Premio Suzzara: Progetto partecipato tra Artisti, Museo e Aziende

Nel 2018 il Comune di Suzzara con il Museo Galleria del Premio Suzzara ha deciso di rinnovare dalle sue fondamenta lo storico Premio Suzzara, nato nel 1948 grazie alla mente geniale del pubblicitario Dino Villani. Come? Coinvolgendo le aziende che fanno oggi di Suzzara un distretto industriale ricco e diversificato e proponendo loro un ruolo attivo e partecipativo in un progetto di valorizzazione territoriale attraverso l’arte.

Molti artisti chiamati dal Museo, facendo una riflessione su una serie di parole chiave date, hanno reso disponibili i propri progetti alle aziende che li hanno scelti impegnandosi nella produzione delle opere. Il progetto è ancora in corso ed è destinato a continuare e ad arricchirsi nel tempo. Dal 2018 si è instaurato un rapporto di collaborazione totalmente alla pari tra aziende, artisti e Museo, che da contenitore si fa contenuto e invade, nel vero senso della parola, le aziende e il territorio, promuovendo l’arte pubblica e site specific.

Da settembre 2021 saranno presentate e installate nuove opere, frutto di questa sinergia.

Si parte il 18 settembre con l’intervento dell’artista Francesco Candeloro realizzato insieme a DEVINCENZI 1983, azienda che progetta e produce porte e finestre in legno.

L’opera di Candeloro Segni – Soglie di Luce del Tempo è composta proprio da due squarci (finestre) installate sulla facciata dello showroom dell’azienda.

Francesco Candeloro,Segni – Soglie di Luce del Tempo

Queste vere e proprie soglie di luce sono rappresentate da segni trasparenti e colorati che parlano di storie opposte: un frammento di un tempio di Luxor in Egitto e la porta sull’acqua di Miyajima in Giappone. Questi segni sono tagliati a laser su lastre di plexiglas trasparente di colori diversi che dalla loro somma ne creano uno nuovo e che ci fanno viaggiare nel tempo da una parte all’altra del mondo. Le lastre poste sulle finestre all’interno del vetro trasformano l’ambiente dialogando con la luce naturale esterna e quella artificiale interna, proiettando ombre colorate che mutano con le ore del giorno… Un viaggio attraverso una Luce Trasparente.

Si continua il 19 settembre con la proposta dell’intervento dell’artista Tiziano Campi – Palafritta – scelta da Bertolini Arredamenti, azienda che produce mobili e cucine su misura.

Il Museo inoltre, data la scomparsa recente di Campi ha voluto organizzare una mostra tributo a lui dedicata a cura di Sauro Cardinali e Umberto Cavenago, che sarà al Museo Galleria del Premio Suzzara fino al 6 gennaio 2022 – e che vede il prototipo dell’opera Palafritta come fulcro del percorso espositivo.

La stretta relazione con lo spazio è una delle costanti del lavoro di Tiziano Campi e nel caso specifico di Palafritta questa tensione-relazione, con lo spazio sia architettonico che naturale, viene particolarmente esaltate.

Nella sua presenza plastica, è evidente il richiamo alla crescita naturale, facendo suo lo spazio che la accoglie, con una grazia mai ingombrante.

Formalmente si presenta con un asse centrale cilindrico, sempre parallelo alla linea di terra, attraversato, in più punti della sua lunghezza e con diverse angolazioni, da raggi tutti della stessa dimensione che, con un gioco di spinte e controspinte lo tengono sospeso. Ecco che subito ci troviamo ad un bivio fatale della forma, che echeggia la crescita dei rami attorno al tronco di un albero, ma che grazie alla sapienza dell’artista, sposta il nostro sguardo all’interno di una nuova familiarità e riconoscimento.

Sempre il 19 settembre viene presentato un progetto di Giancarlo Norese che non si è indirizzato a una particolare azienda ma all’intera cittadinanza, realizzato in collaborazione con il Museo Galleria del Premio Suzzara.

Si tratta de Il Dolce del Premio, frutto di open call e di una vera e propria disfida gastronomica, che è stata rivolta a tutte le pasticcerie, panifici e a tutti i cittadini del Comune di Suzzara, per inventare e realizzare appunto una specialità pasticcera dedicata al Premio. Unica indicazione obbligatoria: il dolce deve avere la forma di un vitello alato, simbolo e logo del Premio Suzzara. Anche in questo caso non ci sarà un vincitore ma un’esposizione dei dolci partecipanti al Museo Galleria del Premio Suzzara (allestimento in collaborazione con Allpack e Lithopack) e poi una pubblicazione dedicata che vogliono raccontare quello che potrebbe diventare in futuro un “prodotto tipico” del territorio, un marchio di origine in cui si riconosca una qualità caratteristica della comunità locale.

Inoltre ad ottobre sarà la volta di un altro artista Al Fadhil e del suo progetto Manto mutante che, anche in questo caso, non coinvolge un’azienda ma tutta la cittadinanza.

L’opera è già stata realizzata in una prima versione da Fadhil nel 2003 sul tema della pace e utilizzata come simbolo durante un congresso internazionale tenutosi a Lugano.

Anche per Suzzara l’artista dipingerà un soggetto su una tela di lino, poi la taglierà in parti uguali e offrirà i vari frammenti ai vari gruppi, associazioni ed enti del territorio suzzarese a cui verrà chiesto di prendersene cura e ricamare sul telo una o più parole inerenti sempre al tema della pace.

È un invito a condividere, attraverso il lavoro del ricamo, i propri propositi di pace, che darà vita a un nuovo manto mutante e sarà l’occasione per Suzzara di creare un nuovo canale di comunicazioni tra la popolazione.

Al Fadhil, Manto mutante

Cover Photo Credits:Francesco Candeloro,Segni – Soglie di Luce del Tempo (esterno)

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Premio Suzzara: Progetto partecipato tra Artisti, Museo e Aziende

Nel 2018 il Comune di Suzzara con il Museo Galleria del Premio Suzzara ha deciso di rinnovare dalle sue fondamenta lo storico Premio Suzzara, nato nel 1948 grazie alla mente geniale del pubblicitario Dino Villani. Come? Coinvolgendo le aziende che fanno oggi di Suzzara un distretto industriale ricco e diversificato e proponendo loro un ruolo attivo e partecipativo in un progetto di valorizzazione territoriale attraverso l’arte.

Molti artisti chiamati dal Museo, facendo una riflessione su una serie di parole chiave date, hanno reso disponibili i propri progetti alle aziende che li hanno scelti impegnandosi nella produzione delle opere. Il progetto è ancora in corso ed è destinato a continuare e ad arricchirsi nel tempo. Dal 2018 si è instaurato un rapporto di collaborazione totalmente alla pari tra aziende, artisti e Museo, che da contenitore si fa contenuto e invade, nel vero senso della parola, le aziende e il territorio, promuovendo l’arte pubblica e site specific.

Da settembre 2021 saranno presentate e installate nuove opere, frutto di questa sinergia.

Si parte il 18 settembre con l’intervento dell’artista Francesco Candeloro realizzato insieme a DEVINCENZI 1983, azienda che progetta e produce porte e finestre in legno.

L’opera di Candeloro Segni – Soglie di Luce del Tempo è composta proprio da due squarci (finestre) installate sulla facciata dello showroom dell’azienda.

Francesco Candeloro,Segni – Soglie di Luce del Tempo

Queste vere e proprie soglie di luce sono rappresentate da segni trasparenti e colorati che parlano di storie opposte: un frammento di un tempio di Luxor in Egitto e la porta sull’acqua di Miyajima in Giappone. Questi segni sono tagliati a laser su lastre di plexiglas trasparente di colori diversi che dalla loro somma ne creano uno nuovo e che ci fanno viaggiare nel tempo da una parte all’altra del mondo. Le lastre poste sulle finestre all’interno del vetro trasformano l’ambiente dialogando con la luce naturale esterna e quella artificiale interna, proiettando ombre colorate che mutano con le ore del giorno… Un viaggio attraverso una Luce Trasparente.

Si continua il 19 settembre con la proposta dell’intervento dell’artista Tiziano Campi – Palafritta – scelta da Bertolini Arredamenti, azienda che produce mobili e cucine su misura.

Il Museo inoltre, data la scomparsa recente di Campi ha voluto organizzare una mostra tributo a lui dedicata a cura di Sauro Cardinali e Umberto Cavenago, che sarà al Museo Galleria del Premio Suzzara fino al 6 gennaio 2022 – e che vede il prototipo dell’opera Palafritta come fulcro del percorso espositivo.

