Un’imperdibile mostra di Irving Penn alla CARDI Gallery di Milano

Irving Penn, “Black and white cover Vogue”, (Jean Patchett) New York 1950, @Condé Nast

Si tratta della prima occasione in oltre 30 anni di vedere dal vivo le opere del famoso fotografo americano.

Cardi Gallery Milano presenta una nuova mostra interamente dedicata a Irving Penn, fotografo americano tra i più famosi al mondo. Questa ampia e completa mostra rappresenta per il pubblico milanese la prima occasione in oltre trent’anni di incontrare la complessità dell’opera dell’artista americano.

L’esposizione, curata in collaborazione con The Irving Penn Foundation, comprende opere prodotte dall’artista tra gli anni Quaranta e gli anni Novanta.

Sviluppata sui due piani della galleria, la mostra ripercorre i momenti salienti della quasi totalità della carriera artistica dell’artista, e abbraccia non solo la fotografia di moda – per cui è ampiamente conosciuto – ma sottolinea il legame speciale di Irving Penn con l’Italia, capitolo a cui è interamente dedicato il primo piano. 

L’ARTISTA

Irving Penn, Irving Penn: In a Cracked Mirror, New York, 1986. © The Irving Penn Foundation

Considerato uno dei maggiori fotografi del Novecento, Irving Penn (1917-2009) è conosciuto per il suo radicale contributo alla modernizzazione del mezzo fotografico, grazie alla creazione di un canone concretizzatosi attraverso le sue opere sia commerciali che personali. 

Figlio di migranti ebrei russi, Penn emerse a New York in un’epoca turbolenta dal punto di vista sociopolitico. In seguito a studi di pittura, verso la fine degli anni Trenta iniziò a lavorare come artista per la rivista di moda Harper’s Bazaar, all’epoca guidata proprio dal suo ex insegnante, il leggendario Alexey Brodovitch, per poi passare ad American Vogue negli anni Quaranta. Incoraggiato da Alexander Liberman, direttore editoriale di Vogue, Penn focalizzò la propria attenzione professionale sulla fotografia, coltivando al contempo una pratica artistica personale. 

Nel corso dei successivi sessant’anni, scattò oltre 150 copertine per Vogue, producendo editoriali all’avanguardia, celebrati per la loro semplicità formale e l’uso della luce. Il contributo artistico di Penn formò per la celebre rivista un’eredità senza precedenti; la direttrice Anna Wintour descrive come egli “cambiò radicalmente il modo in cui la gente vedeva il mondo, e la nostra percezione del bello”

Rompendo con le convenzioni, Penn utilizzava la fotografia come una forma d’arte, espandendo il potenziale creativo del mezzo in un’era in cui l’immagine fotografica era vista principalmente come mezzo di comunicazione.

Cover Photo Credits: Irving Penn, “Bee (A)”, New York, 1995, Courtesy The Irving Penn Foundation

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Irving Penn, “Black and white cover Vogue”, (Jean Patchett) New York 1950, @Condé Nast

Si tratta della prima occasione in oltre 30 anni di vedere dal vivo le opere del famoso fotografo americano.

Cardi Gallery Milano presenta una nuova mostra interamente dedicata a Irving Penn, fotografo americano tra i più famosi al mondo. Questa ampia e completa mostra rappresenta per il pubblico milanese la prima occasione in oltre trent’anni di incontrare la complessità dell’opera dell’artista americano.

L’esposizione, curata in collaborazione con The Irving Penn Foundation, comprende opere prodotte dall’artista tra gli anni Quaranta e gli anni Novanta.

Sviluppata sui due piani della galleria, la mostra ripercorre i momenti salienti della quasi totalità della carriera artistica dell’artista, e abbraccia non solo la fotografia di moda – per cui è ampiamente conosciuto – ma sottolinea il legame speciale di Irving Penn con l’Italia, capitolo a cui è interamente dedicato il primo piano. 

L’ARTISTA

Irving Penn, Irving Penn: In a Cracked Mirror, New York, 1986. © The Irving Penn Foundation

Considerato uno dei maggiori fotografi del Novecento, Irving Penn (1917-2009) è conosciuto per il suo radicale contributo alla modernizzazione del mezzo fotografico, grazie alla creazione di un canone concretizzatosi attraverso le sue opere sia commerciali che personali. 

