LISTE Art Fair Basel 2021: 7 artisti più interessanti da tenere d’occhio.

LISTE Art Fair Basel 2021: 7 artisti più interessanti da tenere d’occhio.

Compie 25 anni Liste Art Fair Basel, la fiera d’arte diretta da Joanna Kamm, dedicata alle nuove generazioni di artisti e gallerie che scommettono su di loro. Ecco 7 progetti degli artisti più interessanti che abbiamo selezionato. 

Da pochi giorni si è conclusa la grande settimana dell’arte nella città di Basilea che ha visto il ritorno in presenza della grande fiera Art Basel insieme alle fiere satellite, tra queste LISTE Art Fair Basel. Il ritorno in massa dei collezionisti, come si sperava, non c’è stato anche a causa delle restrizioni imposte dalla Svizzera che hanno destabilizzato e reso quasi impossibile l’arrivo di collezionisti statunitensi e asiatici. 

Non è stato così per quelli europei, che hanno invece scelto di godere appieno di tutte le proposte culturali: dalla Fondation Beyeler al Kunstmuseum, dal Museum Tinguely alla Kunsthalle.

A rendere il tutto più semplice ci ha pensato il Covid Certification Center, posizionato nella centrale Messeplatz, che ha permesso a tutti i visitatori – VIP e non – di ritirare un braccialetto valido per l’accesso unico alle fiere, ai musei e persino a bar, hotel e ristoranti.

Favorevole il cambio di location per Liste Art Fair Basel guidata da Joanna Kamm che – a causa della pandemia e per attuare i protocolli di salute e sicurezza – si è ritrovata per la prima volta nel padiglione Hall 1.1 di Messe Basel a pochissimi passi dalla grande Art Basel.

Nuova Location per LISTE Art Fair Basel – Courtesy Alessia Cuccu

Liste Art Fair, fiera satellite nata nel 1996, da oltre vent’anni aveva sede presso una location caratteristica – la Werkraum Warteck pp – un ex birrificio convertito a spazio polifunzionale che accoglie sotto lo stesso tetto progetti culturali, aziende e persone, da artigiani, artisti, architetti e designer a ristoranti, studi di danza e uffici creativi.

Ogni anno le gallerie e gli artisti hanno trovato soluzioni inedite di allestimento delle opere per quegli spazi – in alcuni casi difficili – raggiungibili attraversando stretti corridoi e salendo per ripide scalette, a volte portando il collezionista a perdersi o quasi.

Quest’anno e ancora con la premessa di promuovere l’arte giovane, il Comitato di Liste ha selezionato 81 gallerie di 33 paesi in cui oltre 100 artisti sono rappresentanti di spicco della loro generazione per gli ultimi sviluppi e tendenze dell’arte contemporanea. 

Per la prima volta ben 21 gallerie hanno esposto a Liste Art Fair Basel, all’interno di un grandissimo spazio dove la struttura allestitiva circolare ha permesso di visionare tutti i progetti presentati senza il rischio di perderne nemmeno uno.

A colpire da subito i solo project dove spicca un ritorno alla pittura: da sempre Liste si è caratterizzata per progetti innovativi certo, ma anche piuttosto sperimentali e non semplici da immaginare all’interno delle case dei collezionisti.

Quest’anno le gallerie hanno scelto di creare stand di grande impatto con giovani artisti, lasciando spazio a un audience più ampio di collezionisti.

Abbiamo selezionato i progetti più interessanti visti tra gli stand, dove a spiccare è stata la pittura, un rinnovato senso di sperimentazione e giovani artisti da tenere d’occhio:

CAPSULE (Shanghai) – Artista WANG HAIYANG

Il gallerista italiano Enrico Polato di base in Cina con la sua Capsule Gallery presenta uno stand tutto dedicato all’artista Wang Haiyang(Shandong – Cina, 1984) che affronta una nuova sfida pittorica con il progetto “Human, Beast, Ghost”. Allestimento surreale e multidimensionale dello stand creato con quelle che sembrano piastrelle rosa, riportano ai ricordi di Wang di una sauna gay, ora demolita, di Pechino. Sulle pareti spicca l’opera su tela “Untitled” (2020) dove creature apparentemente umane, bestiali e fantasmi si fondono l’una nell’altra, si accoppiano all’interno di spazi e situazioni che sembrano impensabili.