La stretta relazione con lo spazio è una delle costanti del lavoro di Tiziano Campi e nel caso specifico di Palafritta questa tensione-relazione, con lo spazio sia architettonico che naturale, viene particolarmente esaltate.

Nella sua presenza plastica, è evidente il richiamo alla crescita naturale, facendo suo lo spazio che la accoglie, con una grazia mai ingombrante.

Formalmente si presenta con un asse centrale cilindrico, sempre parallelo alla linea di terra, attraversato, in più punti della sua lunghezza e con diverse angolazioni, da raggi tutti della stessa dimensione che, con un gioco di spinte e controspinte lo tengono sospeso. Ecco che subito ci troviamo ad un bivio fatale della forma, che echeggia la crescita dei rami attorno al tronco di un albero, ma che grazie alla sapienza dell’artista, sposta il nostro sguardo all’interno di una nuova familiarità e riconoscimento.

Sempre il 19 settembre viene presentato un progetto di Giancarlo Norese che non si è indirizzato a una particolare azienda ma all’intera cittadinanza, realizzato in collaborazione con il Museo Galleria del Premio Suzzara.

Si tratta de Il Dolce del Premio, frutto di open call e di una vera e propria disfida gastronomica, che è stata rivolta a tutte le pasticcerie, panifici e a tutti i cittadini del Comune di Suzzara, per inventare e realizzare appunto una specialità pasticcera dedicata al Premio. Unica indicazione obbligatoria: il dolce deve avere la forma di un vitello alato, simbolo e logo del Premio Suzzara. Anche in questo caso non ci sarà un vincitore ma un’esposizione dei dolci partecipanti al Museo Galleria del Premio Suzzara (allestimento in collaborazione con Allpack e Lithopack) e poi una pubblicazione dedicata che vogliono raccontare quello che potrebbe diventare in futuro un “prodotto tipico” del territorio, un marchio di origine in cui si riconosca una qualità caratteristica della comunità locale.

Inoltre ad ottobre sarà la volta di un altro artista Al Fadhil e del suo progetto Manto mutante che, anche in questo caso, non coinvolge un’azienda ma tutta la cittadinanza.

L’opera è già stata realizzata in una prima versione da Fadhil nel 2003 sul tema della pace e utilizzata come simbolo durante un congresso internazionale tenutosi a Lugano.

Anche per Suzzara l’artista dipingerà un soggetto su una tela di lino, poi la taglierà in parti uguali e offrirà i vari frammenti ai vari gruppi, associazioni ed enti del territorio suzzarese a cui verrà chiesto di prendersene cura e ricamare sul telo una o più parole inerenti sempre al tema della pace.

È un invito a condividere, attraverso il lavoro del ricamo, i propri propositi di pace, che darà vita a un nuovo manto mutante e sarà l’occasione per Suzzara di creare un nuovo canale di comunicazioni tra la popolazione.

Al Fadhil, Manto mutante

Cover Photo Credits:Francesco Candeloro,Segni – Soglie di Luce del Tempo (esterno)

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Nel 2018 il Comune di Suzzara con il Museo Galleria del Premio Suzzara ha deciso di rinnovare dalle sue fondamenta lo storico Premio Suzzara, nato nel 1948 grazie alla mente geniale del pubblicitario Dino Villani. Come? Coinvolgendo le aziende che fanno oggi di Suzzara un distretto industriale ricco e diversificato e proponendo loro un ruolo attivo e partecipativo in un progetto di valorizzazione territoriale attraverso l’arte.

Molti artisti chiamati dal Museo, facendo una riflessione su una serie di parole chiave date, hanno reso disponibili i propri progetti alle aziende che li hanno scelti impegnandosi nella produzione delle opere. Il progetto è ancora in corso ed è destinato a continuare e ad arricchirsi nel tempo. Dal 2018 si è instaurato un rapporto di collaborazione totalmente alla pari tra aziende, artisti e Museo, che da contenitore si fa contenuto e invade, nel vero senso della parola, le aziende e il territorio, promuovendo l’arte pubblica e site specific.

Da settembre 2021 saranno presentate e installate nuove opere, frutto di questa sinergia.

Si parte il 18 settembre con l’intervento dell’artista Francesco Candeloro realizzato insieme a DEVINCENZI 1983, azienda che progetta e produce porte e finestre in legno.

