Philippe Daverio: 6 libri per gli appassionati d’arte

Viaggi, fantasie e dialoghi immaginari per divulgare la storia dell’arte.

Philippe Daverio è stato uno storico dell’arte, politico, gallerista tra Milano e New York, critico d’arte e scrittore. Ha diretto la rivista Art e Dossier, insegnato nella Facoltà di Architettura presso l’Università di Palermo ed è stato autore e conduttore del programma televisivo “Passepartout”. In poche parole, ha dedicato la sua vita alla divulgazione della cultura e all’educazione all’arte e alla bellezza.

IL VIZIO DELLA CURIOSITÁ

La curiosità era il motore principale di tutta la sua ricerca e il suo impegno: un approccio istintivo che è stato coltivato negli anni. Questa attitudine è stata messa in evidenza ne Il Vizio della Curiosità, libro pubblicato postumo, curato da sua moglie Elena Gregori Daverio, in commercio dal 2020.

Tutt’altro che un difetto, la curiosità è ciò che ha spinto il nostro protagonista ad indagare, conoscere, approfondire, per poi insegnare anche i concetti più complessi con estrema schiettezza e semplicità, senza mai risultare superficiale: l’obiettivo era parlare a tutti, superare il concetto di nicchia o di élite nel mondo dell’arte. Il Vizio della Curiosità è stato definito un “almanacco del giorno dopo”: una raccolta di spunti, immagini, racconti, ricordi, notizie, che accompagnano il lettore giorno per giorno; lo spingono a costruire dei propri immaginari, ad arricchire la propria visione del mondo e spaziare tra conoscenze ed esperienze.

Un libro da tenere sul comodino e da leggere a poco a poco per ritrovare, pagina dopo pagina, l’inconfondibile ironia e la vivacità del suo autore. 

Nel momento in cui la casa editrice Rizzoli gli ha chiesto di scrivere un libro, Philippe Daverio dichiara, in un’intervista del 2012 tenuta a Torino, che non sapeva da dove iniziare. Il modo per vincere questa iniziale timidezza è stato dire tutto ciò che aveva in mente e  riportarlo sotto forma di scrittura. I libri di Philippe Daverio sono degli sfoghi istintivi, ironici e taglienti. In questo modo, “ognuno di noi può essere uno scrittore”, afferma nella stessa intervista. 

Philippe Daverio, Il vizio della curiosità, 2020

IL MUSEO IMMAGINATO

Nel libro Il museo immaginato  del 2012, l’autore crea una personalissima collezione ideale di opere d’arte, seguendo il suo gusto e le sue passioni. 

Ritroviamo questo estro interpretativo anche ne Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato, del 2013, che porta avanti la modalità narrativa avviata l’anno precedente e parla di un museo diverso, uno spazio per la fantasia e l’immaginazione. In una città europea ipotetica, Philippe Daverio ci parla dell’età moderna, che definisce Secolo Lungo e che parte dalla Rivoluzione francese per terminare con la Prima guerra mondiale. L’autore alsaziano ci accompagna in un viaggio, immaginando situazioni ed esperienze come espedienti per parlare dei temi più rilevanti della modernità: la politica (Delacroix e Pellizza da Volpedo); il lavoro e la macchina (Turner, Boccioni); il desiderio di fuggire dalla realtà (la Belle Epoque); l’esotismo e il sogno (Gauguin, Van Gogh). 

Il viaggio consiste in visite in padiglioni, gallerie e musei, ma anche in soste in ristoranti e locali come il Caffè Michelangelo, con le opere dei Macchiaioli, o la Closerie des Lilas, con gli Impressionisti. Un nuovo punto di vista per educare lo sguardo, che parte dall’immaginazione di situazioni dirette, dialoghi e suggestioni.

IL SECOLO SPEZZATO DELLE AVANGUARDIE

Nel 2014, sulla stessa scia de Il Secolo Lungo della modernità, prosegue Il Secolo Spezzato delle Avanguardie. Il museo immaginato. Il breve secolo di cui parla parte dalla prima scintillante Esposizione Universale di Parigi del 1889, per cui fu innalzata la Tour Eiffel, e termina con lo sgancio della bomba atomica a Hiroshima che pose fine alla Seconda guerra mondiale. Ci parla quindi del nostro immaginario, delle realtà e degli avvenimenti che ci hanno formati e con cui siamo cresciuti, e lo fa raccontando, ancora, incontri reali o immaginari tra quelle opere e quegli artisti che ci hanno plasmato.