FRANCISCO FINO (Lisbona) – Artista GABRIEL ABRANTES

La galleria Francisco Fino porta in scena uno stand dai toni freddi con il progetto “Simulating Feels” e le opere più recenti dell’artista Gabriele Abrantes (USA, 1984) che ha alle spalle mostre al MAAT (Lisbona), alla TATE Britain (Londra) o al Palais de Tokyo (Parigi).

Le opere su tela di Abrantes rappresentano un mix tra computer grafica e pittura: l’artista ha utilizzato dei modelli digitali e dei programmi di computer grafica per ricreare pellice, liquidi e particelle dinamiche, portate poi su tela. I protagonisti delle opere sono nativi di ambienti virtuali: Abrantes si concentra su nuovi regimi estetici del carino, bizzarro e interessante.

CIACCIA LEVI (Parigi) – Artista ROMANE DE WATTEVILLE

La coppia di galleristi Nerina Ciaccia e Antoine Levi continua a sorprendere e a distinguersi per progetti, come la prima edizione di Palai Project a Lecce, e scelte di artisti da rappresentare. In fiera la galleria porta la giovane Romane de Watteville (Svizzera, 1993), con uno stand che permette allo spettatore di immergersi nel mondo intimo dell’artista, dove flashback compaiono negli acrilici su tela che giocano su diverse dimensioni.

Sono punti di vista frammentati, dove le composizioni trompe-l’œil trasmettono qualcosa a cavallo tra reale e immaginario.

MARIA BERNHEIM (Zurigo) – Artista SARAH SLAPPEY

La parete centrale dello stand di Maria Bernheim è affidata alla grande tela “Knotted up” di Sarah Slappey (Columbia – South Carolina, 1984).

Carnose e surreali: due termini che caratterizzano le opere di Slappey. Candidi arti affusolati si attorcigliano sulla superficie a creare movimenti sensuali, ma disturbanti, dove la delicatezza dei gesti si confonde all’amarezza delle ferite e dei piccoli rivoli di sangue che scorrono sulla pelle.

Slappey cerca di rovesciare una storia di rappresentazione femminile dominata dagli uomini, prendendo il controllo di un immaginario inventato, ma provocante e sensuale.

THE RYDER (Madrid) – Artista SAELIA APARICIO 

Lo stand presentato dalla galleria spagnola The Ryder ha una genesi più lunga, che parte da una residenza dell’artista Saelia Aparicio (Valladolid – Spagna, 1982) presso Porthmeor Studio e trova il suo momento espositivo a Liste.

Nel 2019, Aparicio ha vinto Generaciones 2019, uno dei premi più prestigiosi per artisti emergenti in Europa, ed è stata incaricata dalla Serpentine Gallery di realizzare il film “Green Shoots” per il simposio e progetto di ricerca “The Shape of a Circle in the Mind of a Fish with Plants” a Londra. A colpire è la tela “It’s quite different in the flesh” (2021).

THE BREEDER (Atene) – Artista KATLEGO TLABELA

Coloratissimo è lo stand della galleria ateniese The Breeder che presenta un allestimento collettivo, dove a catturare l’attenzione è “The Decision Makers” (2021) di Katlego Tlabela (Pretoria – South Africa, 1993).

Colori vividi e un’attenzione alla condizione umana emergono nelle opere dell’autodidatta Tlabela, che ha plasmato la sua ricerca artistica sull’esplorazione del passato e del presente, insieme ad una narrazione intrecciata alla complessa storia del Sudafrica.

OKTEM AYKUT (Istanbul) – Artista IHSAN OTUMARK

A metà tra scultura e pittura è l’allestimento proposto dalla galleria Oktem Aykut con un solo show dedicato al giovane Ihsan Otumark (Diyarbakir – TR, 1987).

Figlio di un contadino, nato nel piccolo villaggio di Gördük, l’artista ha lottato per un’istruzione adeguata in un ambiente dove ricevere un’educazione scolastica era considerata una scelta inutile, così come fare l’artista.

Gli ostacoli che ha dovuto superare, forte di una madre che lo ha sempre sostenuto fermamente, li ha superati dipingendo ciò che ha vissuto, le sue osservazioni, le emozioni, le paure, le speranze.

