Fa realizzare opere d’arte ai suoi ratti da compagnia… e diventa un business

La storia di Stephanie Toogood e del suo collettivo di ratti-artisti è una favola che, in qualche modo, racconta il mercato dell’arte.

Premessa: questo articolo nasce per far sorridere, per raccontare un fatto reale e curioso, che certo poco ha a che vedere con il mondo e il mercato dell’arte come lo intendiamo e di cui parliamo abitualmente. Anche se ne possiamo riconoscere qualche dinamica. A pensarci bene, potrebbe essere la giusta favola per spiegare proprio il mercato dell’arte a chi di questo settore ancora non sa nulla. Gli elementi ci sono tutti: l’artista defunto, i suoi seguaci, la nascita di un collettivo, l’art dealer, la promozione sul mercato, l’interesse dei collezionisti, l’aumento della richiesta…

Questa surreale e fiabesca avventura, trasformatasi oggi, a quanto si legge, in un gran bel business, ha inizio poco tempo fa, in una circostanza dai toni meno allegri. È il 2018 quando Capitan Jack Sparrow, uno dei tanti ratti domestici di proprietà di Stephanie Toogood, perde la vita. Steph, prima di dargli degna sepoltura, ne immerge le zampette nella vernice, per poi fargli lasciare un’impronta commemorativa. Il desiderio della commossa padrona, all’epoca, non era altro che avere un ricordo duraturo della bestiola trapassata. Da lì l’idea di fare lo stesso con i suo altri animaletti da compagnia. Acquistate tante piccole tele e realizzate tante piccole “opere”, lo step successivo naturale per la ragazza fu postarne le immagini sui social media. Come avrete già intuito, questa fu la mossa che fece, di fatto, prendere piede al suo business.

 

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Un post condiviso da Toogoods Tiny Paws Art (@toogoodstinypawsart) in data:

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Oggi le opere del folcloristico collettivo composto da 12 ratti artisti sono richiestissime. Da quanto dichiarato, al momento sono state tutte vendute, ed è nata una vera e propria lista d’attesa per accaparrarsi una delle prossime prodotte. Per scongiurare aggressioni mediatiche di animalisti inferociti per lo sfruttamento delle inconsapevoli bestiole, Stephanie Toogood ha messo le mani avanti: per quanto le richieste siano in crescita, la produzione non sarà mai tanto intensiva da compromettere il benessere dei roditori, ha voluto chiarire attraverso dei post sui social l'”art dealer” dei ratti. Ad oggi potrete acquistare (o meglio prenotare) un’opera su tela 16 x 12cm a 50£, una 9 x 7cm a 30£, più una serie di “imperdibili” gadget a prezzi più contenuti. Se Steph manterrà la parola data, e i roditori non saranno forzati a una produzione intensiva di opere, qualora la domanda dovesse continuare a crescere, non possiamo che aspettarci una lievitazione dei prezzi. Sia mai che le opere di questo collettivo disneyano diventino anche un buon investimento.

 

 

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La storia di Stephanie Toogood e del suo collettivo di ratti-artisti è una favola che, in qualche modo, racconta il mercato dell’arte.

Premessa: questo articolo nasce per far sorridere, per raccontare un fatto reale e curioso, che certo poco ha a che vedere con il mondo e il mercato dell’arte come lo intendiamo e di cui parliamo abitualmente. Anche se ne possiamo riconoscere qualche dinamica. A pensarci bene, potrebbe essere la giusta favola per spiegare proprio il mercato dell’arte a chi di questo settore ancora non sa nulla. Gli elementi ci sono tutti: l’artista defunto, i suoi seguaci, la nascita di un collettivo, l’art dealer, la promozione sul mercato, l’interesse dei collezionisti, l’aumento della richiesta…

Questa surreale e fiabesca avventura, trasformatasi oggi, a quanto si legge, in un gran bel business, ha inizio poco tempo fa, in una circostanza dai toni meno allegri. È il 2018 quando Capitan Jack Sparrow, uno dei tanti ratti domestici di proprietà di Stephanie Toogood, perde la vita. Steph, prima di dargli degna sepoltura, ne immerge le zampette nella vernice, per poi fargli lasciare un’impronta commemorativa. Il desiderio della commossa padrona, all’epoca, non era altro che avere un ricordo duraturo della bestiola trapassata. Da lì l’idea di fare lo stesso con i suo altri animaletti da compagnia. Acquistate tante piccole tele e realizzate tante piccole “opere”, lo step successivo naturale per la ragazza fu postarne le immagini sui social media. Come avrete già intuito, questa fu la mossa che fece, di fatto, prendere piede al suo business.

 

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Questa surreale e fiabesca avventura, trasformatasi oggi, a quanto si legge, in un gran bel business, ha inizio poco tempo fa, in una circostanza dai toni meno allegri. È il 2018 quando Capitan Jack Sparrow, uno dei tanti ratti domestici di proprietà di Stephanie Toogood, perde la vita. Steph, prima di dargli degna sepoltura, ne immerge le zampette nella vernice, per poi fargli lasciare un’impronta commemorativa. Il desiderio della commossa padrona, all’epoca, non era altro che avere un ricordo duraturo della bestiola trapassata. Da lì l’idea di fare lo stesso con i suo altri animaletti da compagnia. Acquistate tante piccole tele e realizzate tante piccole “opere”, lo step successivo naturale per la ragazza fu postarne le immagini sui social media. Come avrete già intuito, questa fu la mossa che fece, di fatto, prendere piede al suo business.

 

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