Una pila di tazze per Kimi Antonelli: il trofeo di Vedovamazzei porta l’arte contemporanea sul podio della Formula 1

Kimi Antonelli lo ha sollevato davanti al pubblico di Monza al termine di una corsa destinata alla storia: partito dalla diciannovesima posizione, il pilota italiano della Mercedes ha vinto il Gran Premio d’Italia del 6 settembre 2026, riportando un italiano sul gradino più alto del podio di casa sessant’anni dopo Ludovico Scarfiotti. Tra le sue mani brillava una torre di tazze, ciotole e piccoli recipienti apparentemente sul punto di cadere.

Si intitola FRAGILE ed è il trofeo creato da vedovamazzei, il duo formato da Stella Scala e Simeone Crispino, per il Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026. Una scultura che porta nel cuore della competizione automobilistica un’immagine domestica, quotidiana e quasi comica. Al posto della coppa tradizionale, levigata e muscolare, compare una pila di stoviglie tenuta insieme da un equilibrio improbabile.

La scelta acquista una forza particolare proprio dopo la gara di Antonelli. Una vittoria costruita attraverso sorpassi, strategia e controllo, rimasta sospesa fino agli ultimi giri, quando il giovane pilota ha superato il compagno George Russell. La fragilità evocata dall’opera coincide così con la natura della Formula 1: ogni primato vive per pochi secondi, ogni vantaggio può dissolversi alla curva successiva.

Il progetto nasce da una ricerca condotta dagli artisti nella Fondazione Pirelli e nei laboratori di ricerca e sviluppo dell’azienda. Vedovamazzei ha studiato la storia della Formula 1, i suoi materiali e la sua dimensione mitologica. Nel trofeo convivono Costruttivismo, pittura metafisica, architetture assurde e torri instabili da cartone animato. Anche la coppa antica, recipiente passato di mano in mano durante le celebrazioni collettive, entra in questa genealogia visiva.

Stella Scala e Simeone Crispino, attivi dal 1991 con il nome vedovamazzei.
Crediti: Foto FINTORAMA.

La vittoria appartiene al pilota e insieme alla comunità che lo circonda: ingegneri, meccanici, progettisti, strateghi e tifosi. La superficie specchiante di FRAGILE traduce questa idea in un gesto semplice. Chi guarda il trofeo vede riflessi il circuito, il podio e la folla. L’oggetto consegnato al campione incorpora simbolicamente tutto il mondo che ha reso possibile il risultato.

Dietro l’apparente precarietà si nasconde una costruzione estremamente controllata. Gli artisti sono partiti da disegni e modelli realizzati con recipienti trovati in casa. La versione definitiva è stata prodotta attraverso una stampa 3D in polvere di nylon, poi verniciata, galvanizzata e lucidata. La tecnologia permette alla torre di conservare leggerezza, resistenza e una presenza monumentale, qualità indispensabili per un oggetto che un pilota deve sollevare dopo quasi due ore di gara.

Il trofeo è stato realizzato in quattro esemplari: tre destinati ai piloti sul podio e uno al rappresentante della squadra vincitrice. La commissione prosegue il programma avviato da Pirelli e Pirelli HangarBicocca, che dal 2021 affida il premio di Monza a un artista italiano. Prima di vedovamazzei sono intervenuti Alice Ronchi, Patrick Tuttofuoco, Ruth Beraha, Andrea Sala e Nico Vascellari. Sei edizioni che formano ormai una piccola collezione dedicata all’incontro fra arte, industria e sport.

Con FRAGILE, il trofeo supera la funzione di souvenir celebrativo. Diventa una scultura, un dispositivo mediatico e un esempio di committenza aziendale capace di portare la ricerca contemporanea davanti a milioni di spettatori. Nel luogo consacrato alla velocità, vedovamazzei ha costruito un monumento all’equilibrio. Antonelli, arrivato al traguardo dopo una rimonta quasi impossibile, gli ha consegnato il finale perfetto.

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