- Artuu crede in -

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Compie 25 anni Liste Art Fair Basel, la fiera d’arte diretta da Joanna Kamm, dedicata alle nuove generazioni di artisti e gallerie che scommettono su di loro. Ecco 7 progetti degli artisti più interessanti che abbiamo selezionato. 

Da pochi giorni si è conclusa la grande settimana dell’arte nella città di Basilea che ha visto il ritorno in presenza della grande fiera Art Basel insieme alle fiere satellite, tra queste LISTE Art Fair Basel. Il ritorno in massa dei collezionisti, come si sperava, non c’è stato anche a causa delle restrizioni imposte dalla Svizzera che hanno destabilizzato e reso quasi impossibile l’arrivo di collezionisti statunitensi e asiatici. 

Non è stato così per quelli europei, che hanno invece scelto di godere appieno di tutte le proposte culturali: dalla Fondation Beyeler al Kunstmuseum, dal Museum Tinguely alla Kunsthalle.

A rendere il tutto più semplice ci ha pensato il Covid Certification Center, posizionato nella centrale Messeplatz, che ha permesso a tutti i visitatori – VIP e non – di ritirare un braccialetto valido per l’accesso unico alle fiere, ai musei e persino a bar, hotel e ristoranti.

Favorevole il cambio di location per Liste Art Fair Basel guidata da Joanna Kamm che – a causa della pandemia e per attuare i protocolli di salute e sicurezza – si è ritrovata per la prima volta nel padiglione Hall 1.1 di Messe Basel a pochissimi passi dalla grande Art Basel.

Nuova Location per LISTE Art Fair Basel – Courtesy Alessia Cuccu

Liste Art Fair, fiera satellite nata nel 1996, da oltre vent’anni aveva sede presso una location caratteristica – la Werkraum Warteck pp – un ex birrificio convertito a spazio polifunzionale che accoglie sotto lo stesso tetto progetti culturali, aziende e persone, da artigiani, artisti, architetti e designer a ristoranti, studi di danza e uffici creativi.

Ogni anno le gallerie e gli artisti hanno trovato soluzioni inedite di allestimento delle opere per quegli spazi – in alcuni casi difficili – raggiungibili attraversando stretti corridoi e salendo per ripide scalette, a volte portando il collezionista a perdersi o quasi.

Quest’anno e ancora con la premessa di promuovere l’arte giovane, il Comitato di Liste ha selezionato 81 gallerie di 33 paesi in cui oltre 100 artisti sono rappresentanti di spicco della loro generazione per gli ultimi sviluppi e tendenze dell’arte contemporanea. 

Per la prima volta ben 21 gallerie hanno esposto a Liste Art Fair Basel, all’interno di un grandissimo spazio dove la struttura allestitiva circolare ha permesso di visionare tutti i progetti presentati senza il rischio di perderne nemmeno uno.

A colpire da subito i solo project dove spicca un ritorno alla pittura: da sempre Liste si è caratterizzata per progetti innovativi certo, ma anche piuttosto sperimentali e non semplici da immaginare all’interno delle case dei collezionisti.

Quest’anno le gallerie hanno scelto di creare stand di grande impatto con giovani artisti, lasciando spazio a un audience più ampio di collezionisti.

Abbiamo selezionato i progetti più interessanti visti tra gli stand, dove a spiccare è stata la pittura, un rinnovato senso di sperimentazione e giovani artisti da tenere d’occhio:

CAPSULE (Shanghai) – Artista WANG HAIYANG

Il gallerista italiano Enrico Polato di base in Cina con la sua Capsule Gallery presenta uno stand tutto dedicato all’artista Wang Haiyang(Shandong – Cina, 1984) che affronta una nuova sfida pittorica con il progetto “Human, Beast, Ghost”. Allestimento surreale e multidimensionale dello stand creato con quelle che sembrano piastrelle rosa, riportano ai ricordi di Wang di una sauna gay, ora demolita, di Pechino. Sulle pareti spicca l’opera su tela “Untitled” (2020) dove creature apparentemente umane, bestiali e fantasmi si fondono l’una nell’altra, si accoppiano all’interno di spazi e situazioni che sembrano impensabili.

FRANCISCO FINO (Lisbona) – Artista GABRIEL ABRANTES

La galleria Francisco Fino porta in scena uno stand dai toni freddi con il progetto “Simulating Feels” e le opere più recenti dell’artista Gabriele Abrantes (USA, 1984) che ha alle spalle mostre al MAAT (Lisbona), alla TATE Britain (Londra) o al Palais de Tokyo (Parigi).

Le opere su tela di Abrantes rappresentano un mix tra computer grafica e pittura: l’artista ha utilizzato dei modelli digitali e dei programmi di computer grafica per ricreare pellice, liquidi e particelle dinamiche, portate poi su tela. I protagonisti delle opere sono nativi di ambienti virtuali: Abrantes si concentra su nuovi regimi estetici del carino, bizzarro e interessante.

CIACCIA LEVI (Parigi) – Artista ROMANE DE WATTEVILLE

La coppia di galleristi Nerina Ciaccia e Antoine Levi continua a sorprendere e a distinguersi per progetti, come la prima edizione di Palai Project a Lecce, e scelte di artisti da rappresentare. In fiera la galleria porta la giovane Romane de Watteville (Svizzera, 1993), con uno stand che permette allo spettatore di immergersi nel mondo intimo dell’artista, dove flashback compaiono negli acrilici su tela che giocano su diverse dimensioni.

Sono punti di vista frammentati, dove le composizioni trompe-l’œil trasmettono qualcosa a cavallo tra reale e immaginario.

MARIA BERNHEIM (Zurigo) – Artista SARAH SLAPPEY

La parete centrale dello stand di Maria Bernheim è affidata alla grande tela “Knotted up” di Sarah Slappey (Columbia – South Carolina, 1984).

Carnose e surreali: due termini che caratterizzano le opere di Slappey. Candidi arti affusolati si attorcigliano sulla superficie a creare movimenti sensuali, ma disturbanti, dove la delicatezza dei gesti si confonde all’amarezza delle ferite e dei piccoli rivoli di sangue che scorrono sulla pelle.

Slappey cerca di rovesciare una storia di rappresentazione femminile dominata dagli uomini, prendendo il controllo di un immaginario inventato, ma provocante e sensuale.

THE RYDER (Madrid) – Artista SAELIA APARICIO 

Lo stand presentato dalla galleria spagnola The Ryder ha una genesi più lunga, che parte da una residenza dell’artista Saelia Aparicio (Valladolid – Spagna, 1982) presso Porthmeor Studio e trova il suo momento espositivo a Liste.

Nel 2019, Aparicio ha vinto Generaciones 2019, uno dei premi più prestigiosi per artisti emergenti in Europa, ed è stata incaricata dalla Serpentine Gallery di realizzare il film “Green Shoots” per il simposio e progetto di ricerca “The Shape of a Circle in the Mind of a Fish with Plants” a Londra. A colpire è la tela “It’s quite different in the flesh” (2021).

THE BREEDER (Atene) – Artista KATLEGO TLABELA

Coloratissimo è lo stand della galleria ateniese The Breeder che presenta un allestimento collettivo, dove a catturare l’attenzione è “The Decision Makers” (2021) di Katlego Tlabela (Pretoria – South Africa, 1993).

Colori vividi e un’attenzione alla condizione umana emergono nelle opere dell’autodidatta Tlabela, che ha plasmato la sua ricerca artistica sull’esplorazione del passato e del presente, insieme ad una narrazione intrecciata alla complessa storia del Sudafrica.

OKTEM AYKUT (Istanbul) – Artista IHSAN OTUMARK

A metà tra scultura e pittura è l’allestimento proposto dalla galleria Oktem Aykut con un solo show dedicato al giovane Ihsan Otumark (Diyarbakir – TR, 1987).

Figlio di un contadino, nato nel piccolo villaggio di Gördük, l’artista ha lottato per un’istruzione adeguata in un ambiente dove ricevere un’educazione scolastica era considerata una scelta inutile, così come fare l’artista.

Gli ostacoli che ha dovuto superare, forte di una madre che lo ha sempre sostenuto fermamente, li ha superati dipingendo ciò che ha vissuto, le sue osservazioni, le emozioni, le paure, le speranze.

