L’artista Omar Hassan presenta la collaborazione con il rapper italiano Mondo Marcio

Intervista all’artista Omar Hassan, che racconta la collaborazione con Mondo Marcio e il profondo rapporto tra Arte e Musica.

C’è stato un momento in cui tutto si è fermato, il mondo si è fermato, ormai più di un anno fa. Rimanere chiusi nelle nostre case, attendere pazienti che tutto passasse in pochissimi mesi, è stata la migliore soluzione: l’attesa.

Eppure per il giovane artista Omar Hassan, classe 1987, il Tempo ha tutto un altro significato.

Tracciare il Tempo attraverso la Pittura. Questo è quello che Omar riesce a far esplodere nella sua ricerca: pura energia di contrasto tra i pugni scagliati con i guantoni da pugile intrisi di pittura su una tela bianca che subisce e restituisce.

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Omar Hassan (@omarhassanarte)

Come nella serie “Breaking Throught” dove la boxe, la Nobile Arte viene celebrata in 121 grandi tele (cm 180 x 200), tutti pezzi unici: 121 sono il numero di round disputati dall’artista durante la sua breve carriera pugilistica.

Hassan, con una carriera da pugile professionista interrotta a soli 19 anni, ha dedicato tutto se stesso all’arte, si diploma presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera Milano nel corso di Pittura tenuto da Alberto Garutti, grande esponente dell’arte contemporanea italiana.

Da quel momento tutto cambia, il gesto pittorico assume un nuovo significato, insieme al tempo.

Durante il lockdown, siamo riusciti a superare una fase così delicata e instabile della nostra vita, non solo grazie alla forza di sopravvivenza insita nell’essere umano, ma anche e soprattutto grazie alla Creatività che ci circonda: Arte, Cinema, Musica, Scrittura o Letteratura. 

Impossibile farne a meno, impossibile anche per Omar Hassan.

In questa intervista Omar Hassan presenta l’ultima collaborazione con il rapper italiano Mondo Marcio, e si prepara all’uscita del suo primo libro di racconti e disegni il 17 giugno intitolato  “Per le strade” edito da Baldini + Castoldi.  

Mi ha molto colpito la tua ultima performance “DOUBLE” con il rapper Mondo Marcio e prima di questa, quella con Sfera Ebbasta, sancita anche da un messaggio molto forte per il mondo dell’Arte e della Cultura: “In un momento storico così, sfidiamo chiunque a passare un lockdown senza un album da ascoltare o un quadro da guardare”.

La collaborazione con Sfera è nata molto spontaneamente, da una vera necessità l’uno dell’arte dell’altro: io di ascoltare musica nuova e lui di vedere colore alle pareti in un momento assurdo come quello della pandemia che ci ha visto come prigionieri di noi stessi. 

Con Mondo Marcio il tutto nasce da una vera stima e profondo rispetto reciproco come artisti, che ci ha legato ancor prima di diventare poi amici. 

Per me è stato un onore quando uno dei miei miti mi ha chiesto di intervenire definitivamente sui pezzi della storia della sua musica con la mia arte!! Pazzesco!!! Ho accettato subito con entusiasmo!!

Era giusto documentare due gesti così importanti.

Proprio la collaborazione con Mondo Marcio è stata presentata da te come “l’incontro per creare qualcosa di unico che resti nel TEMPO”. Ecco, proprio il TEMPO ha sempre avuto un valore molto importante per te e per la tua arte. Oggi, che stiamo affrontando una sfida difficilissima, che significato ha per te – come uomo e come artista – il tempo?

Il tempo è il vero protagonista di tutta la mia ricerca, che non è altro che un tentativo di tracciare il tempo attraverso i miei gesti pittorici. 

siamo qui fondamentalmente ad occupare il tempo, una costante che non si vede ma si percepisce. 

Tracciare la ripetizione dei gesti nel tempo e del tempo nei gesti è ciò che mi pongo come obiettivo da artista; come uomo cerco di occuparlo da artista.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e novità?
Ho una super novità che spero di annunciare a breve, ma per scaramanzia ancora non mi pronuncio!! Invece sto lavorando alla mia prossima mostra personale “Breaking Through Black Berlin” che sarà a Berlino il 6 settembre presso la Luisa Catucci Gallery per poi sperare di tornare a Miami per Art Basel, COVID permettendo.

