Un gorilla rosso alto tre metri accoglie dall’8 maggio i visitatori di Fidenza Village: dopo il debutto durante la Milano Design Week 2026, Wild Kong di Richard Orlinski è arrivato stabilmente negli spazi del Village, diventando la trentesima opera del percorso artistico diffuso sviluppato negli ultimi anni dalla destinazione emiliana. L’installazione della scultura segna un nuovo capitolo in un progetto che Fidenza Village porta avanti dal 2020, anno in cui Parma era Capitale Italiana della Cultura. In quel momento il territorio stava vivendo una forte attenzione verso il contemporaneo, anche grazie alla mostra dedicata a Banksy, e il Village ha iniziato a costruire una propria programmazione legata all’arte urbana e agli interventi nello spazio pubblico.
Da allora il percorso si è progressivamente ampliato. Oggi il Village ospita murales, installazioni e opere permanenti diffuse tra le vie commerciali e gli spazi aperti, costruendo un modello che guarda più all’idea di open gallery che a quella di centro commerciale tradizionale. In questo contesto Wild Kong non arriva come episodio isolato, ma si inserisce in una linea già consolidata che intreccia street art, design, retail e ospitalità. Anche l’architettura del Village riflette questa impostazione: il progetto si ispira infatti alle scenografie teatrali delle opere di Giuseppe Verdi, figura profondamente legata al territorio emiliano. Le piazze, i portici e i prospetti colorati funzionano quasi come fondali scenici dentro cui le opere si inseriscono come elementi narrativi e visivi.

È proprio qui che Wild Kong trova il suo spazio. La scultura in resina rossa occupa uno degli snodi principali del Village e si impone immediatamente nel paesaggio. Il gorilla appartiene alla serie Born Wild, progetto sviluppato dall’artista francese a partire dal 2004. Il concetto di “wild” non viene però interpretato come aggressività pura. Gli animali di Orlinski mostrano i denti ma richiamano soprattutto una dimensione istintiva e naturale. Come suggerisce il titolo della serie, si tratta di creature “nate selvagge”, non violente per costruzione ma guidate da una forza primordiale che appartiene alla natura stessa.
L’arrivo dell’opera conferma anche l’interesse crescente di Fidenza Village verso linguaggi vicini alla street art e alla public art internazionale. Negli ultimi anni il Village ha ospitato interventi di Peeta, Seth, Luca Barcellona e Camille Walala, trasformando gradualmente le sue strade in un percorso visivo accessibile e aperto. In questo scenario la presenza di Orlinski appare coerente anche per la capacità dell’artista di lavorare fuori dai contesti museali tradizionali. Le sue opere sono pensate per abitare spazi pubblici, retail e luoghi ad alta frequentazione, mantenendo una forte riconoscibilità visiva. Dal 2015 Orlinski è indicato come l’artista contemporaneo francese più venduto al mondo e ha collaborato con brand come Hublot, Porsche e Disney, sviluppando un linguaggio sospeso tra arte pubblica, lusso e cultura pop.

Nella visione di Fidenza Village il tema dell’ospitalità è sempre centrale. La struttura fa parte di The Bicester Collection, circuito internazionale di destinazioni dedicate allo shopping e al turismo esperienziale presenti in diversi paesi del mondo: luoghi pensati non soltanto per il consumo ma anche come ambienti immersivi, attraversati da visitatori internazionali e costruiti attorno a un’idea precisa di esperienza. Un esempio è Bicester Village, che per l’estate 2026 ospiterà Shreeji News – la storica edicola di Marylebone conosciuta per la sua curatela editoriale e per la capacità di aggregazione del suo spazio in Chiltern Street. Alle porte di Parigi, invece, La Vallée Village, valorizza il saper fare francese con il progetto The Art of the Gesture, in partnership con L’Istitut pour les Savoir-Faire Français attraverso installazioni ispirate agli atelier e incontri con artigiani; La Roca Village, infine, a soli 15 minuti da Barcellona, rende omaggio alla creatività della città ufficialmente nominata Capitale Mondiale dell’Architettura UNESCO 2026 con installazioni artistiche e progetti che celebrano il legame tra design, architettura e identità culturale