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LISTE Art Fair Basel 2021: 7 artisti più interessanti da tenere d’occhio.

Compie 25 anni Liste Art Fair Basel, la fiera d’arte diretta da Joanna Kamm, dedicata alle nuove generazioni di artisti e gallerie che scommettono su di loro. Ecco 7 progetti degli artisti più interessanti che abbiamo selezionato. 

Da pochi giorni si è conclusa la grande settimana dell’arte nella città di Basilea che ha visto il ritorno in presenza della grande fiera Art Basel insieme alle fiere satellite, tra queste LISTE Art Fair Basel. Il ritorno in massa dei collezionisti, come si sperava, non c’è stato anche a causa delle restrizioni imposte dalla Svizzera che hanno destabilizzato e reso quasi impossibile l’arrivo di collezionisti statunitensi e asiatici. 

Non è stato così per quelli europei, che hanno invece scelto di godere appieno di tutte le proposte culturali: dalla Fondation Beyeler al Kunstmuseum, dal Museum Tinguely alla Kunsthalle.

A rendere il tutto più semplice ci ha pensato il Covid Certification Center, posizionato nella centrale Messeplatz, che ha permesso a tutti i visitatori – VIP e non – di ritirare un braccialetto valido per l’accesso unico alle fiere, ai musei e persino a bar, hotel e ristoranti.

Favorevole il cambio di location per Liste Art Fair Basel guidata da Joanna Kamm che – a causa della pandemia e per attuare i protocolli di salute e sicurezza – si è ritrovata per la prima volta nel padiglione Hall 1.1 di Messe Basel a pochissimi passi dalla grande Art Basel.

Nuova Location per LISTE Art Fair Basel – Courtesy Alessia Cuccu

Liste Art Fair, fiera satellite nata nel 1996, da oltre vent’anni aveva sede presso una location caratteristica – la Werkraum Warteck pp – un ex birrificio convertito a spazio polifunzionale che accoglie sotto lo stesso tetto progetti culturali, aziende e persone, da artigiani, artisti, architetti e designer a ristoranti, studi di danza e uffici creativi.

Ogni anno le gallerie e gli artisti hanno trovato soluzioni inedite di allestimento delle opere per quegli spazi – in alcuni casi difficili – raggiungibili attraversando stretti corridoi e salendo per ripide scalette, a volte portando il collezionista a perdersi o quasi.

Quest’anno e ancora con la premessa di promuovere l’arte giovane, il Comitato di Liste ha selezionato 81 gallerie di 33 paesi in cui oltre 100 artisti sono rappresentanti di spicco della loro generazione per gli ultimi sviluppi e tendenze dell’arte contemporanea. 

Per la prima volta ben 21 gallerie hanno esposto a Liste Art Fair Basel, all’interno di un grandissimo spazio dove la struttura allestitiva circolare ha permesso di visionare tutti i progetti presentati senza il rischio di perderne nemmeno uno.

A colpire da subito i solo project dove spicca un ritorno alla pittura: da sempre Liste si è caratterizzata per progetti innovativi certo, ma anche piuttosto sperimentali e non semplici da immaginare all’interno delle case dei collezionisti.

Quest’anno le gallerie hanno scelto di creare stand di grande impatto con giovani artisti, lasciando spazio a un audience più ampio di collezionisti.

Abbiamo selezionato i progetti più interessanti visti tra gli stand, dove a spiccare è stata la pittura, un rinnovato senso di sperimentazione e giovani artisti da tenere d’occhio:

CAPSULE (Shanghai) – Artista WANG HAIYANG

Il gallerista italiano Enrico Polato di base in Cina con la sua Capsule Gallery presenta uno stand tutto dedicato all’artista Wang Haiyang(Shandong – Cina, 1984) che affronta una nuova sfida pittorica con il progetto “Human, Beast, Ghost”. Allestimento surreale e multidimensionale dello stand creato con quelle che sembrano piastrelle rosa, riportano ai ricordi di Wang di una sauna gay, ora demolita, di Pechino. Sulle pareti spicca l’opera su tela “Untitled” (2020) dove creature apparentemente umane, bestiali e fantasmi si fondono l’una nell’altra, si accoppiano all’interno di spazi e situazioni che sembrano impensabili.

