I castelli di sabbia moderni di Calvin Seibert

Modernismo, Brutalismo, Futurismo… i castelli di sabbia di Calvin Seibert sono un viaggio nell’architettura del ‘900.

Quello che per molti è solo uno svago estivo, un gioco da spiaggia passeggero, in Calvin Seibert, artista e designer americano nato in Colorado nel 1958, si rivelò fin da bambino un vero e proprio interesse. Una passione. Calvin, da quanto evinciamo leggendo di lui in giro per il web, avrebbe passato buona parte della sua infanzia, quando non aveva modo di stare su una spiaggia, nelle sabbiere dei parchi pubblici. A costruire castelli di sabbia.

Calvin Seibert

Tra Architettura e Arti visive sceglie il secondo percorso di studi, continuando a coltivare negli anni la passione anche per la prima. E, naturalmente, per i castelli di sabbia, che diventano l’elemento portante della sua produzione artistica, per i quali oggi è conosciuto. Le sue strutture si ispirano in modo evidentemente, alle architetture Modernista, Futurista e Brutalista del ‘900. Da quanto affermato dallo stesso Seibert, non c’è un progetto scritto che precede la costruzione dei suoi castelli, ma un lavoro basato sull’improvvisazione in corso d’opera. Il suo sogno nel cassetto: poter dar vita ad una delle sue costruzione alla Biennale di Venezia.

Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert
Calvin Seibert

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Chagall con Maria Lai: a Ulassai il villaggio interiore diventa una geografia poetica tra memoria, fiaba e radici universali

dentro questa dimensione, sospesa tra realtà e racconto, che prende forma “Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore”, la mostra che dal 13 giugno celebra i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte, mettendo in dialogo due figure tra le più poetiche e radicalmente immaginative del Novecento: Marc Chagall e Maria Lai.

Giulia Mangoni dipinge ciò che resta vivo nei territori dimenticati: la mostra al MAC di Lissone

Inaugurata sabato 23 maggio al MAC – Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, resterà aperta fino al 27 settembre, accogliendo i visitatori in una dimensione paradossalmente arcaica e contemporanea. Curata da Stefano Raimondi, direttore artistico del museo, l'esposizione è la prima mostra monografica museale dedicata all'artista. 
Giovanni Mavaracchio
Giovanni Mavaracchio
Grande appassionato d'arte contemporanea, lavorando in galleria approfondisce la conoscenza delle nuove realtà digitali legate al mercato. Con un particolare interesse verso il mondo dell'arte emergente, è sempre alla ricerca di nuovi talenti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui