White Carrara celebra la sua decima edizione con “Design Lives in the City”, in programma dal 5 giugno al 30 agosto 2026 nel centro storico di Carrara, sotto la direzione artistica di Domenico Raimondi – thesignlab. La manifestazione sceglie la città come campo di intervento e di osservazione, portando il design fuori dagli spazi espositivi tradizionali e inserendolo nel ritmo concreto dello spazio pubblico. Carrara diventa così un luogo attraversato da opere, arredi, installazioni e dispositivi urbani che mettono in relazione materia, progetto e vita quotidiana.
Il marmo, elemento identitario del territorio, assume un ruolo pienamente contemporaneo. Oltre trenta opere — tra panchine, sedute collettive, elementi decorativi, sistemi di illuminazione, installazioni, dispositivi di sosta e infrastrutture leggere — compongono una mostra urbana a cielo aperto destinata a lasciare una traccia permanente. Il progetto interpreta il design come strumento capace di incidere sulla qualità dei luoghi, sulla fruizione degli spazi comuni e sulla percezione stessa della città.
Promossa e prodotta dal Comune di Carrara, Città Creativa UNESCO e Capitale Toscana dell’arte contemporanea 2026, con il patrocinio di Regione Toscana e ADI Toscana, la manifestazione conferma un percorso costruito nel tempo attorno al dialogo tra cultura del progetto, industria lapidea e innovazione. La collaborazione con istituzioni, partner tecnici, realtà produttive e la Fondazione Marmo come main sponsor rafforza la dimensione corale dell’iniziativa, che unisce visione culturale, competenze artigianali, ricerca tecnologica e sviluppo territoriale.
La forza di questa edizione risiede nel confronto tra progettisti di rilievo internazionale e aziende locali. Ross Lovegrove, Karim Rashid, Fabio Novembre, Serena Confalonieri, Nichetto Studio, Antonio Aricò, Beatriz Sempere, Gumdesign, Emiliana Martinelli, Michel Boucquillon, Marta Sansoni, Claudio Nardi, Benvenuto Saba, Pietro Franceschini, Andrea Ponsi, Cynthia Sah, Marco Pisati, Nicolas Bertoux, Arthur Vallin, Michele Monfroni, Antonio Leone, Nicola Maggi, Rima Design, Formart, Nadia Sabbioni, Studio Lucifero, Andrea Spagnoli, Maurizio Michelotti e Viviana Bianchi partecipano a un processo che mette alla prova il marmo nella sua capacità di farsi seduta, luce, segnale, superficie tattile, architettura minima e spazio di relazione.
Dopo “Design is Back” nel 2024 e “Design Here and Now” nel 2025, White Carrara 2026 segna un passaggio più ambizioso: l’evento espositivo si evolve in un progetto permanente diffuso. Le opere non si limitano a occupare la città, ma contribuiscono a ridisegnarne alcune modalità d’uso. Sedute nate da lastre di marmo di recupero, volumi stratificati in cui convivono superfici levigate e parti grezze, forme organiche e monolitiche pensate per favorire sosta e socialità, elementi funzionali trasformati in presenze espressive: ogni intervento propone una diversa interpretazione del rapporto tra progetto e spazio collettivo.
Particolarmente interessante è la capacità della manifestazione di leggere il marmo oltre la sua monumentalità storica. Qui la materia viene trattata come superficie d’esperienza, infrastruttura urbana, dispositivo sensoriale. Alcuni progetti attivano il rapporto tra corpo e spazio attraverso tatto, postura e percezione; altri integrano luce, informazione, orientamento e mobilità dolce, restituendo attenzione estetica anche ai luoghi dell’attesa, del passaggio e della pausa. Il design diventa così un linguaggio concreto, capace di trasformare dettagli urbani in occasioni di riconoscimento e appartenenza.
Accanto agli interventi diffusi, Piazza Alberica ospita “DESIGNULTRA”, mostra curata da ADI – Associazione per il Disegno Industriale. Il progetto amplia la riflessione sul rapporto tra funzione ed espressione artistica, tra oggetto d’uso e valore simbolico, proponendo il design come linguaggio culturale capace di attraversare discipline, epoche e immaginari. In dialogo con Carrara e con la tradizione della materia, la mostra mette in evidenza la tensione tra prodotto, icona ed esperienza collettiva.
Il decennale di White Carrara si presenta come una tappa matura e strategica. La manifestazione consolida un’identità costruita attraverso arte, design, impresa e comunità, ma soprattutto indica una direzione: fare del progetto un agente urbano, capace di generare qualità, permanenza e nuove possibilità di relazione. In questa prospettiva Carrara non appare soltanto come scenario, ma come protagonista attiva di una trasformazione in cui il marmo torna a essere materia viva del presente.