Il metodo che Daverio adopera per divulgare la storia dell’arte e per parlare dei capolavori si discosta fortemente dalla storiografia classica e dall’approccio scolastico, fatto di date e nomi che rimangono anonimi. Daverio parla dell’arte immaginando conversazioni che avvengono quotidianamente. Avvicinarsi all’arte e alla cultura vuol dire avere la capacità di dialogare regolarmente con chi ci ha preceduti e ha formato il nostro immaginario.

Gli aneddoti, i particolari, i “pettegolezzi”, nelle arti visive, sono lo strumento principale, secondo l’autore, per produrre una conoscenza che sia effettiva e consapevole. 

L’unico modo per raccontare davvero gli eventi dell’arte è parlare degli esseri umani, delle loro azioni e delle loro motivazioni.

RACCONTO DELL’ARTE OCCIDENTALE. DAI GRECI ALLA POP ART

L’arte visiva rappresenta, per l’autore, un documento diretto, comprensibile a tutti perché parla una lingua universale: motivo per cui i libri di Philippe Daverio sono ricchi di immagini. Un esempio è Il libro Racconto dell’arte occidentale. Dai greci alla pop art, edito da Solferino nel 2020, in cui l’autore racconta, attraverso un vasto apparato iconografico, tremila anni di storia dell’arte e degli esseri umani con un forte occhio critico e con lo stile narrativo che lo contraddistingue. Una sintesi fatta di aneddoti e confronti, capace di saltare da Giotto a Monet, da Raffaello a Andy Warhol, dalla pittura all’architettura, per rendere consapevole il lettore del patrimonio artistico e culturale che caratterizza l’Occidente.

VIAGGIO NELL’ARTE: GRAND TOUR D’ITALIA A PICCOLI PASSI

Il viaggio tra luoghi ed epoche è per Philippe Daverio uno strumento insostituibile nella scrittura d’arte. Del 2018 è il libro Grand Tour d’Italia a piccoli passi, in cui il lettore viene guidato alla scoperta delle opere d’arte custodite in Italia che la rendono un grande museo, attraverso chiese, monumenti, castelli. Il libro si pone come un tour diverso dalle visite guidate schematiche e impersonali: un invito alla suggestione

L’autore ha proseguito poi nel 2019 con La mia Europa a piccoli passi, dedicato “Al turista che sia in grado d’inventare oggi un Grand Tour capace d’invertire quello settecentesco verso il Meridione per sostituirlo con un girovagare continentale” e a cui “viene suggerita una deambulazione, più che una corsa, in luoghi adatti alla riflessione.”

ELOGIO DELLE DONNE

L’ultimo libro di Philippe Daverio, infine, pubblicato postumo nel 2021, è Elogio delle donne. Il ruolo della donna nella società era un tema che gli stava molto a cuore. Il libro, quindi, consiste in una raccolta di saggi in cui emergono figure femminili che sono state protagoniste, meno conosciute ma non meno rilevanti, nella storia dell’arte. Politiche, artiste, scrittrici, pensatrici anticonformiste del passato vengono messe in dialogo con la contemporaneità. La storia di chi è venuto prima di noi, come sempre nell’opera di Daverio, serve da insegnamento; è un interlocutore sempre presente e sempre pronto a parlarci di qualcosa.

Philippe Daverio, Elogio alle donne (per fortuna sono diverse dagli uomini), 2021

Approcciarsi alla lettura di un libro di Daverio significa modificare il proprio punto di vista, aprirsi a una serie di possibilità che non si sarebbero considerate normalmente. Immaginare situazioni impossibili e luoghi fantastici in cui epoche diverse dialogano tra loro; diventare spettatori attivi di queste fantasie; essere curiosi: questi gli insegnamenti principali di Philippe Daverio, che sono il punto di partenza per costruire il proprio sguardo e le proprie conoscenze con consapevolezza, spirito critico e anche una leggera nota di ironia.

