James Collins in mostra alla galleria bolognese CAR DRDE

James Collins – “Occultation”

La serie di lavori della mostra “Occultation” del giovane artista inglese metteno in discussione il confine tra pittura e scultura. 

La galleria bolognese CAR DRDE annuncia fino all’11 settembre “Occultation”, mostra che presenta una serie di nuovi lavori del giovane artista inglese James Collins alla sua prima personale in Italia, accompagnata da un testo critico di Emanuela Zanon

Il linguaggio espressivo dell’artista esplora e mette in discussione il confine tra pittura e scultura.

I suoi lavori nascono dalla sovrapposizione di molteplici strati di pittura a olio che creano una superficie frastagliata e ruvida, caratterizzata da un pronunciato aggetto verso la terza dimensione. Il colore nero intenso che accomuna le opere in mostra ricorda il catrame, o ancor di più, il terreno fangoso del sottobosco, da cui emergono tracce apparentemente fortuite, simili a solchi o altri pattern di genesi naturale. 

Collins modella in questa pasta cromatica densa e materica complesse composizioni di segni, interpretabili come mappe o simboli di un misterioso linguaggio non ancora codificato. 

Sulla tela il rigore geometrico e il controllo del gesto pittorico arginano gli affioramenti selvaggi di una pittura che, se a prima vista potrebbe richiamare alla mente l’istintività dell’Art Brut, è invece il risultato di un’attenta osservazione dei comportamenti della materia.

Cover Photo Credits: Dettaglio mostra Occultation

- Artuu crede in -

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La serie di lavori della mostra “Occultation” del giovane artista inglese metteno in discussione il confine tra pittura e scultura. 

La galleria bolognese CAR DRDE annuncia fino all’11 settembre “Occultation”, mostra che presenta una serie di nuovi lavori del giovane artista inglese James Collins alla sua prima personale in Italia, accompagnata da un testo critico di Emanuela Zanon

Il linguaggio espressivo dell’artista esplora e mette in discussione il confine tra pittura e scultura.

I suoi lavori nascono dalla sovrapposizione di molteplici strati di pittura a olio che creano una superficie frastagliata e ruvida, caratterizzata da un pronunciato aggetto verso la terza dimensione. Il colore nero intenso che accomuna le opere in mostra ricorda il catrame, o ancor di più, il terreno fangoso del sottobosco, da cui emergono tracce apparentemente fortuite, simili a solchi o altri pattern di genesi naturale. 

Collins modella in questa pasta cromatica densa e materica complesse composizioni di segni, interpretabili come mappe o simboli di un misterioso linguaggio non ancora codificato. 

Sulla tela il rigore geometrico e il controllo del gesto pittorico arginano gli affioramenti selvaggi di una pittura che, se a prima vista potrebbe richiamare alla mente l’istintività dell’Art Brut, è invece il risultato di un’attenta osservazione dei comportamenti della materia.

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I suoi lavori nascono dalla sovrapposizione di molteplici strati di pittura a olio che creano una superficie frastagliata e ruvida, caratterizzata da un pronunciato aggetto verso la terza dimensione. Il colore nero intenso che accomuna le opere in mostra ricorda il catrame, o ancor di più, il terreno fangoso del sottobosco, da cui emergono tracce apparentemente fortuite, simili a solchi o altri pattern di genesi naturale. 

Collins modella in questa pasta cromatica densa e materica complesse composizioni di segni, interpretabili come mappe o simboli di un misterioso linguaggio non ancora codificato. 

Sulla tela il rigore geometrico e il controllo del gesto pittorico arginano gli affioramenti selvaggi di una pittura che, se a prima vista potrebbe richiamare alla mente l’istintività dell’Art Brut, è invece il risultato di un’attenta osservazione dei comportamenti della materia.

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