Art Workers Italia: l’associazione dei lavoratori dell’arte contemporanea

Fondata nel 2020, Art Workers Italia si pone come portavoce dei lavoratori dell’arte contemporanea sul suolo italiano. 

E’ arrivata Art Workers Italia, la prima associazione autonoma fondata con l’obiettivo di tutelare e sostenere gli operatori dell’arte contemporanea.

Tutto ha inizio durante i giorni di chiusura forzata causa pandemia globale, quando un gruppo informale di ricerca decide di far fronte allo scenario di crisi, analizzando la situazione e trovando un modo per soddisfare i profondi bisogni delle nuove generazioni dell’arte.

Il collettivo collabora con esperti dei più svariati settori, come quello legale, fiscale, amministrativo, enti di ricerca e istituzioni culturali, col fine di regolamentare le professioni del settore dell’arte, abbattendo così precariato e sfruttamento.

Come riportato dal sito dell’associazione, gli obiettivi di AWI si possono riassumere nelle quattro R del Manifesto: il RICONOSCIMENTO delle specificità delle professioni che operano nell’arte contemporanea, la REGOLAMENTAZIONE dei rapporti di lavoro, la REDISTRIBUZIONE delle risorse e la RIFORMA delle logiche dell’intero settore.

Nonostante l’obiettivo primario dell’associazione sia la salvaguardia dei diritti dei professionisti dell’arte contemporanea, un altro degli scopi fondamentali è l’educazione dell’intera comunità di lavoratori tramite progetti culturali, eventi, mostre e conferenze.

Il 30 aprile 2021 si è infatti tenuto – in presenza e in diretta streaming – il primo incontro ufficiale dell’associazione al Piccolo Teatro Aperto di Milano. Diversi ospiti hanno raccontato la loro esperienza lavorativa nel mondo dell’arte contemporanea in Italia, spunto che ha poi dato vita a differenti discussioni relative alle difficoltà e ai sogni di chi opera in questo settore.

Informazione e consapevolezza sono punti chiave nel processo di rivoluzione attuato da Art Workers, ma non manca anche una buona dose di creatività. “L’identità visiva di AWI è stata pensata per dare a ogni componente del gruppo la possibilità di produrre contenuti grafici e testuali in modo indipendente ma allo stesso tempo uniformi tra loro” afferma il collettivo.

Da ora in poi, quindi, niente più “invisibilità” per gli operatori del settore dell’arte!

Cover Photo Credits: AWI – Azione di apertura dell’assemblea del 30 aprile 2021

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Tutto ha inizio durante i giorni di chiusura forzata causa pandemia globale, quando un gruppo informale di ricerca decide di far fronte allo scenario di crisi, analizzando la situazione e trovando un modo per soddisfare i profondi bisogni delle nuove generazioni dell’arte.

Il collettivo collabora con esperti dei più svariati settori, come quello legale, fiscale, amministrativo, enti di ricerca e istituzioni culturali, col fine di regolamentare le professioni del settore dell’arte, abbattendo così precariato e sfruttamento.

Come riportato dal sito dell’associazione, gli obiettivi di AWI si possono riassumere nelle quattro R del Manifesto: il RICONOSCIMENTO delle specificità delle professioni che operano nell’arte contemporanea, la REGOLAMENTAZIONE dei rapporti di lavoro, la REDISTRIBUZIONE delle risorse e la RIFORMA delle logiche dell’intero settore.

Nonostante l’obiettivo primario dell’associazione sia la salvaguardia dei diritti dei professionisti dell’arte contemporanea, un altro degli scopi fondamentali è l’educazione dell’intera comunità di lavoratori tramite progetti culturali, eventi, mostre e conferenze.

Il 30 aprile 2021 si è infatti tenuto – in presenza e in diretta streaming – il primo incontro ufficiale dell’associazione al Piccolo Teatro Aperto di Milano. Diversi ospiti hanno raccontato la loro esperienza lavorativa nel mondo dell’arte contemporanea in Italia, spunto che ha poi dato vita a differenti discussioni relative alle difficoltà e ai sogni di chi opera in questo settore.

Informazione e consapevolezza sono punti chiave nel processo di rivoluzione attuato da Art Workers, ma non manca anche una buona dose di creatività. “L’identità visiva di AWI è stata pensata per dare a ogni componente del gruppo la possibilità di produrre contenuti grafici e testuali in modo indipendente ma allo stesso tempo uniformi tra loro” afferma il collettivo.

Da ora in poi, quindi, niente più “invisibilità” per gli operatori del settore dell’arte!

Cover Photo Credits: AWI – Azione di apertura dell’assemblea del 30 aprile 2021

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Tutto ha inizio durante i giorni di chiusura forzata causa pandemia globale, quando un gruppo informale di ricerca decide di far fronte allo scenario di crisi, analizzando la situazione e trovando un modo per soddisfare i profondi bisogni delle nuove generazioni dell’arte.

Il collettivo collabora con esperti dei più svariati settori, come quello legale, fiscale, amministrativo, enti di ricerca e istituzioni culturali, col fine di regolamentare le professioni del settore dell’arte, abbattendo così precariato e sfruttamento.

Come riportato dal sito dell’associazione, gli obiettivi di AWI si possono riassumere nelle quattro R del Manifesto: il RICONOSCIMENTO delle specificità delle professioni che operano nell’arte contemporanea, la REGOLAMENTAZIONE dei rapporti di lavoro, la REDISTRIBUZIONE delle risorse e la RIFORMA delle logiche dell’intero settore.

Nonostante l’obiettivo primario dell’associazione sia la salvaguardia dei diritti dei professionisti dell’arte contemporanea, un altro degli scopi fondamentali è l’educazione dell’intera comunità di lavoratori tramite progetti culturali, eventi, mostre e conferenze.

Il 30 aprile 2021 si è infatti tenuto – in presenza e in diretta streaming – il primo incontro ufficiale dell’associazione al Piccolo Teatro Aperto di Milano. Diversi ospiti hanno raccontato la loro esperienza lavorativa nel mondo dell’arte contemporanea in Italia, spunto che ha poi dato vita a differenti discussioni relative alle difficoltà e ai sogni di chi opera in questo settore.

Informazione e consapevolezza sono punti chiave nel processo di rivoluzione attuato da Art Workers, ma non manca anche una buona dose di creatività. “L’identità visiva di AWI è stata pensata per dare a ogni componente del gruppo la possibilità di produrre contenuti grafici e testuali in modo indipendente ma allo stesso tempo uniformi tra loro” afferma il collettivo.

Da ora in poi, quindi, niente più “invisibilità” per gli operatori del settore dell’arte!

Cover Photo Credits: AWI – Azione di apertura dell’assemblea del 30 aprile 2021

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