Cover Photo Credits: Philippe Daverio

- Artuu crede in -

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Philippe Daverio: 6 libri per gli appassionati d’arte

Viaggi, fantasie e dialoghi immaginari per divulgare la storia dell’arte.

Philippe Daverio è stato uno storico dell’arte, politico, gallerista tra Milano e New York, critico d’arte e scrittore. Ha diretto la rivista Art e Dossier, insegnato nella Facoltà di Architettura presso l’Università di Palermo ed è stato autore e conduttore del programma televisivo “Passepartout”. In poche parole, ha dedicato la sua vita alla divulgazione della cultura e all’educazione all’arte e alla bellezza.

IL VIZIO DELLA CURIOSITÁ

La curiosità era il motore principale di tutta la sua ricerca e il suo impegno: un approccio istintivo che è stato coltivato negli anni. Questa attitudine è stata messa in evidenza ne Il Vizio della Curiosità, libro pubblicato postumo, curato da sua moglie Elena Gregori Daverio, in commercio dal 2020.

Tutt’altro che un difetto, la curiosità è ciò che ha spinto il nostro protagonista ad indagare, conoscere, approfondire, per poi insegnare anche i concetti più complessi con estrema schiettezza e semplicità, senza mai risultare superficiale: l’obiettivo era parlare a tutti, superare il concetto di nicchia o di élite nel mondo dell’arte. Il Vizio della Curiosità è stato definito un “almanacco del giorno dopo”: una raccolta di spunti, immagini, racconti, ricordi, notizie, che accompagnano il lettore giorno per giorno; lo spingono a costruire dei propri immaginari, ad arricchire la propria visione del mondo e spaziare tra conoscenze ed esperienze.

Un libro da tenere sul comodino e da leggere a poco a poco per ritrovare, pagina dopo pagina, l’inconfondibile ironia e la vivacità del suo autore. 

Nel momento in cui la casa editrice Rizzoli gli ha chiesto di scrivere un libro, Philippe Daverio dichiara, in un’intervista del 2012 tenuta a Torino, che non sapeva da dove iniziare. Il modo per vincere questa iniziale timidezza è stato dire tutto ciò che aveva in mente e  riportarlo sotto forma di scrittura. I libri di Philippe Daverio sono degli sfoghi istintivi, ironici e taglienti. In questo modo, “ognuno di noi può essere uno scrittore”, afferma nella stessa intervista. 

Philippe Daverio, Il vizio della curiosità, 2020

IL MUSEO IMMAGINATO

Nel libro Il museo immaginato  del 2012, l’autore crea una personalissima collezione ideale di opere d’arte, seguendo il suo gusto e le sue passioni. 

Ritroviamo questo estro interpretativo anche ne Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato, del 2013, che porta avanti la modalità narrativa avviata l’anno precedente e parla di un museo diverso, uno spazio per la fantasia e l’immaginazione. In una città europea ipotetica, Philippe Daverio ci parla dell’età moderna, che definisce Secolo Lungo e che parte dalla Rivoluzione francese per terminare con la Prima guerra mondiale. L’autore alsaziano ci accompagna in un viaggio, immaginando situazioni ed esperienze come espedienti per parlare dei temi più rilevanti della modernità: la politica (Delacroix e Pellizza da Volpedo); il lavoro e la macchina (Turner, Boccioni); il desiderio di fuggire dalla realtà (la Belle Epoque); l’esotismo e il sogno (Gauguin, Van Gogh). 

Il viaggio consiste in visite in padiglioni, gallerie e musei, ma anche in soste in ristoranti e locali come il Caffè Michelangelo, con le opere dei Macchiaioli, o la Closerie des Lilas, con gli Impressionisti. Un nuovo punto di vista per educare lo sguardo, che parte dall’immaginazione di situazioni dirette, dialoghi e suggestioni.

IL SECOLO SPEZZATO DELLE AVANGUARDIE

Nel 2014, sulla stessa scia de Il Secolo Lungo della modernità, prosegue Il Secolo Spezzato delle Avanguardie. Il museo immaginato. Il breve secolo di cui parla parte dalla prima scintillante Esposizione Universale di Parigi del 1889, per cui fu innalzata la Tour Eiffel, e termina con lo sgancio della bomba atomica a Hiroshima che pose fine alla Seconda guerra mondiale. Ci parla quindi del nostro immaginario, delle realtà e degli avvenimenti che ci hanno formati e con cui siamo cresciuti, e lo fa raccontando, ancora, incontri reali o immaginari tra quelle opere e quegli artisti che ci hanno plasmato.

