Bill Viola: tutto quello che c’è da sapere sulle opere del videoartista

Il suo lavoro si concentra sugli aspetti universali della vita, rifacendosi in parte alle tradizioni spirituali occidentali e orientali.

Bill Viola è l’artista che ha creato coinvolgenti installazioni, performance di musica elettronica, lavori per la televisione e video straordinari presenti nelle migliori collezioni dei musei di tutto il mondo.

La pratica della videoarte è nel destino di Bill Viola, ora in mostra a Palermo per “Purification” [From Bill Viola to the Palatine Chapel], dove è possibile scoprire tutto quello che c’è da sapere sulle opere del videoartista.

Bill Viola

CHI È BILL VIOLA

Nasce nel 1951 a New York, in una famiglia di origini italo-americane. Nel 1973 si laurea in Experimental Studies, un corso pilota dedicato alle nuove tecnologie elettroniche, presso la Syracuse University. Terminati gli studi, lavora come tecnico video all’Everson Museum, presso la stessa università, collaborando all’allestimento delle prime mostre interamente dedicate al video e ai suoi pionieri. 

Le opere degli esordi, nella prima metà degli anni Settanta, ricercano la definizione delle possibilità del mezzo elettronico: particolari proprietà visive o acustiche sono il soggetto dei primi nastri, realizzati registrando e osservando il mondo reale e successivamente sottoponendo le immagini a elaborazioni e montaggi. 

A quegli anni risalgono anche numerosi viaggi all’estero lontano dagli Stati Uniti tra cui Firenze, dove ha modo di ammirare le opere dei grandi maestri dell’arte rinascimentale.

A Parigi espone nel 1975 alla Biennale dei Giovani e a Melbourne, in Australia, città dove conosce Kira Petrov, all’epoca direttrice artistica de La Troube University e in seguito sua compagna di vita, curatrice delle sue mostre e direttrice del Bill Viola Studio di Los Angeles, in California. 

EMERGENCE

LE VIDEO INSTALLAZIONI NEI MUSEI

Dopo un periodo di residenza in Giappone, le opere di Viola iniziano ad essere esposte in molti musei del mondo: l’artista raggiunge così la fama, ricevendo premi e riconoscimenti a livello internazionale e continuando a creare un’ ingente quantità di opere nel corso degli anni.

Negli anni ’80 Bill Viola decide di abbandonare la sua visione strutturalista dell’arte per avvicinarsi ad uno stile più visionario. È proprio in questo periodo che riscopre l’utilizzo della pellicola in bianco e nero, che servirà, inoltre, per la realizzazione della sua più grande esposizione personale all’interno di un museo: il MoMA di New York. 

TRA PELLICOLA IN BIANCO/NERO E MISTICISMO ORIENTALE

In questi anni l’artista sviluppa le proprie opere nella forma di video installazioni a molteplici canali, concepite per avvolgere gli osservatori con composizioni e suoni la cui non-linearità rappresenta le infinite possibilità della psiche e dell’animo umano. Immagini archetipe, processi di nascita, crescita, morte sono alcuni dei temi ricorrenti, come anche la fede. 

Cresciuto in ambito cristiano, Viola dapprima si è avvicinato al misticismo orientale, per tornare poi nelle opere prodotte dalla metà degli anni Novanta ad esplorare l’iconografia cristiana, con particolare attenzione a quella medievale, rinascimentale e manierista in un continuo dialogo con le pale d’altare, i polittici, le predelle e le pitture votive dei pittori antichi. Al 1995 risale una delle sue opere più iconiche, forse la più celebre di tutta la sua produzione: “The Greeting”, una video installazione direttamente ispirata alla “Visitazione” del grande maestro fiorentino Pontormo. Le due opere sono state spesso messe a confronto l’una con l’altra, come è accaduto anche nel 2017 durante la mostra di Palazzo Strozzi a Firenze“Bill Viola. Rinascimento Elettronico”.

