C'è una mostra in Slovenia dove L’urlo di Munch si può scomporre in più parti, dove La grande onda di Hokusai ha una superficie tridimensionale da esplorare con le mani e dove diciassette artisti contemporanei hanno reinterpretato il proprio linguaggio per comunicare attraverso il senso del tatto: "Tactile Gallery. Art Beyond the Visible"
La Mostra del Cinema di Venezia torna al Lido dal 2 al 12 settembre, ma l’83ª edizione nasce già attraversata da tensioni che superano ampiamente lo schermo. Gaza, la guerra in Ucraina, i rapporti fra cultura e potere e il confine sempre più fragile fra libertà artistica e responsabilità politica accompagnano l’apertura di un festival chiamato a difendere la propria autonomia mentre intorno aumentano appelli, contestazioni e pressioni istituzionali.
Una partita a carte, i panni stesi, un pallone che passa da una persona all’altra. Gesti ordinari, ripresi dall’alto, compaiono tra i blocchi del Grande Cretto di Alberto Burri, seguendo il tracciato della Gibellina cancellata dal terremoto del Belice del 1968. Jacopo Di Cera li ha raccolti in Between, videoinstallazione realizzata durante una residenza artistica e presentata nell’ambito di Gibellina Photoroad 2026.
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