film made in France di Antoine Vitkine


L’inchiesta-documentario Salvator Mundi, la stupefacente questione dell’ultimo da Vinci realizzata dal giornalista e scrittore Antoine Vitkine, ha provato a fare chiarezza sul perché nel 2019 l’opera più costosa al mondo non sia stata esposta a Parigi.

Andato in onda il 13 aprile 2021 su France 5, il docu-film racconta la curiosa vicenda del Salvator Mundi a partire dalle testimonianze di persone coinvolte che compaiono con il volto coperto, come nei migliori intrighi polizieschi, identificati come alti funzionari francesi. 

L’inchiesta di Antoine Vitkine avrebbe sostenuto l’ipotesi che in verità lo stesso Louvre di Parigi non voleva esporre l’opera, perché la paternità di Leonardo sarebbe stata messa in discussione dagli esperti.

Con la messa in onda del documentario, non hanno tardato ad arrivare numerose polemiche e con loro sono arrivate anche le prime smentite. Prima su tutte, il Laboratorio di ricerca e restauro del Louvre avrebbe rilasciato un attestato d’autenticità del Salvator Mundi


Questo documento sarebbe stato redatto quando l’Arabia Saudita aveva chiesto alla Francia di visionare l’opera, come previsto dalla procedura di prestito. L’attestato avrebbe reso nota anche della giacenza di tre mesi dell’opera presso i laboratori di Parigi, prevista in occasione della retrospettiva dedicata a Leonardo. Un mistero sembrava ormai svelato, ma sfortunatamente solo in quella circostanza.

Infatti, risolto l’enigma dell’episodio parigino, la domanda rimane la stessa: dove è finito il Salvator Mundi? Rumors riferiscono che potrebbe trovarsi a bordo del Serene, lo yacht del principe saudita Bin Salman, altri ipotizzano invece che essere al sicuro nel caveau di una banca. 

«The Lost Leonardo», il documentario sul Salvator Mundi di Leonardo da Vinci
diretto da Andreas Koefoed

The Lost Leonardo, locandina del film di Andreas Koefoed, Courtesy Sony Pictures Classics

Dati i numerosi enigmi che caratterizzano la storia dell’opera, il mondo del cinema ha trovato diverse chiavi di lettura per raccontarne le vicende.

Da segnalare è The Lost Leonardo, documentario realizzato dal regista Andreas Koefoed in collaborazione con Sony Pictures e con la media partnership della testata The Art Newspaper. 


Il docu-film è stato presentato al Tribeca Film Festival di New York, ed è uscito nelle sale americane lo scorso agosto.

Andreas Koefoed racconta la storia del quadro a partire dalla sua riscoperta nel 2005, la dibattuta questione della sua paternità e le sue vicende collezionistiche, tutto questo attraverso le testimonianze di alcuni degli attori principali di questa incredibile storia che intrigano lo spettatore già a partire dal trailer.

Per citarne alcuni, Alexander Parish, uno dei mercanti d’arte responsabili della riscoperta dell’opera e Dianne Dwyer Modestin, restauratrice che fa parte del team che negli anni si è preso cura della tela.

Il Crypto Leonardo e il «Salvator Metaversi»

Salvator Metaversi, Courtesy OpenSea and Ben Lewis


Altra curiosità che ha puntato i riflettori sull’opera risale allo scorso aprile: il Salvator Mundi è andato nuovamente all’asta, ma questa volta in versione NFT (Non Fungible Token).

L’autore della versione digitale dell’opera ribattezzata Salvator Metaversi è Crypto Leonardo, presudonimo dello storico d’arte Ben Lewis.

L’opera Crypto ha però un dettaglio che la differenzia dall’originale: Cristo tiene nella mano sinistra un pugno di dollari anziché la sfera del mondo.

Il messaggio che Lewis ha voluto lanciare con questa modifica, esclusi gli interessi economici sulla vendita, è molto profondo: “se non vende, voglio almeno attirare l’attenzione sui folli eccessi e ingiustizie del mercato dell’arte dove le famiglie, che non sono consapevoli delle complessità del mercato dell’arte, vendono cimeli per piccoli spiccioli e non ricevono commissioni di rivendita”. 

Venduta a una cifra da capogiro, dispersa, ritrovata e poi trasformata in digitale; non si può negare che le vicende di quest’opera siano davvero appassionanti, a prescindere che l’opera sia stata dipinta o meno dal grande Leonardo da Vinci o dalla sua Bottega. Ora non resta che aspettare per vedere quale sarà il prossimo capitolo di questa incredibile storia!

Cover Photo Credits: Salvator Mundi, Courtesy Wikipedia

- Artuu crede in -

spot_img

Ti potrebbe interessare...

- artuu ama -

spot_img

Iscriviti alla Artuu Newsletter

Sempre dallo stesso contributor

Seguici su Instagram ogni giorno