FRANCISCO FINO (Lisbona) – Artista GABRIEL ABRANTES

La galleria Francisco Fino porta in scena uno stand dai toni freddi con il progetto “Simulating Feels” e le opere più recenti dell’artista Gabriele Abrantes (USA, 1984) che ha alle spalle mostre al MAAT (Lisbona), alla TATE Britain (Londra) o al Palais de Tokyo (Parigi).

Le opere su tela di Abrantes rappresentano un mix tra computer grafica e pittura: l’artista ha utilizzato dei modelli digitali e dei programmi di computer grafica per ricreare pellice, liquidi e particelle dinamiche, portate poi su tela. I protagonisti delle opere sono nativi di ambienti virtuali: Abrantes si concentra su nuovi regimi estetici del carino, bizzarro e interessante.

CIACCIA LEVI (Parigi) – Artista ROMANE DE WATTEVILLE

La coppia di galleristi Nerina Ciaccia e Antoine Levi continua a sorprendere e a distinguersi per progetti, come la prima edizione di Palai Project a Lecce, e scelte di artisti da rappresentare. In fiera la galleria porta la giovane Romane de Watteville (Svizzera, 1993), con uno stand che permette allo spettatore di immergersi nel mondo intimo dell’artista, dove flashback compaiono negli acrilici su tela che giocano su diverse dimensioni.

Sono punti di vista frammentati, dove le composizioni trompe-l’œil trasmettono qualcosa a cavallo tra reale e immaginario.

MARIA BERNHEIM (Zurigo) – Artista SARAH SLAPPEY

La parete centrale dello stand di Maria Bernheim è affidata alla grande tela “Knotted up” di Sarah Slappey (Columbia – South Carolina, 1984).

Carnose e surreali: due termini che caratterizzano le opere di Slappey. Candidi arti affusolati si attorcigliano sulla superficie a creare movimenti sensuali, ma disturbanti, dove la delicatezza dei gesti si confonde all’amarezza delle ferite e dei piccoli rivoli di sangue che scorrono sulla pelle.

Slappey cerca di rovesciare una storia di rappresentazione femminile dominata dagli uomini, prendendo il controllo di un immaginario inventato, ma provocante e sensuale.

THE RYDER (Madrid) – Artista SAELIA APARICIO 

Lo stand presentato dalla galleria spagnola The Ryder ha una genesi più lunga, che parte da una residenza dell’artista Saelia Aparicio (Valladolid – Spagna, 1982) presso Porthmeor Studio e trova il suo momento espositivo a Liste.

Nel 2019, Aparicio ha vinto Generaciones 2019, uno dei premi più prestigiosi per artisti emergenti in Europa, ed è stata incaricata dalla Serpentine Gallery di realizzare il film “Green Shoots” per il simposio e progetto di ricerca “The Shape of a Circle in the Mind of a Fish with Plants” a Londra. A colpire è la tela “It’s quite different in the flesh” (2021).

THE BREEDER (Atene) – Artista KATLEGO TLABELA

Coloratissimo è lo stand della galleria ateniese The Breeder che presenta un allestimento collettivo, dove a catturare l’attenzione è “The Decision Makers” (2021) di Katlego Tlabela (Pretoria – South Africa, 1993).

Colori vividi e un’attenzione alla condizione umana emergono nelle opere dell’autodidatta Tlabela, che ha plasmato la sua ricerca artistica sull’esplorazione del passato e del presente, insieme ad una narrazione intrecciata alla complessa storia del Sudafrica.

OKTEM AYKUT (Istanbul) – Artista IHSAN OTUMARK

A metà tra scultura e pittura è l’allestimento proposto dalla galleria Oktem Aykut con un solo show dedicato al giovane Ihsan Otumark (Diyarbakir – TR, 1987).

Figlio di un contadino, nato nel piccolo villaggio di Gördük, l’artista ha lottato per un’istruzione adeguata in un ambiente dove ricevere un’educazione scolastica era considerata una scelta inutile, così come fare l’artista.

Gli ostacoli che ha dovuto superare, forte di una madre che lo ha sempre sostenuto fermamente, li ha superati dipingendo ciò che ha vissuto, le sue osservazioni, le emozioni, le paure, le speranze.

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