Michele Spanghero alla Galleria Alberta Pane di Venezia. L’arte in continuo “ripensamento”

A volte capita di trovarsi nel mezzo di una discussione e non saper più come controbattere.  Si rimane quindi in silenzio, quasi frustrati, per poi trovare le parole soltanto in un secondo momento, quando ormai non sortiscono più d’effetto se non per nostra semplice consolazione. Esiste un termine francese per descrivere questa sensazione: l’esprit de l’escalier (letteralmente “spirito della scala”), termine utilizzato per la prima volta dal filosofo Denis Diderot. «Egli mi disse ironicamente: “Vedrete che quando Voltaire si rattrista alla semplice recitazione di un brano patetico e Sedaine mantiene la calma alla vista di un amico che scoppia in lacrime, Voltaire è l’uomo comune e Sedaine l’uomo di genio!”. Quest’apostrofe mi sconcerta e mi riduce al silenzio, perché l’uomo sensibile, come me, tutto concentrato su ciò che gli si dice, perde la testa e non si ritrova che in fondo alle scale.»

Michele Spanghero, ‘Nothing to Say’ and ‘Nothing to See’, 2021, Engraving on paper, wood frame, 29,7 x 42 cm each

Da questo termine prende spunto l’omonima mostra di Michele Spanghero, artista ampiamente affermato nel campo delle arti sonore che per la prima volta presenta la sua personale alla Galleria Alberta Pane a Venezia. Visitabile fino al 2 marzo 2024, L’esprit de l’escalier è una mostra incentrata sul ripensamento: non solo quello tipico del processo creativo dell’artista che passa e ripassa sulle proprie idee, ma anche quello legato alla costruzione della propria identità. E infatti il percorso di visita si apre con un’installazione sonora realizzata a partire da un’intervista inedita a Federico Fellini messa a disposizione da Cinemazero in cui il regista elenca una serie di mestieri: il pittore, lo scrittore, il giornalista e così via. Ogni professione è una finestra aperta e sospesa su un’esistenza alternativa, risultato di un potenziale ripensamento. Insieme all’audio, è esposta una fotografia realizzata con un’istantanea scaduta: un autoritratto dell’artista di cui si intravede solo una macchia, una sagoma che può ancora assumere qualsiasi forma, un embrione che può ancora essere tutto.

Michele Spanghero, ‘Halo’, 2023, Graphite and pigment on sand paper, 69,5 × 53,5 x 2 cm

Coerentemente con il concetto del ripensamento, il rapporto tra presenza e assenza è la struttura portante dell’esposizione: e infatti, fatta eccezione per l’installazione sonora all’ingresso, il suono – medium principale nella pratica dell’artista – viene meno nel resto del percorso. La rassegna si sviluppa così come un what if scenario, un “cosa sarebbe successo se…”. E quindi viene lasciato spazio alle arti visive, nonostante il suono resti presente proprio attraverso la sua mancanza: c’è un megafono “afono” (come descritto dallo stesso artista) in cemento appeso alla parete; e c’è un dipinto realizzato attraverso le vibrazioni sonore che lasciano imprimere un delicatissimo e quasi impercettibile disegno del pigmento nero sulla carta vetrata. E poi due piccole cornici che delineano due fogli bianchi, dai quali emergono attraverso l’impressione sulla carta due frasi: “nothing to say” e “nothing to see”. Infine, in linea con il tema del progetto, gli spazi della galleria continueranno ad evolvere nel corso dell’esposizione, integrando man mano nuove opere, nuovi “ripensamenti”.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Laura Cocciolillo
Laura Cocciolillo
Laura Cocciolillo (Roma, 1997), consegue la laurea triennale in Studi Storico-Artistici presso la Sapienza di Roma. Si trasferisce poi a Venezia, dove consegue la laurea magistrale in Storia delle Arti, curriculum in Arte Contemporanea. Specializzata in arte e nuove tecnologie e in estetica dei nuovi media, inizia nel 2019 la collaborazione con Artribune e The Vision (Milano), e successivamente con Kabul Magazine (Torino), come articolista freelance. Nel 2020 fonda Chiasmo Magazine, rivista indipendente e autofinanziata di Arte Contemporanea. A Venezia collabora come editor per la casa editrice e agenzia d’arte contemporanea Lightbox, per la quale segue la pubblicazione di My Art Guides durante la 59. Biennale Arte. Dal 2023 è web editor per Sky Arte.

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