Shirin Neshat firma la regia di Orfeo ed Euridice: il Teatro Regio di Parma inaugura la Stagione d’Opera 2026 con un allestimento visionario

Il Teatro Regio di Parma apre la Stagione d’Opera 2026 con Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck, nella versione viennese del 1762, affidando la regia a Shirin Neshat, tra le più rilevanti voci dell’arte contemporanea internazionale. Per la prima volta al Regio, l’artista iraniana porta in scena una visione potente e intima, capace di intrecciare linguaggi visivi, cinema e drammaturgia musicale. Le recite si terranno il 23, 25, 29 e 31 gennaio 2026.

Dopo quasi quarant’anni di assenza, l’opera di Gluck torna sul palco parmigiano con una produzione che ne valorizza l’essenzialità narrativa e la tensione emotiva. Composta su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, Orfeo ed Euridice segna uno snodo cruciale nella riforma dell’opera del XVIII secolo: meno orpelli, più sostanza drammaturgica. Un impianto che si presta idealmente alla sensibilità registica di Neshat, da sempre impegnata in una riflessione visiva sulla memoria, sull’identità e sul dolore.

“Orfeo è ricco di dualità: amore e morte, dolore e gioia, cielo e terra, coscienza e subconscio”, afferma Shirin Neshat. “Fin dall’inizio ho immaginato quest’opera in bianco e nero per incarnare alcuni di questi paradossi, ma anche per rimanere fedele al mio stile caratteristico, in cui i contrasti tra i diversi elementi di una storia sono sottolineati in termini visivi”. A dominare la scena è infatti un’estetica fotografica e cinematografica netta, dove luce e ombra costruiscono uno spazio simbolico carico di tensione. La regista integra inoltre materiali video girati a Parma nelle settimane precedenti all’allestimento, inserendoli come livello narrativo parallelo che accompagna l’azione dal vivo: uno sguardo ravvicinato, emotivo, sui volti e sui gesti dei protagonisti.

La direzione musicale è affidata a Fabio Biondi, al suo debutto al Regio, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Nel cast, Carlo Vistoli interpreta Orfeo, Francesca Pia Vitale è Euridice, Theodora Raftis veste i panni di Amore. La produzione, in coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia, si avvale della collaborazione di Heike Vollmer (scene), Katharina Schlipf (costumi), Valerio Tiberi (luci), Claudia Greco (coreografie), Yvonne Gebauer (drammaturgia) e Rodin Hamidi (direzione della fotografia).

Shirin Neshat, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999 e Leone d’Argento alla regia nel 2009 per il film Women Without Men, ha costruito la sua carriera tra fotografia, videoarte e cinema, esplorando temi come il potere, la religione, il genere e l’esilio. Dopo aver firmato la regia di Aida per il Festival di Salisburgo e l’Opéra di Parigi, continua a estendere il proprio linguaggio all’opera lirica. In Orfeo ed Euridice traduce l’archetipo mitologico in una storia profondamente umana, restituendo allo spettatore una riflessione universale sul limite tra vita e morte, presenza e assenza, visibile e invisibile.

Con questo progetto, il Teatro Regio di Parma inaugura la stagione con una produzione che unisce rigore musicale e sperimentazione visiva, confermando il proprio ruolo di laboratorio per linguaggi e sguardi del presente.

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