Figlio di migranti ebrei russi, Penn emerse a New York in un’epoca turbolenta dal punto di vista sociopolitico. In seguito a studi di pittura, verso la fine degli anni Trenta iniziò a lavorare come artista per la rivista di moda Harper’s Bazaar, all’epoca guidata proprio dal suo ex insegnante, il leggendario Alexey Brodovitch, per poi passare ad American Vogue negli anni Quaranta. Incoraggiato da Alexander Liberman, direttore editoriale di Vogue, Penn focalizzò la propria attenzione professionale sulla fotografia, coltivando al contempo una pratica artistica personale. 

Nel corso dei successivi sessant’anni, scattò oltre 150 copertine per Vogue, producendo editoriali all’avanguardia, celebrati per la loro semplicità formale e l’uso della luce. Il contributo artistico di Penn formò per la celebre rivista un’eredità senza precedenti; la direttrice Anna Wintour descrive come egli “cambiò radicalmente il modo in cui la gente vedeva il mondo, e la nostra percezione del bello”

Rompendo con le convenzioni, Penn utilizzava la fotografia come una forma d’arte, espandendo il potenziale creativo del mezzo in un’era in cui l’immagine fotografica era vista principalmente come mezzo di comunicazione.

Cover Photo Credits: Irving Penn, “Bee (A)”, New York, 1995, Courtesy The Irving Penn Foundation

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Irving Penn, “Black and white cover Vogue”, (Jean Patchett) New York 1950, @Condé Nast

Si tratta della prima occasione in oltre 30 anni di vedere dal vivo le opere del famoso fotografo americano.

Cardi Gallery Milano presenta una nuova mostra interamente dedicata a Irving Penn, fotografo americano tra i più famosi al mondo. Questa ampia e completa mostra rappresenta per il pubblico milanese la prima occasione in oltre trent’anni di incontrare la complessità dell’opera dell’artista americano.

L’esposizione, curata in collaborazione con The Irving Penn Foundation, comprende opere prodotte dall’artista tra gli anni Quaranta e gli anni Novanta.

Sviluppata sui due piani della galleria, la mostra ripercorre i momenti salienti della quasi totalità della carriera artistica dell’artista, e abbraccia non solo la fotografia di moda – per cui è ampiamente conosciuto – ma sottolinea il legame speciale di Irving Penn con l’Italia, capitolo a cui è interamente dedicato il primo piano. 

L’ARTISTA

Irving Penn, Irving Penn: In a Cracked Mirror, New York, 1986. © The Irving Penn Foundation

Considerato uno dei maggiori fotografi del Novecento, Irving Penn (1917-2009) è conosciuto per il suo radicale contributo alla modernizzazione del mezzo fotografico, grazie alla creazione di un canone concretizzatosi attraverso le sue opere sia commerciali che personali. 

Figlio di migranti ebrei russi, Penn emerse a New York in un’epoca turbolenta dal punto di vista sociopolitico. In seguito a studi di pittura, verso la fine degli anni Trenta iniziò a lavorare come artista per la rivista di moda Harper’s Bazaar, all’epoca guidata proprio dal suo ex insegnante, il leggendario Alexey Brodovitch, per poi passare ad American Vogue negli anni Quaranta. Incoraggiato da Alexander Liberman, direttore editoriale di Vogue, Penn focalizzò la propria attenzione professionale sulla fotografia, coltivando al contempo una pratica artistica personale. 

Nel corso dei successivi sessant’anni, scattò oltre 150 copertine per Vogue, producendo editoriali all’avanguardia, celebrati per la loro semplicità formale e l’uso della luce. Il contributo artistico di Penn formò per la celebre rivista un’eredità senza precedenti; la direttrice Anna Wintour descrive come egli “cambiò radicalmente il modo in cui la gente vedeva il mondo, e la nostra percezione del bello”

Rompendo con le convenzioni, Penn utilizzava la fotografia come una forma d’arte, espandendo il potenziale creativo del mezzo in un’era in cui l’immagine fotografica era vista principalmente come mezzo di comunicazione.

Cover Photo Credits: Irving Penn, “Bee (A)”, New York, 1995, Courtesy The Irving Penn Foundation

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