Il MoMA è il museo più seguito al mondo sui social media

Rob Baker, il direttore del marketing e della strategia creativa del Museum of Modern Art, condivide i segreti del successo su Instagram del MoMa.


Per il secondo anno consecutivo, il Museum of Modern Art (MoMA) di New York è risultato il museo più seguito sui social secondo l’indagine condotta da The Art Newspaper sui musei più seguiti sui social media . Dopo aver ottenuto oltre 600.000 follower nell’ultimo anno, il MoMA ha ora più di 13 milioni di persone che seguono i suoi account, di cui quasi 5,5 milioni su Instagram. 

Ok, il MoMa è pur sempre IL MoMa” quindi potrebbe sembrare un gioco da ragazzi per il museo essere tanto amato e seguito sui social. In realtà, come spiega il direttore del marketing e della strategia creativa del MoMA, Rob Baker, non basta essere uno dei musei più celebri al mondo per avere successo sui social.

Tutto dipende dalla strategia, dalla visione e…il tempismo!

Il MoMa infatti è molto attento ai trend della comunicazione digitale e veloce ad approdare per primo sulle nuove piattaforme, dove costruisce la maggior parte del suo seguito proprio nelle fasi iniziali del processo. La presenza su una rete capillare di piattaforme permette infatti al museo di comunicare attraverso diversi canali a diversi target, aumentando così il traffico e la visualizzazione dei contenuti.


Essere i primi e onnipresenti su qualsiasi canale e piattaforma social però non è ancora sufficiente per una strategia davvero vincente. Qual è il segreto quindi?

I contenuti, o meglio, la capacità dei contenuti di offrire “valore aggiunto”

“Quando pensiamo a una qualsiasi delle nostre piattaforme di social media, pensiamo sempre al motivo per cui il MoMA è lì” questo è il segreto della strategia social del MoMa.

E come si “aggiunge valore”? Condividendo contenuti non solo buoni e di qualità ma che abbiano la capacità di attirare le persone. Il successo non sta solo nei likes ma nel coinvolgimento e nell’interazione che nasce attraverso i commenti, le condivisioni e i messaggi privati. Per far questo è necessario creare contenuti in sintonia tra loro, capaci di rispecchiare i gusti, i desideri e le esigenze delle persone a cui sono rivolti.

Inoltre ogni singolo contenuto deve relazionarsi in modo consapevole anche con il mondo esterno, quindi la società e l’epoca storica in cui il museo si trova ad esistere e operare. Sfruttare queste reti è fondamentale per ottenere l’attenzione e l’interesse del pubblico che si sente sempre più chiamato in causa per dire la sua e contribuire al dibattito culturale e sociale in modo autentico. 

 


Un semplice esempio è stato il giorno delle elezioni negli Stati Uniti dell’anno scorso: il MoMa ha pubblicato un piccolo video di presentazione delle Ninfee di Monet (1914-26), una delle sue principali attrazioni. L’intento è stato condividere un momento di calma e tranquillità dopo un momento molto teso.

Un altro esempio è stato all’inizio del lockdown. Il MoMa voleva in qualche modo sostenere e divertire le persone chiuse in case e nel panico a causa della pandemia. Per questo, con un team di curatori cinematografici, il museo ha realizzato contenuti per fornire consigli sui film da guardare a casa e offerto suggerimenti per far disegnare i bambini.

Attraverso la consapevolezza di dove si trovano le persone, di cosa fanno, cosa provano e cosa vogliono si ottiene una strategia vincente, parola del MoMa!

Photo Credits: Vincent Van Gogh, “La Notte Stellata”. Courtesy MoMa – Museum Of Modern Art (New York)

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Valentina Piuma
Valentina Piuma
Arte e Scrittura sono le passioni di Valentina, che ha saputo trasformare in una professione. Dopo aver studiato Management per i Beni Culturali si è specializzata nella Comunicazione digitale: oggi è Copywriter e Digital Strategist Culturale.

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