L’opera di Candeloro Segni – Soglie di Luce del Tempo è composta proprio da due squarci (finestre) installate sulla facciata dello showroom dell’azienda.

Francesco Candeloro,Segni – Soglie di Luce del Tempo

Queste vere e proprie soglie di luce sono rappresentate da segni trasparenti e colorati che parlano di storie opposte: un frammento di un tempio di Luxor in Egitto e la porta sull’acqua di Miyajima in Giappone. Questi segni sono tagliati a laser su lastre di plexiglas trasparente di colori diversi che dalla loro somma ne creano uno nuovo e che ci fanno viaggiare nel tempo da una parte all’altra del mondo. Le lastre poste sulle finestre all’interno del vetro trasformano l’ambiente dialogando con la luce naturale esterna e quella artificiale interna, proiettando ombre colorate che mutano con le ore del giorno… Un viaggio attraverso una Luce Trasparente.

Si continua il 19 settembre con la proposta dell’intervento dell’artista Tiziano Campi – Palafritta – scelta da Bertolini Arredamenti, azienda che produce mobili e cucine su misura.

Il Museo inoltre, data la scomparsa recente di Campi ha voluto organizzare una mostra tributo a lui dedicata a cura di Sauro Cardinali e Umberto Cavenago, che sarà al Museo Galleria del Premio Suzzara fino al 6 gennaio 2022 – e che vede il prototipo dell’opera Palafritta come fulcro del percorso espositivo.

La stretta relazione con lo spazio è una delle costanti del lavoro di Tiziano Campi e nel caso specifico di Palafritta questa tensione-relazione, con lo spazio sia architettonico che naturale, viene particolarmente esaltate.

Nella sua presenza plastica, è evidente il richiamo alla crescita naturale, facendo suo lo spazio che la accoglie, con una grazia mai ingombrante.

Formalmente si presenta con un asse centrale cilindrico, sempre parallelo alla linea di terra, attraversato, in più punti della sua lunghezza e con diverse angolazioni, da raggi tutti della stessa dimensione che, con un gioco di spinte e controspinte lo tengono sospeso. Ecco che subito ci troviamo ad un bivio fatale della forma, che echeggia la crescita dei rami attorno al tronco di un albero, ma che grazie alla sapienza dell’artista, sposta il nostro sguardo all’interno di una nuova familiarità e riconoscimento.

Sempre il 19 settembre viene presentato un progetto di Giancarlo Norese che non si è indirizzato a una particolare azienda ma all’intera cittadinanza, realizzato in collaborazione con il Museo Galleria del Premio Suzzara.

Si tratta de Il Dolce del Premio, frutto di open call e di una vera e propria disfida gastronomica, che è stata rivolta a tutte le pasticcerie, panifici e a tutti i cittadini del Comune di Suzzara, per inventare e realizzare appunto una specialità pasticcera dedicata al Premio. Unica indicazione obbligatoria: il dolce deve avere la forma di un vitello alato, simbolo e logo del Premio Suzzara. Anche in questo caso non ci sarà un vincitore ma un’esposizione dei dolci partecipanti al Museo Galleria del Premio Suzzara (allestimento in collaborazione con Allpack e Lithopack) e poi una pubblicazione dedicata che vogliono raccontare quello che potrebbe diventare in futuro un “prodotto tipico” del territorio, un marchio di origine in cui si riconosca una qualità caratteristica della comunità locale.

Inoltre ad ottobre sarà la volta di un altro artista Al Fadhil e del suo progetto Manto mutante che, anche in questo caso, non coinvolge un’azienda ma tutta la cittadinanza.

L’opera è già stata realizzata in una prima versione da Fadhil nel 2003 sul tema della pace e utilizzata come simbolo durante un congresso internazionale tenutosi a Lugano.

Anche per Suzzara l’artista dipingerà un soggetto su una tela di lino, poi la taglierà in parti uguali e offrirà i vari frammenti ai vari gruppi, associazioni ed enti del territorio suzzarese a cui verrà chiesto di prendersene cura e ricamare sul telo una o più parole inerenti sempre al tema della pace.

È un invito a condividere, attraverso il lavoro del ricamo, i propri propositi di pace, che darà vita a un nuovo manto mutante e sarà l’occasione per Suzzara di creare un nuovo canale di comunicazioni tra la popolazione.

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