Il metodo che Daverio adopera per divulgare la storia dell’arte e per parlare dei capolavori si discosta fortemente dalla storiografia classica e dall’approccio scolastico, fatto di date e nomi che rimangono anonimi. Daverio parla dell’arte immaginando conversazioni che avvengono quotidianamente. Avvicinarsi all’arte e alla cultura vuol dire avere la capacità di dialogare regolarmente con chi ci ha preceduti e ha formato il nostro immaginario.

Gli aneddoti, i particolari, i “pettegolezzi”, nelle arti visive, sono lo strumento principale, secondo l’autore, per produrre una conoscenza che sia effettiva e consapevole. 

L’unico modo per raccontare davvero gli eventi dell’arte è parlare degli esseri umani, delle loro azioni e delle loro motivazioni.

RACCONTO DELL’ARTE OCCIDENTALE. DAI GRECI ALLA POP ART

L’arte visiva rappresenta, per l’autore, un documento diretto, comprensibile a tutti perché parla una lingua universale: motivo per cui i libri di Philippe Daverio sono ricchi di immagini. Un esempio è Il libro Racconto dell’arte occidentale. Dai greci alla pop art, edito da Solferino nel 2020, in cui l’autore racconta, attraverso un vasto apparato iconografico, tremila anni di storia dell’arte e degli esseri umani con un forte occhio critico e con lo stile narrativo che lo contraddistingue. Una sintesi fatta di aneddoti e confronti, capace di saltare da Giotto a Monet, da Raffaello a Andy Warhol, dalla pittura all’architettura, per rendere consapevole il lettore del patrimonio artistico e culturale che caratterizza l’Occidente.

VIAGGIO NELL’ARTE: GRAND TOUR D’ITALIA A PICCOLI PASSI

Il viaggio tra luoghi ed epoche è per Philippe Daverio uno strumento insostituibile nella scrittura d’arte. Del 2018 è il libro Grand Tour d’Italia a piccoli passi, in cui il lettore viene guidato alla scoperta delle opere d’arte custodite in Italia che la rendono un grande museo, attraverso chiese, monumenti, castelli. Il libro si pone come un tour diverso dalle visite guidate schematiche e impersonali: un invito alla suggestione

L’autore ha proseguito poi nel 2019 con La mia Europa a piccoli passi, dedicato “Al turista che sia in grado d’inventare oggi un Grand Tour capace d’invertire quello settecentesco verso il Meridione per sostituirlo con un girovagare continentale” e a cui “viene suggerita una deambulazione, più che una corsa, in luoghi adatti alla riflessione.”

ELOGIO DELLE DONNE

L’ultimo libro di Philippe Daverio, infine, pubblicato postumo nel 2021, è Elogio delle donne. Il ruolo della donna nella società era un tema che gli stava molto a cuore. Il libro, quindi, consiste in una raccolta di saggi in cui emergono figure femminili che sono state protagoniste, meno conosciute ma non meno rilevanti, nella storia dell’arte. Politiche, artiste, scrittrici, pensatrici anticonformiste del passato vengono messe in dialogo con la contemporaneità. La storia di chi è venuto prima di noi, come sempre nell’opera di Daverio, serve da insegnamento; è un interlocutore sempre presente e sempre pronto a parlarci di qualcosa.

Philippe Daverio, Elogio alle donne (per fortuna sono diverse dagli uomini), 2021

Approcciarsi alla lettura di un libro di Daverio significa modificare il proprio punto di vista, aprirsi a una serie di possibilità che non si sarebbero considerate normalmente. Immaginare situazioni impossibili e luoghi fantastici in cui epoche diverse dialogano tra loro; diventare spettatori attivi di queste fantasie; essere curiosi: questi gli insegnamenti principali di Philippe Daverio, che sono il punto di partenza per costruire il proprio sguardo e le proprie conoscenze con consapevolezza, spirito critico e anche una leggera nota di ironia.

