Conosci lo Studio Drift?

Scopriamo la creatività dello Studio Drift, artisti olandesi che tracciano il futuro dell’arte attraverso tecnologia e scienza per parlare del nostro pianeta.

Gli artisti olandesi Lonneke Gordijn e Ralph Nauta hanno fondato lo studio DRIFT nel 2009. Uno studio creativo che ospita un team di 64 persone e produce sculture, performance e installazioni esperienziali dal forte impatto emotivo.

Lonneke Gordijn e Ralph Nauta. Courtesy Teska Overbeeke. Fonte Studio Drift

Studio Drift mette in luce i fenomeni e le proprietà nascoste della natura, attraverso l’uso della tecnologia, per aiutarci ad imparare dai meccanismi di funzionamento del nostro pianeta e a ristabilire un contatto con la Terra. 

Proprio recentemente DRIFT ha realizzato – in occasione dei giorni di opening della Biennale di Venezia 2022 – una performance realizzata con i droni chiamata “Social Sacrifice” in collaborazione con la piattaforma Aorist facendo sognare chi ha avuto modo di partecipare.

Le opere mostrano allo spettatore i numerosi parallelismi che intercorrono tra strutture naturali e strutture realizzate dall’uomo. Il processo creativo è innovativo, decostruttivo e interattivo. Gli artisti spingono il pubblico a farsi domande su cosa sia la vita e come ci possiamo immaginare il futuro

Il team di Drift ama sperimentare al di fuori dello spazio museale e introdurre le opere in contesti pubblici, dove diverse tipologie di spettatori possano incontrarsi per condividere un’esperienza fuori dal comune. 

Per riuscire davvero a comprendere il lavoro di questo studio creativo bisogna conoscere le sue opere. 

EGO (2020)

EGO (2020) per ‘L’Orfeo’ al Wilmink Theater Enschede, NL, 2020. Courtesy Marco Borggreve. Fonte Studio Drift

Nel gennaio del 2020 Studio Drift realizza “Ego”, per la prima de “L’Orfeo” in collaborazione con la Dutch National Touring Opera. Una scultura animata che consiste in un blocco tessile composto da più di 16 km di fibra fluorocarbon giapponese. Nessuno ha mai tessuto un blocco così esteso. 

Ogni singolo movimento del blocco è controllato da un burattinaio grazie all’uso di software e algoritmi disegnati ad hoc. I movimenti di questo enorme tessuto danno una dimensione terrena allo spazio del palco, ma allo stesso tempo trasmettono un senso di delicatezza e fragilità. 

Un’opera dall’enorme impatto visivo, che cela una riflessione importante sulla rigidità dei sistemi umani e su come possono collassare su se stessi o diventare improvvisamente fluidi, proprio come la mente umana. 

Davanti a “Ego” va in scena “L’Orfeo” diretto da Monique Wagemakers e coreografato da Nanine Linning. Una versione assolutamente contemporanea dell’opera grazie all’uso della tecnologia d’avanguardia. 

SOCIAL SACRIFICE (2022) 

Social Sacrifice alla Biennale di Venezia 2022. Courtesy Ossip van Duivenbode. Fonte Studio Drift

“Social Sacrifice” è la prima performance aerea con droni che lo studio espone in-door alla Biennale di Venezia 2022.

L’opera nasce dallo studio degli stormi di uccelli e dei banchi di pesci per suscitare una riflessione sul contrasto tra l’interdipendenza tra individuo e società, insieme alla natura individualista dell’essere umano. 

Nella versione presentata alla Biennale 2022 un gruppo di droni esegue una coreografia ipnotica sulle teste degli spettatori. 

Studio Drift lavora con la fusione di alta tecnologia, ricerca scientifica e poetica artistica. Il risultato sono opere multidisciplinari che fendono i confini dell’arte ed espandono l’orizzonte esperienziale dello spettatore. 

Si può dire che questa realtà creativa stia aprendo la strada della sperimentazione artistica futura rimodellando il concetto di fare arte. 

Copertina: Concrete Storm (2017). Fonte Studio Drift

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Mariam Ndiaye
Mariam Ndiaye
Scrive di Arte, Moda, Musica e Design con lo sguardo rivolto verso digitalizzazione e innovazione. Con una formazione in management dell’arte alle spalle, attualmente è PR & Communication Specialist per Fashion e Business Creativi.

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