Cover Photo Credits: L’artista Omar Hassan. Courtesy Riccardo Morvillo

- Artuu crede in -

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Intervista all’artista Omar Hassan, che racconta la collaborazione con Mondo Marcio e il profondo rapporto tra Arte e Musica.

C’è stato un momento in cui tutto si è fermato, il mondo si è fermato, ormai più di un anno fa. Rimanere chiusi nelle nostre case, attendere pazienti che tutto passasse in pochissimi mesi, è stata la migliore soluzione: l’attesa.

Eppure per il giovane artista Omar Hassan, classe 1987, il Tempo ha tutto un altro significato.

Tracciare il Tempo attraverso la Pittura. Questo è quello che Omar riesce a far esplodere nella sua ricerca: pura energia di contrasto tra i pugni scagliati con i guantoni da pugile intrisi di pittura su una tela bianca che subisce e restituisce.

 
 
 
 
 
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Come nella serie “Breaking Throught” dove la boxe, la Nobile Arte viene celebrata in 121 grandi tele (cm 180 x 200), tutti pezzi unici: 121 sono il numero di round disputati dall’artista durante la sua breve carriera pugilistica.

Hassan, con una carriera da pugile professionista interrotta a soli 19 anni, ha dedicato tutto se stesso all’arte, si diploma presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera Milano nel corso di Pittura tenuto da Alberto Garutti, grande esponente dell’arte contemporanea italiana.

Da quel momento tutto cambia, il gesto pittorico assume un nuovo significato, insieme al tempo.

Durante il lockdown, siamo riusciti a superare una fase così delicata e instabile della nostra vita, non solo grazie alla forza di sopravvivenza insita nell’essere umano, ma anche e soprattutto grazie alla Creatività che ci circonda: Arte, Cinema, Musica, Scrittura o Letteratura. 

Impossibile farne a meno, impossibile anche per Omar Hassan.

In questa intervista Omar Hassan presenta l’ultima collaborazione con il rapper italiano Mondo Marcio, e si prepara all’uscita del suo primo libro di racconti e disegni il 17 giugno intitolato  “Per le strade” edito da Baldini + Castoldi.  

Mi ha molto colpito la tua ultima performance “DOUBLE” con il rapper Mondo Marcio e prima di questa, quella con Sfera Ebbasta, sancita anche da un messaggio molto forte per il mondo dell’Arte e della Cultura: “In un momento storico così, sfidiamo chiunque a passare un lockdown senza un album da ascoltare o un quadro da guardare”.

La collaborazione con Sfera è nata molto spontaneamente, da una vera necessità l’uno dell’arte dell’altro: io di ascoltare musica nuova e lui di vedere colore alle pareti in un momento assurdo come quello della pandemia che ci ha visto come prigionieri di noi stessi. 

Con Mondo Marcio il tutto nasce da una vera stima e profondo rispetto reciproco come artisti, che ci ha legato ancor prima di diventare poi amici. 

Per me è stato un onore quando uno dei miei miti mi ha chiesto di intervenire definitivamente sui pezzi della storia della sua musica con la mia arte!! Pazzesco!!! Ho accettato subito con entusiasmo!!

Era giusto documentare due gesti così importanti.

Proprio la collaborazione con Mondo Marcio è stata presentata da te come “l’incontro per creare qualcosa di unico che resti nel TEMPO”. Ecco, proprio il TEMPO ha sempre avuto un valore molto importante per te e per la tua arte. Oggi, che stiamo affrontando una sfida difficilissima, che significato ha per te – come uomo e come artista – il tempo?

Il tempo è il vero protagonista di tutta la mia ricerca, che non è altro che un tentativo di tracciare il tempo attraverso i miei gesti pittorici. 

siamo qui fondamentalmente ad occupare il tempo, una costante che non si vede ma si percepisce. 

Tracciare la ripetizione dei gesti nel tempo e del tempo nei gesti è ciò che mi pongo come obiettivo da artista; come uomo cerco di occuparlo da artista.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e novità?
Ho una super novità che spero di annunciare a breve, ma per scaramanzia ancora non mi pronuncio!! Invece sto lavorando alla mia prossima mostra personale “Breaking Through Black Berlin” che sarà a Berlino il 6 settembre presso la Luisa Catucci Gallery per poi sperare di tornare a Miami per Art Basel, COVID permettendo.