A partire da fine millennio le installazioni di Viola diventano via via sempre più complesse, implicando anche l’utilizzo di attori appositamente scritturati, un’ampia troupe di proporzioni cinematografiche di cui lo stesso artista è anche direttore tecnico e di set di grandi dimensioni. 

Viola si avvicina anche all’uso delle nuove tecnologie: le immagini a larga scala vengono proiettate su schermi al plasma oppure LCD accompagnate da musica, effetti sonori ed elaborazioni al computer, oramai sempre più parte integrante delle opere. 

LA MOSTRA DI BILL VIOLA A PALERMO

Questo accade anche nell’ultima mostra dell’artista, visibile fino al 28 febbraio 2022 a Palazzo Reale di Palermo, presso le Sale Duca di Montalto: “Purification” [From Bill Viola to the Palatine Chapel] è il progetto presentato dall’artista americano nella città siciliana che come tema il martirio e l’ascensione presentati in cinque opere video. 

Tristan’s Ascension e Air Martyr, Earth Martyr, Fire Martyr e Water Martyr sono allestite in un contesto suggestivo, poste in relazione con una selezione di opere e reperti e collegate tra loro dal tema dell’acqua, concepito in vari contesti cronologici e culturali, per una grande installazione buia, spezzata da lame di luce.

Cover Photo Credits: Bill Viola – Tempest Study for the Raft, 2005

- Artuu crede in -

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Il suo lavoro si concentra sugli aspetti universali della vita, rifacendosi in parte alle tradizioni spirituali occidentali e orientali.

Bill Viola è l’artista che ha creato coinvolgenti installazioni, performance di musica elettronica, lavori per la televisione e video straordinari presenti nelle migliori collezioni dei musei di tutto il mondo.

La pratica della videoarte è nel destino di Bill Viola, ora in mostra a Palermo per “Purification” [From Bill Viola to the Palatine Chapel], dove è possibile scoprire tutto quello che c’è da sapere sulle opere del videoartista.

Bill Viola

CHI È BILL VIOLA

Nasce nel 1951 a New York, in una famiglia di origini italo-americane. Nel 1973 si laurea in Experimental Studies, un corso pilota dedicato alle nuove tecnologie elettroniche, presso la Syracuse University. Terminati gli studi, lavora come tecnico video all’Everson Museum, presso la stessa università, collaborando all’allestimento delle prime mostre interamente dedicate al video e ai suoi pionieri. 

Le opere degli esordi, nella prima metà degli anni Settanta, ricercano la definizione delle possibilità del mezzo elettronico: particolari proprietà visive o acustiche sono il soggetto dei primi nastri, realizzati registrando e osservando il mondo reale e successivamente sottoponendo le immagini a elaborazioni e montaggi. 

A quegli anni risalgono anche numerosi viaggi all’estero lontano dagli Stati Uniti tra cui Firenze, dove ha modo di ammirare le opere dei grandi maestri dell’arte rinascimentale.

A Parigi espone nel 1975 alla Biennale dei Giovani e a Melbourne, in Australia, città dove conosce Kira Petrov, all’epoca direttrice artistica de La Troube University e in seguito sua compagna di vita, curatrice delle sue mostre e direttrice del Bill Viola Studio di Los Angeles, in California. 

EMERGENCE

LE VIDEO INSTALLAZIONI NEI MUSEI

Dopo un periodo di residenza in Giappone, le opere di Viola iniziano ad essere esposte in molti musei del mondo: l’artista raggiunge così la fama, ricevendo premi e riconoscimenti a livello internazionale e continuando a creare un’ ingente quantità di opere nel corso degli anni.

Negli anni ’80 Bill Viola decide di abbandonare la sua visione strutturalista dell’arte per avvicinarsi ad uno stile più visionario. È proprio in questo periodo che riscopre l’utilizzo della pellicola in bianco e nero, che servirà, inoltre, per la realizzazione della sua più grande esposizione personale all’interno di un museo: il MoMA di New York. 

TRA PELLICOLA IN BIANCO/NERO E MISTICISMO ORIENTALE

In questi anni l’artista sviluppa le proprie opere nella forma di video installazioni a molteplici canali, concepite per avvolgere gli osservatori con composizioni e suoni la cui non-linearità rappresenta le infinite possibilità della psiche e dell’animo umano. Immagini archetipe, processi di nascita, crescita, morte sono alcuni dei temi ricorrenti, come anche la fede. 

Cresciuto in ambito cristiano, Viola dapprima si è avvicinato al misticismo orientale, per tornare poi nelle opere prodotte dalla metà degli anni Novanta ad esplorare l’iconografia cristiana, con particolare attenzione a quella medievale, rinascimentale e manierista in un continuo dialogo con le pale d’altare, i polittici, le predelle e le pitture votive dei pittori antichi. Al 1995 risale una delle sue opere più iconiche, forse la più celebre di tutta la sua produzione: “The Greeting”, una video installazione direttamente ispirata alla “Visitazione” del grande maestro fiorentino Pontormo. Le due opere sono state spesso messe a confronto l’una con l’altra, come è accaduto anche nel 2017 durante la mostra di Palazzo Strozzi a Firenze“Bill Viola. Rinascimento Elettronico”.

A partire da fine millennio le installazioni di Viola diventano via via sempre più complesse, implicando anche l’utilizzo di attori appositamente scritturati, un’ampia troupe di proporzioni cinematografiche di cui lo stesso artista è anche direttore tecnico e di set di grandi dimensioni. 

Viola si avvicina anche all’uso delle nuove tecnologie: le immagini a larga scala vengono proiettate su schermi al plasma oppure LCD accompagnate da musica, effetti sonori ed elaborazioni al computer, oramai sempre più parte integrante delle opere. 

LA MOSTRA DI BILL VIOLA A PALERMO

Questo accade anche nell’ultima mostra dell’artista, visibile fino al 28 febbraio 2022 a Palazzo Reale di Palermo, presso le Sale Duca di Montalto: “Purification” [From Bill Viola to the Palatine Chapel] è il progetto presentato dall’artista americano nella città siciliana che come tema il martirio e l’ascensione presentati in cinque opere video. 

Tristan’s Ascension e Air Martyr, Earth Martyr, Fire Martyr e Water Martyr sono allestite in un contesto suggestivo, poste in relazione con una selezione di opere e reperti e collegate tra loro dal tema dell’acqua, concepito in vari contesti cronologici e culturali, per una grande installazione buia, spezzata da lame di luce.

Cover Photo Credits: Bill Viola – Tempest Study for the Raft, 2005

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Il suo lavoro si concentra sugli aspetti universali della vita, rifacendosi in parte alle tradizioni spirituali occidentali e orientali.

Bill Viola è l’artista che ha creato coinvolgenti installazioni, performance di musica elettronica, lavori per la televisione e video straordinari presenti nelle migliori collezioni dei musei di tutto il mondo.

La pratica della videoarte è nel destino di Bill Viola, ora in mostra a Palermo per “Purification” [From Bill Viola to the Palatine Chapel], dove è possibile scoprire tutto quello che c’è da sapere sulle opere del videoartista.

Bill Viola

CHI È BILL VIOLA

Nasce nel 1951 a New York, in una famiglia di origini italo-americane. Nel 1973 si laurea in Experimental Studies, un corso pilota dedicato alle nuove tecnologie elettroniche, presso la Syracuse University. Terminati gli studi, lavora come tecnico video all’Everson Museum, presso la stessa università, collaborando all’allestimento delle prime mostre interamente dedicate al video e ai suoi pionieri. 

Le opere degli esordi, nella prima metà degli anni Settanta, ricercano la definizione delle possibilità del mezzo elettronico: particolari proprietà visive o acustiche sono il soggetto dei primi nastri, realizzati registrando e osservando il mondo reale e successivamente sottoponendo le immagini a elaborazioni e montaggi. 

