Kandinsky e la sua rappresentazione dell’autunno 

Per il celebre artista russo Kandinsky i colori non sono solo pigmenti ma vere e proprie emozioni

Wassily Kandinsky, uno dei pittori più apprezzati nella storia dell’arte. Insieme a Gustav Klimt e Van Gogh, è stato in grado di unire mondi all’apparenza molto distanti tra loro. 

Musica, colori e ordine, se dovessimo scegliere 3 parole per descrivere l’arte di Kandinsky probabilmente sceglieremmo queste. La musica e l’idea di melodia appare ovunque nell’opera di Kandinsky, è la sua fonte di ispirazione principale, ma anche l’interesse verso i colori contraddistingue la sua pratica artistica.

La passione per i colori prende forma in moltissime sue opere: Le Composizioni, Improvvisazioni e Impressioni, ma in alcune opere questa spinta è più visibile rispetto ad altre. 

Courtesy Wassily Kandinsky Foundation

Fiume d’Autunno

La potenza del colore di Kandinsky emerge in uno dei suoi capolavori giovanili: Fiume d’Autunno. 

Il quadro non è datato ma si suppone che lo abbia eseguito quando era ancora uno studente dell’Accademia di Monaco, anni in cui era “costretto” a studiare i canoni della pittura classica ma già interessato alla sperimentazione cromatica che lo renderà famoso in tutto il mondo.

In quell’epoca i suoi compagni lo soprannominavano “il colorista” ed è proprio in quel periodo che dipinge uno dei paesaggi autunnali più famosi della storia dell’arte. In questo dipinto si riconosce già  il particolare uso dei colori: toni freddi, come l’azzurro del fiume o il verde del prato. Soltanto alcune piccole macchie di colore rosso richiamano ai colori caldi tipici dell’autunno. 

Courtesy Wassily Kandinsky Foundation

Il colore secondo Kandinsky ha un potere molto forte sullo spettatore, suscita sensazioni ed emozioni che entrano in stretto contatto con la nostra coscienza. Per Kandinsky il colore ha un odore, un sapore ed un suono: il rosso per esempio è capace di risvegliare l’emozione del dolore, mentre il giallo porta con sé una follia irrazionale e cieca. L’azzurro e il blu sono i colori della distanza, ed essendo freddi provocano indifferenza, mentre il verde fa annoiare.

Questo ci fa capire come Kandinsky non veda il colore solo come mezzo per i suoi dipinti, ma come vero e proprio medium per veicolare e far emergere le emozioni più nascoste dentro ognuno di noi.

Cover Photo Credits: Courtesy Wassily Kandinsky Foundation

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Andrea Rocchietti
Andrea Rocchietti
Laureato in Didattica dell’arte a Torino, si specializza con un master in economia e management per l’arte e da qualche anno segue con particolare interesse il fenomeno degli NFT. Ha lavorato come intern copywriter ad Artissima 2019 per conto de “La Stampa”, con la realizzazione di diversi articoli e report durante la fiera. Collabora come copywriter con diversi blog culturali e finanziari con particolare focus su temi di attualità, economia e arte, inoltre realizza come freelancer progetti grafici sia digitali che analogici.

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