Cover Photo Credits: Philippe Daverio

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Viaggi, fantasie e dialoghi immaginari per divulgare la storia dell’arte.

Philippe Daverio è stato uno storico dell’arte, politico, gallerista tra Milano e New York, critico d’arte e scrittore. Ha diretto la rivista Art e Dossier, insegnato nella Facoltà di Architettura presso l’Università di Palermo ed è stato autore e conduttore del programma televisivo “Passepartout”. In poche parole, ha dedicato la sua vita alla divulgazione della cultura e all’educazione all’arte e alla bellezza.

IL VIZIO DELLA CURIOSITÁ

La curiosità era il motore principale di tutta la sua ricerca e il suo impegno: un approccio istintivo che è stato coltivato negli anni. Questa attitudine è stata messa in evidenza ne Il Vizio della Curiosità, libro pubblicato postumo, curato da sua moglie Elena Gregori Daverio, in commercio dal 2020.

Tutt’altro che un difetto, la curiosità è ciò che ha spinto il nostro protagonista ad indagare, conoscere, approfondire, per poi insegnare anche i concetti più complessi con estrema schiettezza e semplicità, senza mai risultare superficiale: l’obiettivo era parlare a tutti, superare il concetto di nicchia o di élite nel mondo dell’arte. Il Vizio della Curiosità è stato definito un “almanacco del giorno dopo”: una raccolta di spunti, immagini, racconti, ricordi, notizie, che accompagnano il lettore giorno per giorno; lo spingono a costruire dei propri immaginari, ad arricchire la propria visione del mondo e spaziare tra conoscenze ed esperienze.

Un libro da tenere sul comodino e da leggere a poco a poco per ritrovare, pagina dopo pagina, l’inconfondibile ironia e la vivacità del suo autore. 

Nel momento in cui la casa editrice Rizzoli gli ha chiesto di scrivere un libro, Philippe Daverio dichiara, in un’intervista del 2012 tenuta a Torino, che non sapeva da dove iniziare. Il modo per vincere questa iniziale timidezza è stato dire tutto ciò che aveva in mente e  riportarlo sotto forma di scrittura. I libri di Philippe Daverio sono degli sfoghi istintivi, ironici e taglienti. In questo modo, “ognuno di noi può essere uno scrittore”, afferma nella stessa intervista. 

Philippe Daverio, Il vizio della curiosità, 2020

IL MUSEO IMMAGINATO

Nel libro Il museo immaginato  del 2012, l’autore crea una personalissima collezione ideale di opere d’arte, seguendo il suo gusto e le sue passioni. 

Ritroviamo questo estro interpretativo anche ne Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato, del 2013, che porta avanti la modalità narrativa avviata l’anno precedente e parla di un museo diverso, uno spazio per la fantasia e l’immaginazione. In una città europea ipotetica, Philippe Daverio ci parla dell’età moderna, che definisce Secolo Lungo e che parte dalla Rivoluzione francese per terminare con la Prima guerra mondiale. L’autore alsaziano ci accompagna in un viaggio, immaginando situazioni ed esperienze come espedienti per parlare dei temi più rilevanti della modernità: la politica (Delacroix e Pellizza da Volpedo); il lavoro e la macchina (Turner, Boccioni); il desiderio di fuggire dalla realtà (la Belle Epoque); l’esotismo e il sogno (Gauguin, Van Gogh). 

Il viaggio consiste in visite in padiglioni, gallerie e musei, ma anche in soste in ristoranti e locali come il Caffè Michelangelo, con le opere dei Macchiaioli, o la Closerie des Lilas, con gli Impressionisti. Un nuovo punto di vista per educare lo sguardo, che parte dall’immaginazione di situazioni dirette, dialoghi e suggestioni.

IL SECOLO SPEZZATO DELLE AVANGUARDIE

Nel 2014, sulla stessa scia de Il Secolo Lungo della modernità, prosegue Il Secolo Spezzato delle Avanguardie. Il museo immaginato. Il breve secolo di cui parla parte dalla prima scintillante Esposizione Universale di Parigi del 1889, per cui fu innalzata la Tour Eiffel, e termina con lo sgancio della bomba atomica a Hiroshima che pose fine alla Seconda guerra mondiale. Ci parla quindi del nostro immaginario, delle realtà e degli avvenimenti che ci hanno formati e con cui siamo cresciuti, e lo fa raccontando, ancora, incontri reali o immaginari tra quelle opere e quegli artisti che ci hanno plasmato.

