Anatomia di un ritratto, presentato alle Giornate degli Autori, riporta al centro della scena la storica dell’arte che difese capolavori e vite umane durante il fascismo, per poi ricostruire la Pinacoteca come museo aperto alla città.
Una banana fissata al muro, un gabinetto d’oro, un papa abbattuto da un meteorite: Maurizio Cattelan ha costruito la propria fama attraverso immagini che il pubblico comprende in pochi secondi. Immagini così immediate da avere spesso oscurato ciò che viene dopo la risata. Ora l’artista italiano porta alla Neue Nationalgalerie di Berlino una mostra che vuole liberarlo definitivamente dall’etichetta di provocatore.
Dopo le contestazioni alle mostre sulla schiavitù e le discriminazioni, l’amministrazione Trump minaccia di interrompere la collaborazione tra le agenzie federali e il più grande sistema museale statunitense. In gioco non c’è soltanto il bilancio, ma l’autonomia con cui un museo può interpretare la storia.
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