Gli artisti iracheni contestano la Biennale di Berlino

La polemica nasce dalla scelta di esporre immagini deumanizzanti e violente che ritraggono i prigionieri iracheni della prigione di Abu Ghraib

Le controversie legate alla 12a edizione della Biennale di Berlino non sembrano avere fine.

Questa volta l’accusa arriva da tre artisti iracheni – Sajjad Abbas, Raed Mutar e Layth Kareem – che hanno chiesto la rimozione delle loro opere dalla mostra. 

La causa della protesta è la scelta del team curatoriale della Biennale di esporre accanto alle opere di artisti iracheni “Poison Soluble” – l’installazione dell’artista francese Jean-Jacques Lebel che rielabora le terribili immagini scattate dai soldati americani nel carcere di Abu Ghraib.

Le fotografie risalenti a un anno dopo l’occupazione statunitense del suolo iracheno sono estremamente crude e mostrano i corpi dei prigionieri seviziati e torturati. 

I curatori hanno deciso di mostrare le immagini senza il consenso delle vittime, esponendole accanto alle opere di Abbas, Mutar e Layth senza che gli artisti ne fossero al corrente. 

A sostenere la causa, è presto arrivata una lettera aperta affidata ad ArtForum dalla curatrice Rijin Sahakian e firmata da nomi celebri dell’arte irachena come Michael Rakowitz e Ali Cherri.

La Biennale di Berlino ha deciso, in un primo momento, di spostare le opere degli artisti così da eliminare l’associazione tematica con l’opera di Lebel, ma non è bastato. 

Sahakian e gli altri firmatari della lettera criticano la scelta di mostrare immagini così deumanizzanti e drammatiche per il popolo iracheno nel contesto di una manifestazione che doveva favorire la decolonizzazione e la riparazione per le vittime di occupazioni ingiuste.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Joseph Kosuth e i 28 metri di neon al Museo del Novecento

La nuova installazione permanente realizzata dall'artista americano per il Museo del Novecento - una scritta al neon di ventotto metri intitolata Vedere le cose - non si limita ad aggiungere un'opera alla collezione del museo, ma modifica piuttosto il modo in cui ci rapportiamo allo spazio che la ospita e, soprattutto, alla città che la circonda

Infinito Cabinet: miti, oggetti e narrazioni nella Wunderkammer di Maria Cristina Crespo

Tra gli eventi collaterali di una Biennale Arte che sussurra e riverbera l'intima bellezza delle espressioni corali, Infinito Cabinet di Maria Cristina Crespo, organizzato da Eclettica Cultura dell'Arte e a cura di Giusy Caroppo, racconta le infinite storie dell'essere umano. Miti, leggende e narrazioni si intrecciano, tra realtà e finzione, tra passato e presente, tra opera e oggetto, all'interno di uno spazio raccolto, saturo ed eterogeneo, creando una Wunderkammer di storie e simboli.

A Civitanova Marche la grafica di Fares Cachoux attraversa guerre, identità e contraddizioni del presente

La grafica, quando rinuncia alla decorazione e sceglie la precisione, può diventare uno degli strumenti più incisivi per leggere il presente. È su questa capacità di condensare tensioni politiche, ferite collettive e questioni sociali in immagini immediate che si fonda la ricerca di Fares Cachoux, artista franco-siriano protagonista della sua prima mostra personale in Italia. Dal 13 agosto al 3 novembre, lo Spazio Multimediale San Francesco di Civitanova Marche ospita …Oltre, progetto curato da Cristina Falco ed Enrico Lattanzi e organizzato dal Museo MAGMA insieme a Cartacanta APS.
Redazione Artuu
Redazione Artuu
I migliori Articoli della Redazione di Artuu

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui