Lecco, un disegno di Michelangelo a Palazzo delle Paure

Nel groviglio di quelli che sono stati gli itinerari michelangioleschi sicuramente non figura Lecco, ridente cittadina lombarda di lago che, nonostante questa distanza dal maestro fiorentino, presenta fino al 3 marzo 2024 un interessantissimo percorso espositivo, intitolato “Il segreto del padre – Il segno di Michelangelo“.

Una audace lettura della figura del Padre all’interno del concetto di Natale si snoda attraverso quattro veri e propri capolavori che trovano il loro perno fondamentale del disegno proveniente proprio da Casa Buonarroti e raffigurante il Sacrificio d’Isacco, iconografia che lega anche le altre tre opere selezionate dai curatori: le due formelle (copie in bronzo) di identico soggetto del Brunelleschi e del Ghiberti e il vero e proprio masterwork di quel grande pittore che è Giuseppe Vermiglio.

Michelangelo, Sacrifificio d’Isacco, Firenze, Museo di Casa Buonarrot, 70F, recto.

Il focus posto su questo soggetto ci invita a riflettere in maniera decisa sulla figura del padre partendo proprio dal tema del Natale visto come sublimazione della maternità e della nascita come fatto spirituale.

In questo percorso la capacità curatoriale ha voluto ribaltare il punto di vista creando un collegamento immediato tra Abramo, padre che è disposto a sacrificare il figlio Isacco su comando dell’Altissimo, e Dio che invece immola il figlio per la salvezza dell’intera umanità, compiendo cosi quel sacrificio che sarà la chiave di volta nella lettura della figura di Cristo, suo figlio.

L’altissimo tenore delle poche opere selezionate parte in ordine cronologico con le formelle di medesimo soggetto che hanno visto impegnati nella realizzazione proprio quei due grandi campioni toscani di cui sopra e che, realizzate all’alba del XV secolo, furono sena dubbio una fonte di ispirazione primaria per il giovane Michelangelo che ebbe certamente l’opportunità di vederle dal vivo.

L’impressione destata da questi due gioielli nella mente del giovane Buonarroti fu di portata devastante tanto da rimanere dei modelli talmente fissi da essere ripresi nel foglio che rappresenta il centro della mostra.

Filippo Brunelleschi, Sacrificio di Isacco,Sacrificio di Isacco, 1401, Firenze, Museo Nazionale del Bargello
(© Foto Antonio Quattrone).

A matita nera, su questo foglio esposto per la seconda volta al pubblico dopo il restauro del 2017, realizza un recto/verso di deflagrante potenza.

Il tratto è certo e senza esitazioni, come evidenzia già il mitologico Bernanrd Berenson che da subito attribuisce il foglio a Michelangelo definendolo “One of the most interesting of Michelangelo’s mature sketches” (uno dei più interessanti schizzi della fase matura di Michelangelo, ndr), e contiene in se quella forza dirompente che è collocabile alla metà degli anni trenta del Cinquecento.

L’iconografia deve aver rappresentato un chiodo fisso per il nostro Buonarroti, tanto da essere ripetuto con un tratto decisamente più light al verso del foglio, mantenendo comunque un tenore altissimo e proponendo un risultato di assoluto avanguardismo.

Lorenzo Ghiberti, Sacrificio di Isacco, 1401, Firenze, Museo Nazionale del Bargello (Foto Antonio Quattrone).

L’opera deve probabilmente inserirsi in una serie di studi che il fiorentino aveva pensato per le tombe, mai realizzate, dei papi medicei Leone X e Clemente VII destinate al coro della basilica di San Lorenzo.

Accanto a questo mirabile lavoro di grafica michelangiolesca si pone un dipinto di un grande interprete della maniera caravaggesca, già identificato da Roberto Longhi come uno dei pittori più aderenti a questa “schola nova” e stiamo ovviamente parlando di Giuseppe Vermiglio.

Il suo Sacrificio di Isacco, proveniente dalla collezione Gastaldi Rotelli, racchiude chiaramente il decalogo completo della cosiddetta manfrediana methodus esponendo al meglio l’impressione che deve aver destato il sacrificio del Merisi, attualmente agli Uffizi.

Certamente possiamo affermare che tra tutti i discepoli di una scuola inesistente, quale era quella di Caravaggio, Vermiglio appare essere il più smaltato e senza dubbio uno dei più guizzanti.

Giuseppe Vermiglio, Sacrificio di Isacco, Collezione Gastaldi Rotelli.

Mai banale, mai statico, il pittore di origini piemontesi chiude con questo suo chef d’oeuvre un percorso che abbiamo trovato audace e filologicamente innovativo e che accende una luce nuova ed importante sulla proposta espositiva della città lombarda che con l’iniziativa “Capolavoro per Lecco” ha saputo portare all’attenzione del grande pubblico, dal 2019 ad oggi, autori come Tintoretto con la strepitosa  Annunciazione del doge Grimani, Lorenzo Lotto con la sua Madonna con bambino tra i santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria fino alla mitica Adorazione dei pastori di Giovan Battista Moroni.

Un lavoro ben fatto!

Informazioni

Sede: Palazzo delle Paure – Piazza XX Settembre, 22  (LC)
Orari: martedì 10.00 – 14.00 | da mercoledì a domenica 10.00 – 18.00. Chiuso tutti i lunedì, Natale, Pasqua, 1° maggio
Ingresso: 2 €
Gratuità: disabile e un accompagnatore, giornalisti con tessera in corso di validità, guide turistiche abilitate, bambini fino ai 5 anni, soci ICOM muniti di tessera in corso di validità, soci Abbonamento Musei Lombardia muniti di tessera in corso di validità, un accompagnatorie di gruppi ogni 15 persone, docenti delle scuole di Lecco di ogni ordine e grado.

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