Il metodo che Daverio adopera per divulgare la storia dell’arte e per parlare dei capolavori si discosta fortemente dalla storiografia classica e dall’approccio scolastico, fatto di date e nomi che rimangono anonimi. Daverio parla dell’arte immaginando conversazioni che avvengono quotidianamente. Avvicinarsi all’arte e alla cultura vuol dire avere la capacità di dialogare regolarmente con chi ci ha preceduti e ha formato il nostro immaginario.

Gli aneddoti, i particolari, i “pettegolezzi”, nelle arti visive, sono lo strumento principale, secondo l’autore, per produrre una conoscenza che sia effettiva e consapevole. 

L’unico modo per raccontare davvero gli eventi dell’arte è parlare degli esseri umani, delle loro azioni e delle loro motivazioni.

RACCONTO DELL’ARTE OCCIDENTALE. DAI GRECI ALLA POP ART

L’arte visiva rappresenta, per l’autore, un documento diretto, comprensibile a tutti perché parla una lingua universale: motivo per cui i libri di Philippe Daverio sono ricchi di immagini. Un esempio è Il libro Racconto dell’arte occidentale. Dai greci alla pop art, edito da Solferino nel 2020, in cui l’autore racconta, attraverso un vasto apparato iconografico, tremila anni di storia dell’arte e degli esseri umani con un forte occhio critico e con lo stile narrativo che lo contraddistingue. Una sintesi fatta di aneddoti e confronti, capace di saltare da Giotto a Monet, da Raffaello a Andy Warhol, dalla pittura all’architettura, per rendere consapevole il lettore del patrimonio artistico e culturale che caratterizza l’Occidente.

VIAGGIO NELL’ARTE: GRAND TOUR D’ITALIA A PICCOLI PASSI

Il viaggio tra luoghi ed epoche è per Philippe Daverio uno strumento insostituibile nella scrittura d’arte. Del 2018 è il libro Grand Tour d’Italia a piccoli passi, in cui il lettore viene guidato alla scoperta delle opere d’arte custodite in Italia che la rendono un grande museo, attraverso chiese, monumenti, castelli. Il libro si pone come un tour diverso dalle visite guidate schematiche e impersonali: un invito alla suggestione

L’autore ha proseguito poi nel 2019 con La mia Europa a piccoli passi, dedicato “Al turista che sia in grado d’inventare oggi un Grand Tour capace d’invertire quello settecentesco verso il Meridione per sostituirlo con un girovagare continentale” e a cui “viene suggerita una deambulazione, più che una corsa, in luoghi adatti alla riflessione.”

ELOGIO DELLE DONNE

L’ultimo libro di Philippe Daverio, infine, pubblicato postumo nel 2021, è Elogio delle donne. Il ruolo della donna nella società era un tema che gli stava molto a cuore. Il libro, quindi, consiste in una raccolta di saggi in cui emergono figure femminili che sono state protagoniste, meno conosciute ma non meno rilevanti, nella storia dell’arte. Politiche, artiste, scrittrici, pensatrici anticonformiste del passato vengono messe in dialogo con la contemporaneità. La storia di chi è venuto prima di noi, come sempre nell’opera di Daverio, serve da insegnamento; è un interlocutore sempre presente e sempre pronto a parlarci di qualcosa.

Philippe Daverio, Elogio alle donne (per fortuna sono diverse dagli uomini), 2021

Approcciarsi alla lettura di un libro di Daverio significa modificare il proprio punto di vista, aprirsi a una serie di possibilità che non si sarebbero considerate normalmente. Immaginare situazioni impossibili e luoghi fantastici in cui epoche diverse dialogano tra loro; diventare spettatori attivi di queste fantasie; essere curiosi: questi gli insegnamenti principali di Philippe Daverio, che sono il punto di partenza per costruire il proprio sguardo e le proprie conoscenze con consapevolezza, spirito critico e anche una leggera nota di ironia.

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