È una uggiosa mattina di fine estate, sono le 6:30 e scendi di casa per prendere gli affollati mezzi pubblici che ti porteranno a lavoro. Il mood non è dei migliori: ultimamente qualche pensiero è ritornato in superficie dopo essere stato sepolto per mesi e mesi sotto le distrazioni di tutti i giorni. Sai che questa sensazione si protrarrà per tutto il tragitto e ritornerà in serata. Perché rimuginare? Si fanno strada un po’ di auto commiserazione nonché la collera: insomma, dovresti dare meno importanza a certe cose! E mentre cammini sul marciapiede, ti imbatti in quello che a prima vista sembra essere uno scarabocchio. In realtà è un piccolo disegno bianco, quasi un tweet, sul nero dei lastroni. “I wish you hated me. Then I’d always be your problem.”
Qualcuno che si fa chiamare @beakandsqueak se ne va in giro per le città del mondo a disegnare vignette su strada: un piccione, un topo, e le contraddizioni della vita, cita il profilo Instagram. Pillole di suggerimenti che ispirano comprensione. Uno spot di luce nel caos che rischiara i pensieri con linguaggio visivo fanciullesco. In quest’universo di piccole riflessioni, l’arte semplicemente ci trova e ci lascia inciampare, non siamo noi – come spesso capita – a rincorrere la creatività. E quello che troviamo è un regalo, un tesoro nascosto, un pensiero casuale ma pur sempre dedicato. Una minuscola ma significativa coincidenza che rende migliore quella giornata che era iniziata così male. E poi: chi siamo per contestare qualcosa di così adorabile?
In effetti, la fortunata storia della vignetta e le felici sensazioni che derivano dal disegno, trovano oggi il loro spazio in un nuovo modo di comunicare. Il successo di poche frasi condite da simpatici bozzetti, narrano una realtà creativa che solletica il ricordo di un’infanzia e di un mondo dove tutto fa meno paura: un rifugio dove vedere forme e colori a modo nostro, una vita meno complicata, con più ironia. Quelle vetrine emotive che sono i social ci stanno raccontando sempre più di come gli sketches siano diventati il cucchiaino di miele di una ipotetica tosse secca, quella che a gola serrata avanza e colpisce in preda all’ansia e alla concitazione. In quei momenti, dolci battute, riflessioni brevi e concrete tra personaggi fugacemente accennati e delineati, possono cambiare la sensibilità degli eventi.
@dinosaurcouch ci mostra, tra le altre cose, la vita di coppia: dopo un litigio per una padella sporca o una lavatrice non fatta, la prescrizione è di un carosello al giorno per sentirsi sollevati dalla possibilità di non dover mantenere il punto, lasciandosi andare all’importanza di quelle serate sul divano passate nell’intimità che solo un silenzio condiviso può dare. Gli occhioni della protagonista dei @sarahandersencomics affrontano un insieme di situazioni scomode e surreali con l’imbarazzo e il disagio di una autentica antieroina in cui tutti ci rivediamo. @poorlydrawlines sovverte con sarcasmo e un pizzico di black humour qualsiasi tipo di accadimento. @artywelch colora le giornate con la purezza dei giochi dei cani, dove tutto è sempre contagiosamente bello!
A dire il vero, le vignette più longeve e influenti da cui prendere ispirazione sono quelle del New Yorker, che proprio l’anno scorso di questi tempi festeggiava i suoi 100 anni dalla prima uscita. Per l’occasione, il famoso magazine ha sfornato un documentario disponibile su Netflix: il lavoro in redazione è complesso quanto affascinante e colmo di aneddoti. Tra questi, si racconta della risorsa che ha il compito di dedicarsi unicamente alla scrematura e selezione dei famosi cartoons, ottimizzata per efficacia e ironia. Jeremy Nguyen ed Ellis Rosen sono sicuramente i cartoonists più frequenti, tra disavventure raccontate con disillusione, velate critiche alla società contemporanea, e battute sarcastiche dosate con maestria.
A questo universo disegnato, fatto di immaginazione e fantasia, concediamo di descrivere i nostri stati d’animo, e di essere spazio di riflessione e discussione: è un nuovo tipo di diario personale, emotivamente a proprio agio tra personaggi-firma riconosciuti e riconoscibili, portavoci di imprevisti e circostanze condivise che ci fanno sentire parte di un tutto. Un momento contemporaneo e social che raccoglie l’eredità di quel frangente di sana solitudine e isolamento che è analisi e introspezione delle proprie reazioni. Un fenomeno pungente: conciso, efficace, visivo, empatico, che si fa largo e riesce a pizzicare, preciso e rapido, nell’anarchia sovrastimolativa a cui prestiamo costantemente il fianco. La fiducia (ri)conquistata è l’impressione che la sensibilità dell’illustrazione non possa tradire come la realtà che però tanto cerca di edulcorare: le stiamo affidando, pertanto, la narrazione di tematiche sempre più complesse?
L’esempio del successo dei Simpson appare già una citazione più che coerente: negli anni ‘90 la sitcom usava l’animazione per una brillante satira sociale sulle contraddizioni della nazione statunitense da comunicare in tv, fulcro comunicativo di quell’epoca. Poi ai Griffin, American Dad, South Park, si è concesso man mano ancor più cinismo e provocazione. Se lo dice un adorabile cartone, è più digeribile. E così è anche per lezioni come quelle di Bojack Horseman o le opere di Zerocalcare, che hanno avuto l’arduo compito di mostrare con la delicatezza della manualità tematiche e dolori che raramente hanno raggiunto vette così alte in film o serie tv live action. L’onestà con cui abbiamo lasciato che ci parlassero di fallimento, ansia e depressione, l’abbiamo forse consentita e poi compresa per merito della mitigazione operata dai colorati animali che indorano la pillola? Time’s Arrow (episodio 11, stagione 4) di Bojack Horseman è ancora il ritratto più fedele, toccante, brutale e al tempo stesso colorato che si possa avere dell’Alzheimer.
E mentre scorri il tuo feed alla ricerca della prossima vignetta e del successivo sospiro di sollievo, pensi che ancora una volta il disegno stia ricoprendo un ruolo centrale nella comunicazione. Gli stai forse delegando l’incombenza di raccontarti le cose più difficili: accettarne i contraccolpi potrà essere così un processo più lento e maggiormente consapevole. Lo concretizzerai nel tempo di una mano che impugna una matita e scorre su un foglio per creare la prossima storia.