A quegli anni risalgono anche numerosi viaggi all’estero lontano dagli Stati Uniti tra cui Firenze, dove ha modo di ammirare le opere dei grandi maestri dell’arte rinascimentale.

A Parigi espone nel 1975 alla Biennale dei Giovani e a Melbourne, in Australia, città dove conosce Kira Petrov, all’epoca direttrice artistica de La Troube University e in seguito sua compagna di vita, curatrice delle sue mostre e direttrice del Bill Viola Studio di Los Angeles, in California. 

EMERGENCE

LE VIDEO INSTALLAZIONI NEI MUSEI

Dopo un periodo di residenza in Giappone, le opere di Viola iniziano ad essere esposte in molti musei del mondo: l’artista raggiunge così la fama, ricevendo premi e riconoscimenti a livello internazionale e continuando a creare un’ ingente quantità di opere nel corso degli anni.

Negli anni ’80 Bill Viola decide di abbandonare la sua visione strutturalista dell’arte per avvicinarsi ad uno stile più visionario. È proprio in questo periodo che riscopre l’utilizzo della pellicola in bianco e nero, che servirà, inoltre, per la realizzazione della sua più grande esposizione personale all’interno di un museo: il MoMA di New York. 

TRA PELLICOLA IN BIANCO/NERO E MISTICISMO ORIENTALE

In questi anni l’artista sviluppa le proprie opere nella forma di video installazioni a molteplici canali, concepite per avvolgere gli osservatori con composizioni e suoni la cui non-linearità rappresenta le infinite possibilità della psiche e dell’animo umano. Immagini archetipe, processi di nascita, crescita, morte sono alcuni dei temi ricorrenti, come anche la fede. 

Cresciuto in ambito cristiano, Viola dapprima si è avvicinato al misticismo orientale, per tornare poi nelle opere prodotte dalla metà degli anni Novanta ad esplorare l’iconografia cristiana, con particolare attenzione a quella medievale, rinascimentale e manierista in un continuo dialogo con le pale d’altare, i polittici, le predelle e le pitture votive dei pittori antichi. Al 1995 risale una delle sue opere più iconiche, forse la più celebre di tutta la sua produzione: “The Greeting”, una video installazione direttamente ispirata alla “Visitazione” del grande maestro fiorentino Pontormo. Le due opere sono state spesso messe a confronto l’una con l’altra, come è accaduto anche nel 2017 durante la mostra di Palazzo Strozzi a Firenze“Bill Viola. Rinascimento Elettronico”.

A partire da fine millennio le installazioni di Viola diventano via via sempre più complesse, implicando anche l’utilizzo di attori appositamente scritturati, un’ampia troupe di proporzioni cinematografiche di cui lo stesso artista è anche direttore tecnico e di set di grandi dimensioni. 

Viola si avvicina anche all’uso delle nuove tecnologie: le immagini a larga scala vengono proiettate su schermi al plasma oppure LCD accompagnate da musica, effetti sonori ed elaborazioni al computer, oramai sempre più parte integrante delle opere. 

LA MOSTRA DI BILL VIOLA A PALERMO

Questo accade anche nell’ultima mostra dell’artista, visibile fino al 28 febbraio 2022 a Palazzo Reale di Palermo, presso le Sale Duca di Montalto: “Purification” [From Bill Viola to the Palatine Chapel] è il progetto presentato dall’artista americano nella città siciliana che come tema il martirio e l’ascensione presentati in cinque opere video. 

Tristan’s Ascension e Air Martyr, Earth Martyr, Fire Martyr e Water Martyr sono allestite in un contesto suggestivo, poste in relazione con una selezione di opere e reperti e collegate tra loro dal tema dell’acqua, concepito in vari contesti cronologici e culturali, per una grande installazione buia, spezzata da lame di luce.

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