Myriam Laplante alla Nuova Galleria Morone

A Milano una mostra personale installativa sul concetto di tempo.

Il 7 settembre dalle ore 11.00 – 19.00 la Nuova Galleria Morone inaugura la mostra personale Meanwhile… (Nel Frattempo…) dell’artista Myriam Laplante, esposizione installativa che indaga lo scorrere del tempo.

Il tempo è una delle dimensioni più complesse della nostra esistenza, possiamo metaforicamente definirlo come lo spazio invisibile contenente il susseguirsi di eventi della nostra vita. Alcune volte sembra non passare mai, altre sembra volare. L’unica certezza è che da sempre scorre per tutti inesorabilmente. 

Marmotta, 2020, schiuma poliuretanica, noccioli di ciliegia, colla, fil di ferro, vetro, dimensioni variabili.

Seneca diceva: “Niente dura sempre, poche cose a lungo; varia solo il modo di essere fragili, il loro modo di finire, ma tutto ciò che ha avuto un inizio avrà anche una fine”.

Il fulcro dell’installazione espositiva è una cornacchia situata su un ramo che spunta dalla parete, sopra una montagna di guano. Uno stanzino affrescato e cupo ospita un ufficio di vigilanza che controlla l’attività di quattro stanze misteriose situate altrove.

Nel frattempo…, 2021, cornacchia imbalsamata, resina e marmorina, dimensioni variabili.

L’esposizione è caratterizzata da diverse sculture e piccole tele – raffiguranti frammenti di tatuaggi che ricoprivano il corpo di un amico scomparso – disseminate in galleria, intrise di riflessioni circa il passaggio del tempo, l’immensità dello spazio e la brevità della vita.

Cover photo credits: Claude (tattoo) 3, 2015-2020, olio su tela, 30 x 30 cm.

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Il tempo è una delle dimensioni più complesse della nostra esistenza, possiamo metaforicamente definirlo come lo spazio invisibile contenente il susseguirsi di eventi della nostra vita. Alcune volte sembra non passare mai, altre sembra volare. L’unica certezza è che da sempre scorre per tutti inesorabilmente. 

Marmotta, 2020, schiuma poliuretanica, noccioli di ciliegia, colla, fil di ferro, vetro, dimensioni variabili.

Seneca diceva: “Niente dura sempre, poche cose a lungo; varia solo il modo di essere fragili, il loro modo di finire, ma tutto ciò che ha avuto un inizio avrà anche una fine”.

Il fulcro dell’installazione espositiva è una cornacchia situata su un ramo che spunta dalla parete, sopra una montagna di guano. Uno stanzino affrescato e cupo ospita un ufficio di vigilanza che controlla l’attività di quattro stanze misteriose situate altrove.

Nel frattempo…, 2021, cornacchia imbalsamata, resina e marmorina, dimensioni variabili.

L’esposizione è caratterizzata da diverse sculture e piccole tele – raffiguranti frammenti di tatuaggi che ricoprivano il corpo di un amico scomparso – disseminate in galleria, intrise di riflessioni circa il passaggio del tempo, l’immensità dello spazio e la brevità della vita.

Cover photo credits: Claude (tattoo) 3, 2015-2020, olio su tela, 30 x 30 cm.

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Marmotta, 2020, schiuma poliuretanica, noccioli di ciliegia, colla, fil di ferro, vetro, dimensioni variabili.

Seneca diceva: “Niente dura sempre, poche cose a lungo; varia solo il modo di essere fragili, il loro modo di finire, ma tutto ciò che ha avuto un inizio avrà anche una fine”.

Il fulcro dell’installazione espositiva è una cornacchia situata su un ramo che spunta dalla parete, sopra una montagna di guano. Uno stanzino affrescato e cupo ospita un ufficio di vigilanza che controlla l’attività di quattro stanze misteriose situate altrove.

Nel frattempo…, 2021, cornacchia imbalsamata, resina e marmorina, dimensioni variabili.

L’esposizione è caratterizzata da diverse sculture e piccole tele – raffiguranti frammenti di tatuaggi che ricoprivano il corpo di un amico scomparso – disseminate in galleria, intrise di riflessioni circa il passaggio del tempo, l’immensità dello spazio e la brevità della vita.

Cover photo credits: Claude (tattoo) 3, 2015-2020, olio su tela, 30 x 30 cm.

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