Cover Photo Credits: L’artista Omar Hassan. Courtesy Riccardo Morvillo

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C’è stato un momento in cui tutto si è fermato, il mondo si è fermato, ormai più di un anno fa. Rimanere chiusi nelle nostre case, attendere pazienti che tutto passasse in pochissimi mesi, è stata la migliore soluzione: l’attesa.

Eppure per il giovane artista Omar Hassan, classe 1987, il Tempo ha tutto un altro significato.

Tracciare il Tempo attraverso la Pittura. Questo è quello che Omar riesce a far esplodere nella sua ricerca: pura energia di contrasto tra i pugni scagliati con i guantoni da pugile intrisi di pittura su una tela bianca che subisce e restituisce.

 
 
 
 
 
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Come nella serie “Breaking Throught” dove la boxe, la Nobile Arte viene celebrata in 121 grandi tele (cm 180 x 200), tutti pezzi unici: 121 sono il numero di round disputati dall’artista durante la sua breve carriera pugilistica.

Hassan, con una carriera da pugile professionista interrotta a soli 19 anni, ha dedicato tutto se stesso all’arte, si diploma presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera Milano nel corso di Pittura tenuto da Alberto Garutti, grande esponente dell’arte contemporanea italiana.

Da quel momento tutto cambia, il gesto pittorico assume un nuovo significato, insieme al tempo.

Durante il lockdown, siamo riusciti a superare una fase così delicata e instabile della nostra vita, non solo grazie alla forza di sopravvivenza insita nell’essere umano, ma anche e soprattutto grazie alla Creatività che ci circonda: Arte, Cinema, Musica, Scrittura o Letteratura. 

Impossibile farne a meno, impossibile anche per Omar Hassan.

In questa intervista Omar Hassan presenta l’ultima collaborazione con il rapper italiano Mondo Marcio, e si prepara all’uscita del suo primo libro di racconti e disegni il 17 giugno intitolato  “Per le strade” edito da Baldini + Castoldi.  

Mi ha molto colpito la tua ultima performance “DOUBLE” con il rapper Mondo Marcio e prima di questa, quella con Sfera Ebbasta, sancita anche da un messaggio molto forte per il mondo dell’Arte e della Cultura: “In un momento storico così, sfidiamo chiunque a passare un lockdown senza un album da ascoltare o un quadro da guardare”.

La collaborazione con Sfera è nata molto spontaneamente, da una vera necessità l’uno dell’arte dell’altro: io di ascoltare musica nuova e lui di vedere colore alle pareti in un momento assurdo come quello della pandemia che ci ha visto come prigionieri di noi stessi. 

Con Mondo Marcio il tutto nasce da una vera stima e profondo rispetto reciproco come artisti, che ci ha legato ancor prima di diventare poi amici. 

Per me è stato un onore quando uno dei miei miti mi ha chiesto di intervenire definitivamente sui pezzi della storia della sua musica con la mia arte!! Pazzesco!!! Ho accettato subito con entusiasmo!!

Era giusto documentare due gesti così importanti.

Proprio la collaborazione con Mondo Marcio è stata presentata da te come “l’incontro per creare qualcosa di unico che resti nel TEMPO”. Ecco, proprio il TEMPO ha sempre avuto un valore molto importante per te e per la tua arte. Oggi, che stiamo affrontando una sfida difficilissima, che significato ha per te – come uomo e come artista – il tempo?

Il tempo è il vero protagonista di tutta la mia ricerca, che non è altro che un tentativo di tracciare il tempo attraverso i miei gesti pittorici. 

siamo qui fondamentalmente ad occupare il tempo, una costante che non si vede ma si percepisce. 

Tracciare la ripetizione dei gesti nel tempo e del tempo nei gesti è ciò che mi pongo come obiettivo da artista; come uomo cerco di occuparlo da artista.

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Ho una super novità che spero di annunciare a breve, ma per scaramanzia ancora non mi pronuncio!! Invece sto lavorando alla mia prossima mostra personale “Breaking Through Black Berlin” che sarà a Berlino il 6 settembre presso la Luisa Catucci Gallery per poi sperare di tornare a Miami per Art Basel, COVID permettendo.

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